First look Breaking Bad - Stagione 3

Dopo due stagioni di cadaveri occultati e droghe sintetizzate, non è il caso di chiudere i battenti!

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Li avevamo lasciati alle prese con un disastro aereo, una morte per overdose e mezzo milione di dollari nascosto in un borsone. La coppia di spacciatori più surreale del New Mexico deve fare i conti con le conseguenze di un finale di stagione a dir poco apocalittico. La serie di Vince Gilligam (X-Files) giunge al terzo capitolo, in attesa che AXN (canale 120 di Sky) comunichi le date della messa in onda italiana, sarà bene fare un veloce recap.

Recap

Lo stagionato insegnante di chimica Walter White, dopo aver scoperto di avere il cancro, entra in società con un suo ex-allievo, Jesse Pinkman, per produrre e spacciare metanfetamine. Grazie alle doti di Walt, la loro attività “casalinga” si trasforma presto in un business milionario che non passa inosservato agli occhi della mafia sudamericana. Così, dopo essersi liberati dal giogo del criminale psicopatico Tuco ed aver assunto un avvocato “ad hoc” per gestire le controversie legali, White & Pinkman si dividono: entrambi travolti dai problemi personali. Il cognato di Walt è un agente dell’antidroga e sua moglie Skyler, che alla fine della seconda stagione da alla luce una bambina, scopre la doppia vita del marito e scappa di casa. Jesse ha una storia con la sua vicina Jane, una giovane tossicodipendente che lo trascina nel tunnel dell’eroina fino a quando essa stessa non muore di overdose alla fine di un “romantico” festino. In compenso la chemioterapia pagata con i soldi dello spaccio dà i suoi frutti e Walter è dichiarato quasi del tutto fuori pericolo. Jesse invece è devastato, ma noi spettatori conosciamo un ulteriore tassello della vicenda: Walter, introdottosi di nascosto in casa di Jesse per recuperare dei soldi, ha assistito agli ultimi spasmi di vita della ragazza, omettendone il soccorso per liberare Jesse da un fidanzamento decisamente “malato”. La sfortuna vuole che il padre della ragazza sia un controllore di volo, il quale, sconvolto dalla perdita della figlia, decida di far scontrare due aerei sulla verticale della casa di Jesse.

è ora di smetterla?

“Kaboom!” e tutto finito? Nemmeno per idea. Nell’incidente aereo perdono la vita 167 passeggeri, ma non c’è nessuna vittima al suolo. Jesse, ma soprattutto Walt, si sentono responsabili della sciagura che viene definita dai media il peggior disastro aereo dopo l’11 Settembre. Risolti i problemi ecomici e sanitari, i due protagonisti hanno perso le persone più care e sembrano decisamente convinti ad interrompere la loro attività criminale. Eppure, dopo due stagioni passate ad occultare cadaveri, sintetizzare esplosivi e maneggiare milioni di dollari, uscire dal business non è sarà così facile. A ricordarglielo ci penseranno di sicuro i due brutti ceffi messicani che vediamo nella scena di apertura.

Sorprese in arrivo

Come consuetudine, gli episodi di Breaking Bad si aprono con una scena d’effetto o un flashforward ambiguo di ciò che inevitabilmente accadrà (ma che al momento appare impossibile da spiegarsi). L’ideatore Vince Gilligam e il suo staff creativo partono nuovamente col piede giusto e sembrano avere ancora molti assi nella manica da sfoderare. Anche il cast sembra essere in forma con i due protagonisti che per la terza volta cambiano look: alla “boccia” di Walter viene abbinato un vistoso pizzetto e alla barba incolta da tossicodipendente di Jesse, viene sostituito un viso rasato da ragazzo che ha messo la testa a posto. Per gli altri personaggi (Skyler, il figlio Flynn e il cognato Hank) non c’è nessun cambiamento fisico poichè probabilmente solo in questa stagione riveleranno il loro potenziale a sorpresa (Hank scoprirà che lo spacciatore ricercato dalla DIA è suo cognato Walt? Come si comporterà la neo-mamma Skyler col suo marito spacciatore di mezza età? Flynn accetterà la separazione dei suoi genitori o inizierà ad indagarne i motivi?).

Breaking Bad - Stagione 3 Plurivincitore di Emmy e cavallo di battaglia della AMC, Breaking Bad torna a farci emozionare e riflettere sulla “stupefacente” condizione umana. Il primo episodio è decisamente accattivante: un originale stile visivo e una sceneggiatura tragicomica sono le chiavi del suo successo. Così, appagati dalle prime due stagioni, non c’è più bisogno di dire ”Vediamo come andrà” ma semplicemente:”Vediamo!”.