First look Battle Creek - Stagione 1

Vince Gilligan e David Shore sembrano una vera garanzia anche nel settore delle comedy, eppure il loro nuovo progetto televisivo non è riuscito a ottenere il successo sperato, proviamo a capire il motivo di questo flop.

first look Battle Creek - Stagione 1
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Gli italiani e gli statunitensi hanno una differente attitudine alle proprie forze dell'ordine, quando si tratta di dipingerle sul grande e sul piccolo schermo. In Italia si è scelto quasi sempre un approccio da commedia ai limiti del comico, prediligendo gli aspetti più caricaturali e parodistici delle stesse. Gli amici d'oltreoceano, al contrario, tendono, specie dopo le tragedie passate, ad esaltare il loro operato, cercando di fare assurgere gli esponenti della loro polizia, del loro corpo dei vigili del fuoco, del loro esercito a rango di veri e propri eroi che, sprezzanti delle loro vite, proteggono e servono la società con mezzi all'avanguardia e un acume ed una competenza invidiabili a livello mondiale...
Poi è arrivato Battle Creek...

Battle Creek come Springfield

Battle Creek non è esattamente il prototipo della ridente cittadina americana, nelle sue strade il crimine imperversa e la polizia non ha i mezzi per fronteggiarla in modo moderno ed adeguato. La stazione di zona non verrà mai additata come un modello di efficienza, somiglia più a quella del Commissario Winchester che a quella di Hill Street Blues e ciò non è dovuto all'incompetenza dei suoi poliziotti, come nel caso di Springfield, ma alla totale carenza di attrezzatura: persino i taser restano privi di batterie.
A capo di questa pattuglia di sfortunati c'è Russ Agnew (Dean Winters), poliziotto dell'anno, che, se pur disilluso e stanco, fa il suo dovere al meglio possibile, con piglio rude, ma dal grande cuore, coadiuvato da una truppa eterogenea e ingenua.
Caso vuole che le infinite richieste di nuovi mezzi si traducano nell'inusuale apertura, presso il Commissariato di Battle Creek, tra lo stupore di tutti, di una cellula periferica dell'FBI, con a capo l'agente speciale Milton Chamberlain (Josh Duhamel), il quale, ma lui ignora la circostanza, è stato inviato lì non per promozione ma solo perché è inviso al suo capo.
La polizia di Battle Creek e lo stesso Russ si trovano spiazzati dai modi del collega dell'Agenzia governativa, moderni e tecnologici, basati sull'esame approfondito di ogni singolo elemento e non sul puro istinto, come invece è abituato Agnew.
Il primo caso che li vede a fianco nelle indagini riguarda la morte di una ragazza, e i due agenti sono così differenti che inevitabilmente tendono inizialmente a scontrarsi. Milton è positivo ed ottimista, crede in quello che fa e pensa che i criminali siano recuperabili, basta solo dar loro la possibilità per redimersi. Agnew è di tutto altro avviso, è rassegnato dagli eventi e pensa che chi compie reati sia solo feccia da trattare come tale. E' da prassi che dalla loro sinergia conflittuale nascerà la chiave di volta per la risoluzione dei casi.

La minestra riscaldata a volte resta saporita

Inutile dirlo: Battle Creek è l'ennesimo crime drama che nulla aggiunge o toglie al panorama cui siamo abituati. Inserisce all'interno della narrazione degli elementi comedy che ne rendono gradevole la visione, infarcendola di una leggerezza che stempera l'abbondante atmosfera crime.
La serie si basa su due caratteristiche fondamentali: la penuria di mezzi delle forze di polizia della cittadina e l'incontro scontro con il modus operandi di Milton.
Da questo punto di vista la serie andata in onda sulla CBS (in Italia Fox Crime del bouquet Sky) riesce a far alzare il sopracciglio quando, invece di incensare le forze di polizia, sceglie di giocarci su, rilevando come negli Stati Uniti non tutto sia perfetto e come l'insufficienza di fondi statali può portare all'inefficienza di uno dei cardini della società americana, perché a Battle Creek non funzione nulla. I poliziotti però la prendono con filosofia e sopperiscono con tanta buona volontà, impegno e fiuto. In tal senso risultano divertenti i siparietti investigativi tra Milton ed Agnew con il primo che enumera tutte le analisi che vanno fatte sulle prove per verificarne la provenienza e l'utilità ed il secondo che usa dei metodi fin troppo poco ortodossi, ma più veloci ed efficaci.
La narrazione procede veloce e piena di ritmo, già si intende che sul trasferimento di Milton c'è qualche secondo fine da parte del suo superiore e si gettano le basi per una trama orizzontale tutta da sviluppare. Qualche perplessità emerge nei confronti della trama verticale, almeno di quella del primo episodio: viene costruita mattone su mattone, ma poi viene demolita e subisce un'inaspettata svolta grazie ad un piccolo trucco degli autori che ribalta la situazione in modo troppo frammentario ed affrettato.
I due protagonisti sono infine ben assortiti e danno al pubblico due caratteri antitetici, la cui definizione però si ferma a un livello superficiale di interpretazione, ma soprattutto di approfondimento.

Battle Creek - Stagione 1 Battle Creek, senza mezzi termini, è quello che è: un godibile crime drama spruzzato di comedy. Per chi volesse recuperare la prima stagione c'è quindi da aspettarsi tanti casi che Agnew e Chamberlain risolveranno con qualche screzio, che inizialmente li dividerà e poi li unirà. Il serial, con la sua trama e i suoi casi, galleggia nella media (ma non nella mediocrità). I due attori protagonisti, a loro agio nella parte, possono regalare bei momenti con il loro fare opposto. La vera sorpresa potevano però essere i compagni della Stazione di Polizia tanto buffi quanto dotati di quella vena di follia che avrebbe potuto dare una marcia in più alla serie. Infine da notare i nomi degli autori che avrebbero dovuto rappresentare un'evidente garanzia per il futuro di Batte Creek: Vince Gilligan, il cui curriculum comprende Breaking Bad e David Shore, che ha scritto la storia del Dottore più antipatico ed affascinante della storia della televisione, ovviamente si parla di House.