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Club de Cuervos 2x01: Fratello, dove sei?

Il dramedy calcistico torna per una nuova stagione, con dinamiche diverse nel conflitto tra Chava e Isabel Iglesias.

first look Club de Cuervos 2x01: Fratello, dove sei?
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Circa un anno e mezzo fa il debutto di Club de Cuervos è stata una simpatica sorpresa per gli abbonati di Netflix. Come abbiamo già avuto modo di dire altrove, questa serie di origine messicana - la prima produzione originale di Netflix realizzata completamente in una lingua diversa dall'inglese - era indicativa, sul piano strettamente produttivo, delle ambizioni internazionali del gigante dello streaming (che qualche mese dopo è finalmente arrivato in Italia), tenendo conto della lingua e del contenuto (il calcio è un argomento che interessa notoriamente poco al pubblico USA, mentre nei paesi sudamericani è quasi una religione). E anche a livello creativo questo dramedy, incentrato sul conflitto tra gli eredi del presidente di una squadra calcistica fittizia in un paesino del Messico, è stato una ventata d'aria fresca, mettendo in scena situazioni tragicomiche, anche eccessive, senza mai scivolare in piattezze da telenovela. Al termine della prima stagione la storyline principale aveva raggiunto il suo culmine logico, lasciando i personaggi, e noi spettatori, con una bella domanda in vista del secondo ciclo di episodi, disponibile da oggi: e adesso?

[N.B. Il paragrafo che segue contiene dei dettagli sulla fine della prima stagione]

Benvenuta, Presidente!

Isabel Iglesias ha finalmente ottenuto ciò che voleva: la presidenza dei Cuervos, precedentemente in mano al fratello Chava. Questi ha preferito sparire, lasciando la sorella da sola di fronte ai vari problemi amministrativi che inevitabilmente si manifesteranno. La nuova dinamica di potere tra i due protagonisti, almeno in questo primo, esilarante episodio, pone le basi per una rivalità diversa eppure familiare, i cui meccanismi rimangono efficaci anche dopo svariati episodi, un po' come ne Il trono di spade (serie alla quale Club de Cuervos è stato paragonato per l'elemento conflittuale dinastico). L'esasperazione di Mariana Treviño e l'atteggiamento più rilassato di Luis Gerardo Méndez formano una miscela perfetta, deliziosamente latinoamericana (gli insulti in spagnolo rimangono una gioia per le orecchie), che non smette mai di sorprendere e divertire. Senza aver visto - per ora - gli episodi rimanenti non possiamo affermare con assoluta certezza che la seconda stagione non sarà una semplice variazione sul tema della prima, ma la premiere è abbastanza diversa da suggerire un numero sufficiente di cambiamenti nella saga dei Cuervos, l'intrattenimento ideale, anche se non si è appassionati di calcio, per chi vuole vedere una serie Netflix intelligente, ben scritta e spassosissima, ma di cui si parla un po' di meno.