Greenleaf 1x01: Segreti in famiglia

Arriva anche in Italia, grazie a Netflix, la serie drammatica creata da Craig Wright e prodotta da Oprah Winfrey.

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Ad attirare l'attenzione quando ci si avvicina a Greenleaf, nuova acquisizione di Netflix per il suo catalogo di offerte "originali" (nel senso che la piattaforma di streaming si occupa solo della distribuzione internazionale di certi prodotti, andati in onda su emittenti normali nel paese d'origine), è un nome in particolare nei credits: Oprah Winfrey. Fuori dagli Stati Uniti non è sempre facile capirne l'importanza, ma in patria Oprah - una figura talmente epocale da essere nota anche solo con il nome di battesimo - è una presenza mediatica quasi senza precedenti, avendo dominato il mondo dei talk show con la propria trasmissione (la più seguita in assoluto nel suo genere) dal 1986 al 2011 e influenzato diversi aspetti della società americana, incluso il cinema (fu il suo sostegno a contribuire, in parte, alla fortuna di Crash in sede di Oscar, e come produttrice ha avuto un ruolo di non poco conto nella realizzazione di Selma). Con Greenleaf, dove appare anche come interprete, la nota conduttrice televisiva e filantropa ha rafforzato un nuovo percorso professionale, poiché la serie è la prima produzione drammatica originale del canale Oprah Winfrey Network (OWN), dove ha debuttato la scorsa estate con i tredici episodi ora disponibili su Netflix, ad arrivare in Europa su scala espansa (la seconda stagione inizierà invece il 15 marzo negli USA).

Parenti serpenti

Greenleaf, creato da Craig Wright (celebre drammaturgo e noto sceneggiatore di episodi di Six Feet Under e Lost) e con un primo episodio diretto da Clement Virgo (The Wire, The L Word, The Get Down e American Crime), è un dramma incentrato sulla famiglia in chiave black, con una particolare attenzione all'elemento fortemente religioso che caratterizza gran parte della cultura afroamericana in certe regioni degli Stati Uniti (in questo caso la storia è ambientata a Memphis). Nello specifico, seguiamo le vicende della famiglia Greenleaf attraverso gli occhi della figlia Grace detta Gigi, che torna a casa dopo un'assenza/fuga durata vent'anni in seguito alla morte della sorella. Vengono poste le basi per un conflitto intimo e al contempo destinato a colpire una comunità intera, il tutto orchestrato da Wright e Virgo con grande sensibilità, evitando rappresentazioni macchiettistiche anche con i personaggi più larger-than-life come il vescovo James Greenleaf, interpretato dal sempre affidabile Keith David. E in un mondo dove luoghi comuni e pregiudizi cercano di imporsi sempre di più ai livelli più alti della società (basti pensare all'attuale clima politico negli USA), un prodotto del genere può essere una boccata d'aria fresca, ammesso che la promessa del primo episodio sia mantenuta a lungo termine.