American Horror Story 6x01: un primo episodio col botto

American Horror Story inizia avvolto nel mistero e non delude le aspettative: ecco le nostre prime impressioni sulla nuova stagione.

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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Lo abbiamo aspettato, lo abbiamo cercato negli indizi, lo abbiamo voluto: finalmente ieri notte è andata in onda in America la prima puntata della sesta stagione di American Horror Story, e il tema è stato rivelato. Tutto quello che ci si aspettava, in realtà, non è accaduto: Ryan Murphy non ha deluso le aspettative infatti, e al giro di boa della serie antologica più famosa del piccolo schermo ha mescolato le carte, lasciando gli spettatori nel dubbio fino alla fine per poi rivelare... nulla. Già, perché il famoso "tema" quest'anno non esiste, per lo meno non nella forma consueta a cui il produttore e sceneggiatore della serie ci ha abituati. Al contrario, ciò che ci troviamo davanti è qualcosa di completamente diverso e nuovo rispetto alla forma classica delle storie Horror di Ryan Murphy, qualcosa che sia per linguaggio che per schema decide di prendere una via rivoluzionaria e sorprendere, come mai prima, uno spettatore che davanti ha solo il buio. E non sono forse questi, il buio e l'ignoto, due degli elementi portanti del cinema horror e dei meccanismi che fanno scattare in noi la paura?


L'orrore è tornato

ATTENZIONE RISCHIO SPOILER: Chi non ha visto la prima puntata di American Horror Story e non vuole rovinarsi l'esperienza farà meglio ad interrompere la lettura, mentre per tutti quelli che non hanno paura degli spoiler, sappiate che un tema, come abbiamo già detto, in realtà non esiste. La celeberrima sigla è stata eliminata, l'altrettanto celebre sottotitolo che dalla seconda stagione in poi ha indicato l'argomento della stagione ha fatto la stessa fine. Al loro posto, Ryan Murphy decide di seguire la forma documentaristica, mettendo in scena non una puntata di American Horror Story ma quella di un documentario intitolato "My Roanoke Nightmare" scegliendo due attori principali e due secondari per interpretare le ricostruzioni. Così, ci troviamo di fronte a Lily Rabe nei panni di Shelby e Andre Holland in quelli di Matt, che davanti ad una camera fissa raccontano la loro storia; il documentario la ripropone ovviamente in forma di ricostruzione dei fatti, in assenza di documentazione video, in cui la coppia viene interpretata da Sarah Paulson e Cuba Gooding Jr. Et voilà, con un abile gioco di carte ecco che Ryan Murphy stupisce ancora, togliendo allo spettatore le sue certezze e regalandogli una forma completamente nuova, che esula dai soliti canoni stilistici. Sì, c'è una casa, e sì, probabilmente è infestata da qualche creatura misteriosa - più o meno come è accaduto in tutte le stagioni o quasi. Ma allora dove sta il terrore, dove sta il vero cambiamento? Proprio nella forma, che spiazza lo spettatore e lo invita a guardare le cose da un punto di vista diverso - che già dalle prime immagini si fa immediatamente reale, grazie anche alle immense interpretazioni di Sarah Paulson e degli altri comprimari (compresa la meravigliosa Angela Bassett). Insomma, American Horror Story inizia alla grande, coinvolgendo e convincendo. L'unico vero problema sta nel fatto che più o meno ogni stagione ha avuto lo stesso brillante inizio per poi perdersi lungo la strada, c'è quindi da sperare che questo Roanoke Nightmare rimanga davvero un incubo fino alla fine della stagione. Per il momento, funziona.