First look Bates Motel - Stagione 3

Scopriamo insieme la rapida metamorfosi di Norman nel terzo appuntamento con le vicende della famiglia Bates.

Articolo a cura di
Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Si potrebbe dire che Bates Motel è un po’ come il vino: più invecchia, più è buono. L’opera di Carlton Cuse sorprende di stagione in stagione, offrendo una trama che inizialmente sembrava abbozzata e priva d’inventiva, capace di appoggiarsi unicamente al suo “mentore”, l’immenso Psyco, ma che con il passare del tempo ha saputo reggersi sulle proprie gambe, districandosi tra colpi di scena, atmosfere lugubri e malsane e picchi di tensione crescente. Il fulcro della vicenda e della bellezza del serial è ovviamente rappresentato dai due protagonisti, Norman e Norma, e dai rispettivi attori Freddie Highmore e Vera Farmiga, che lasciano di volta in volta lo spettatore senza parole per la loro bravura e la loro immedesimazione nei personaggi. Una storia che aumenta esponenzialmente sia in termini di crudeltà che di drammaticità, e che presto sfocerà nell’orrore che tutti conosciamo, sebbene la serie non rappresenti, per forza di cose la perfetta copia carbone del film/libro.
Dopo un finale di stagione che ricorda tra l’altro, in maniera incredibilmente disturbante, l'epilogo della pellicola cinematografica di Hitchcock, il terzo anno di Bates Motel non può che iniziare con il piede giusto.

Luci sull’orrore.

Il ritmo è senza dubbio l’elemento che colpisce maggiormente in questa nuova stagione di Bates Motel: non c’è più tempo ormai per equivoci o benevolenza di sorta, le carte sono state scoperte già tempo fa, e l’orrore è sotto gli occhi di tutti, in bella vista.
Norman sembra continuare la sua discesa verso la follia, laddove non esistono più blackout ma solo visioni oniriche dei suoi incubi interiori e consapevolezza di essere quel mostro che tutti temono, capace di uccidere nel nome di una madre iperprotettiva, idealizzata nel peggiore dei modi. La dimostrazione l’abbiamo fin da subito, con un omicidio neanche troppo nascosto che dimostra come il famigerato Norman Bates, serial killer che ha tormentato l’immaginario di varie generazioni di spettatori sia ormai pronto a iniziare la sua folle e consistente schiera di vittime. La stessa Norma, a parte l’incredulità e la forza di voler credere il contrario, cede, nel corso di queste nuove puntate, ad un pessimismo spontaneo e involontario, e fa tenerezza vedere come ella nonostante l’amore incondizionato verso il figlio, resti comunque spaventata e sia desiderosa di trovare una qualche figura che possa eventualmente proteggerla e darle forza (esemplare in questo caso la scena con lo sceriffo Romero). Ed è proprio con queste consapevolezze che i due alternano le loro vicende all’interno di una première che schizza letteralmente dinnanzi allo spettatore, dimostrandosi perfetta ed eccellente sia come tempi che come riuscita globale.

Il mondo di Bates Motel.

Nel mondo di Bates Motel nessuno è innocente, e Dylan insieme a suo padre Caleb o lo stesso sceriffo Romero stanno lì a dimostrarlo. Figure che nascondono i propri segreti all’interno di un mondo corrotto (esempio eclatante del tutto è la festa imbastita all’interno della villa), e che non rifiutano di eliminare chiunque ostacoli il loro cammino. Anche qui s’intravede una marcia sicuramente più celere rispetto alle passate stagioni, volta proprio ad arrivare al fulcro di ogni storia. Bisogna poi citare le musiche, capaci di cullare la visione e a tempo debito arricchire l’ansia facendola maturare e accrescere. E tutto ciò non può far altro che arricchire l’atmosfera, amalgamandola con il tutto e mostrando la bellezza di un prodotto divenuto ormai qualitativamente ineccepibile.

Bates Motel - Stagione 3 Bates Motel si è ormai evoluto, e rispetto alle incertezze delle prime stagioni mostra un impianto narrativo solido, con un ritmo frenetico e un’ atmosfera malata e disturbante. Inutile ribadire ancora una volta l’incredibile bravura dei protagonisti o le funzionali scelte registiche della serie; ormai si è giunti ad una vera e propria maturità dell’opera, in positivo, e non possiamo fare altro che prenderne atto.