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Designated Survivor 2x01: Un anno dopo...

La seconda stagione del thriller politico della ABC, disponibile a cadenza settimanale su Netflix, si apre con un connubio di vecchio e nuovo.

first look Designated Survivor 2x01: Un anno dopo...
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Mentre realtà nuove nel mondo della serialità come Netflix propongono thriller politici di varia fattura (da un lato il buono House of Cards, dall'altro il deludente Marseille) basati soprattutto sul verbo, un'entità più tradizionale come la ABC - con la società di streaming a occuparsi della distribuzione internazionale - ha partorito Designated Survivor, un prodotto più orientato sull'action (il pilot si apre con la distruzione del Campidoglio) che resuscita le atmosfere tesissime di 24, non a caso con Kiefer Sutherland nel ruolo principale, ma in un contesto più vicino a quello di West Wing. Il centro nevralgico è Washington D.C., con sporadiche trasferte di vario genere (anche nella premiere della seconda stagione, con una sequenza ambientata ad Amsterdam), al servizio di una macchina di suspense ben oliata e per lo più efficace, sebbene la prima annata fosse affetta da una carenza di antagonisti carismatici e da qualche legittimo dubbio su quanto la trama orizzontale principale - il complotto che ha portato all'insediamento di Tom Kirkman (Sutherland) - possa funzionare a lungo termine in caso la serie risulti particolarmente longeva (tenendo conto della durata standard di un doppio mandato presidenziale americano, il traguardo ideale sarebbe più o meno intorno alla decima stagione, logica narrativa permettendo).

Nuovi pericoli

Un anno dopo la distruzione, l'edificio che insieme alla Casa Bianca simboleggia il potere politico americano è stato ricostruito. Kirkman è alle prese con le difficoltà quotidiane legate all'opposizione in sede legislativa, e l'agente Hannah Wells (Maggie Q) continua ad inseguire l'architetto della congiura dopo un attacco informatico, mentre una nuova minaccia più immediata e dolorosamente familiare si manifesta nei cieli. Designated Survivor si pone quindi l'obiettivo di continuare lungo il percorso tracciato un anno fa, ma anche scavare in luoghi inediti per trovare nuove piste al fine di evitare i pericoli della ripetitività.

È ancora presto per valutare l'efficacia di questa strategia, in particolare per quanto riguarda la new entry nello staff presidenziale con le fattezze dell'attore comico Paulo Costanzo, ma la struttura settimanale è un vantaggio in questa sede poiché a differenza dei programmi concepiti per il bingewatching è possibile apportare le giuste modifiche strada facendo anziché dover aspettare un anno intero. Per ora, se le premesse sono rispettate, la tensione dovrebbe essere assicurata nella giusta misura per le settimane a venire.