Grey's Anatomy 13x01: Meredith e Alex nella tempesta del dramma

Il medical drama dei record torna per il tredicesimo anno con nuovi drammi all'orizzonte: quali tragedie avrà architettato stavolta Shonda Rhimes?

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Non c'è pace al Seattle Grey Sloan Memorial Hospital, e mai ce ne sarà. Questo assunto va ripetuto come un mantra, una legge assoluta della natura, e i fan di Grey's Anatomy lo sanno bene: da tredici anni ormai la loro tranquillità viene ripetutamente sconvolta da eventi catastrofici, tragedie, separazioni, nel caso peggiore morti, tutti espedienti pensati dalla mente dietro questo pluridecennale successo televisivo, Shonda Rhimes, creatrice, sceneggiatrice, bersaglio di critiche e al tempo stesso icona idolatrata. Un personaggio tanto celebre quasi quanto i suoi medici. La sfida di riconfermare i numeri e il consenso del pubblico si ripropone ogni stagione, nel tentativo di colmare il vuoto lasciato dagli attori che sono andati (o fuggiti?) via, Patrick Dempsey, Sandra Oh e Sara Ramirez gli ultimi in ordine cronologico, cercando di accontentare quella fetta sostanziosa di spettatori affezionati alle vicende di Meredith Grey e colleghi, e l'impresa appare sempre più complicata man mano che si procede. Dopo un'annata decisamente ricca di colpi di scena, la serie è tornata ieri sugli schermi della ABC inaugurando la tredicesima stagione con il primo dei ventidue episodi previsti, "Undo", un ponte diretto con gli avvenimenti lasciati sospesi nel finale della precedente: per un terribile malinteso, il dottor De Luca era stato aggredito da Alex Karev, in preda alla furia dopo averlo visto insieme alla compagna Jo Wilson; precipitatosi in ospedale, Alex cerca di evitare le indagini della polizia sull'accaduto confessando soltanto a Meredith la sua colpa, mentre intorno a loro medici e amici faranno di tutto per salvare la vita della vittima.

Nuovi drammi all'orizzonte, litigi e ferite inguaribili: Grey's è tornato

Nessuno è in grado di creare panico e tragedia dal nulla come Shonda Rhimes: la ragione del successo di Grey's Anatomy è rintracciabile in questa grande e introvabile capacità di trasformare un "incidente" della vita (litigi, rancori, gelosie) in un evento universale dove a mettersi in gioco sono i sentimenti dei personaggi e i loro caratteri contrastanti. Inoltre, i rapporti sedimentati durante quella che sembra un'eternità (tredici stagioni potrebbero esserlo in effetti, per la storia moderna della tv), rendono questo caos più credibile, come se il Seattle Grey Hospital vivesse in un universo parallelo dove ogni giorno si rischia la pelle, le persone rincorrono la felicità senza mai raggiungerla, le coppie scoppiano; e questo episodio non è così diverso dai numerosi "gemelli tragici" andati in onda, per alcuni i migliori in termini di ritmo e suspense, proprio perché mescola gli elementi tradizionali della serie ad un'incredibile e rodata perfezione. Lo spazio si anima grazie al movimento delle emozioni, nel dubbio di cosa verrà dopo, di chi si salverà, di quali sorprese avrà architettato la Rhimes per tenere, ancora una volta, il nostro sguardo incollato al piccolo schermo. Per essere un semplice prologo, non c'è male. Ed è solo l'inizio.