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Glow Stagione 1: Anni 80 e Girl Power

Un primo sguardo a Glow, la nuova serie made in Netflix nata dalla penna delle autrici di Orange is The New Black.

first look Glow Stagione 1: Anni 80 e Girl Power
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Che Netflix abbia deciso di dare nuova voce alla serialità dedicata all'altra metà del cielo era già palese fin dal 2013 quando aveva regalato al suo numeroso pubblico quella che è da annoverare come una delle migliori serie del secondo decennio degli anni '00, Orange is The New Black. Nell'ultimo periodo questa tendenza "girl power" della piattaforma on demand è stata coadiuvata da tantissime novità, e l'ultima in ordine di tempo è stata prodotta e scritta proprio da chi ha avuto l'idea di trasporre sul piccolo schermo la strana storia di Piper Kerman, Jenji Kohan. GLOW, disponibile dallo scorso 23 giugno, racconta in versione romanzata la nascita e il dietro le quinte della show anni '80, Gorgeous Ladies of Wrestling, nella quale per la prima volta un gruppo di performer si sfidavano sul ring, e che ha dato vita alla versione declinata al femminile dei noti e teatrali spettacoli di lotta.

Back to the 80s

Fin dai titoli di coda guardare GLOW è come essere protagonisti di un vero e proprio viaggio nel tempo che ci riporta dritti agli anni '80. Le ambientazioni, i costumi, i movimenti di macchina, la fotografia: tutto è perfettamente ricostruito tanto da far sembrare questa nuova perla seriale di Netflix non solo uno show atto (anche) a omaggiare il mitico decennio, ma una serie proveniente direttamente dai grandiosi 80s.

La cura dei dettagli scenografici e dello stile estetico di ogni personaggio, per non parlare delle straordinarie musiche, è davvero impressionante e se non fosse per il mood femminista ed emancipatorio della trama e per la qualità dell'immagine palesemente digitale, GLOW potrebbe essere davvero scambiato per un prodotto vintage girato esattamente nell'epoca in cui le avventure del gruppo di (in)credibili wrestler è ambientato.

OITNB V GLOW

Che dietro a GLOW vi siano le menti di Carly Mensch e Liz Flahiv di Orange is The New Black lo si percepisce fin da primo episodio. Come quella della serie di matrice carceraria, infatti, anche questa nuova avventura dal sapore "retrò" usa come incipit la storia di una donna - in questo caso la sfortunata attrice Ruth (Alison Brie) - per dare il via a una narrazione destinata ad aprirsi alla coralità, a presentare al pubblico una carrellata di altri personaggi (anche maschili) che dimostreranno essere la vera forza del progetto. Inoltre, sempre come in Orange is The New Black, anche il plot di GLOW di basa fondamentalmente sulle avventure di un gruppo di donne imperfette e prese a schiaffi dall'esistenza, costrette a stare a strettissimo contatto e ad affrontare insieme un lungo percorso di rinascita.

Contro ogni forma di stereotipo

Una delle cose che colpiscono immediatamente di GLOW è la capacità di caratterizzare tutte sue protagoniste in pochissimi minuti, dipingendo su ognuna di loro con i colori di uno stereotipo destinato ad essere sovvertito durante il corso della serie. Oltre alla nascita Gorgeous Ladies of Wrestling, infatti, grazie a questa serie siamo soprattutto spettatori della (ri)nascita e del cambiamento di un gruppo di "personaggi in cerca d'altrove" i quali ci ricordano che è la capacità di mettersi in gioco, sempre e comunque, l'arma più potente che abbiamo nella vita.