American Gods: primo sguardo alla serie tratta dal romanzo di Neil Gaiman

Le nostre impressioni sul primo episodio della serie diretta da Bryan Fuller, con Ian McShane e Ricky Whittle, disponibile ora su Amazon Video.

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Una nave vichinga raggiunge le coste dell'America settentrionale, un ambiente ostile e minaccioso che ben presto convince l'equipaggio a riprendere il mare. Non vogliono restare lì un minuto di più, ma c'è un problema: non c'è un filo di vento a sospingere le loro vele lontano da quell'inferno. Ma i vichinghi sono uomini pieni di risorse, e sanno che c'è qualcuno pronto a intercedere per loro. Bastano dei sanguinosi sacrifici e una cruenta battaglia ad attirare l'attenzione del dio Odino, che si affaccia su quelle terre sconosciute e aiuta i suoi fedeli a prendere il largo e a dimenticare quel posto infernale. Ma altri vichinghi verranno, e Odino sarà già lì ad attenderli. Inizia così American Gods, serie diretta da Bryan Fuller (Hannibal, Pushing Daisies) e tratta dall'omonimo romanzo best seller di Neil Gaiman, qui in veste di produttore esecutivo. La prima stagione, composta da otto episodi, è iniziata il 30 aprile sul canale americano Starz, ma è disponibile in tutto il mondo su Amazon Video.

La mitologia nascosta (ma non troppo)

Shadow Moon (Ricky Whittle) viene fatto uscire di prigione tre giorni prima del tempo per poter assistere al funerale della moglie Laura (Emily Browning), morta tragicamente in un incidente d'auto. Sull'aereo verso casa incontra un uomo che si fa chiamare signor Wednesday (Ian McShane) e che gli offre un lavoro. Shadow è costretto ad accettare, e si ritrova invischiato in una vicenda dai tratti misteriosi, con incontri e scontri - Mad Sweeney, Technical Boy - surreali che lasciano intendere che Shadow sia finito nel bel mezzo di una vera e propria guerra. Chi ha letto il romanzo di Gaiman sa che l'arrivo dei vichinghi in America è solo una parentesi, una delle tante storie brevi disseminate nel corso della storia per far comprendere al lettore come gli dei siano arrivati in America. E infatti nel primo episodio non ci sono altri riferimenti alla storia norrena, anche se basta prestare un po' di attenzione a Wednesday per rendersi conto che la mitologia norrena ritorna anche nella narrazione principale.

Una serie che ha tutte gli elementi per diventare cult

È ancora presto per dare giudizi sulla serie, ma questo primo episodio di American Gods riesce persino a superare le aspettative dei lettori, che per il momento hanno tra le mani un prodotto che resta fedele all'originale pur con qualche minima modifica e aggiunta, necessaria per far funzionare la storia nel format televisivo.

Ian McShane riesce a trasmettere tutto il sinistro carisma di Wednesday e Ricky Whittle è uno Shadow perfetto, cupo e chiuso nel suo dolore per Laura e nel quieto sbigottimento per ciò che succede attorno a lui. Fuller dimostra di saper giocare bene con l'atmosfera del romanzo, destreggiandosi tra mitologia, mistero e viaggio on the road con grande maestria, combinando elementi diversi in maniera armonica e intrigante per lo spettatore. La scena di Bilquis (Yetide Badaki), tra le più famose e sconcertanti nel libro, viene ripresa anche sullo schermo ed è girata in maniera magistrale, tanto che i non lettori probabilmente non realizzeranno ciò che sta accadendo sotto i loro occhi fino agli ultimi istanti, quando ormai diventa tutto grottescamente chiaro. È presto per giudicare, sì, ma questo primo episodio non delude, ripaga della lunga attesa e sembra prepararci a una delle migliori serie dell'anno.