First look I Hate My Teenage Daughter - Stagione 1

Debutto per la nuova sitcom della Fox dedicata al complicato rapporto tra madri e figlie

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Una sitcom poco incisiva

Jamie Pressly e Katie Finneran sono le protagoniste della nuova serie tv della Fox intitolata I Hate My Teenage Daughter. Un titolo che può essere interpretato come una provocazione per attirare attenzione o il presupposto per una sitcom dallo humour nero, ma che in alcune località degli Stati Uniti è già stato considerato poco adeguato per il target di riferimento e trasformato nel più rassicurante My Teenage Daughter. Odiare la propria figlia non è sembrato forse il modo migliore per avvicinare il pubblico famigliare. Dopo la visione del pilot si può senza dubbio affermare che la preoccupazione è del tutto infondata: la serie è piena di difetti ma, nonostante tutti gli stereotipi utilizzati e le situazioni estremizzate, le madri protagoniste non odiano le loro figlie, anzi. Non solo gli sceneggiatori hanno sbagliato il titolo che non rispecchia il vero contenuto del serial, ma sono riusciti anche a cadere in un errore ben più grave: creare una sitcom che di comico ha poco o nulla.

Conflitto generazionale

I Hate My Teenage Daughter ha come protagoniste Annie Watson (interpretata dall'attrice Jaime Pressly) e Nikki Miller (Kati Finneran). Le due amiche sono madri di due figlie adolescenti con cui hanno un rapporto a dir poco conflittuale. Annie è cresciuta in una famiglia cattolica molto rigorosa e dalle regole ferree, mentre Nikki ha sempre avuto problemi di peso ed è stata continuamente presa di mira dalle sue compagne di liceo che non le hanno risparmiato commenti, umiliazioni e scherzi. Le loro figlie Sophie (Kristi Lauren) e Mackenzie (Aisha Dee) sono l'opposto di ciò che erano le rispettive madre alla loro età: belle, popolari, viziate, manipolatrici e senza alcun rispetto per le regole. Entrambe le ragazze hanno dei padri assenti ed incapaci di gestire le ex mogli e le figlie.
La situazione per Annie e Nikki è ulteriormente complicata dalla cotta della prima per il fratello del padre di sua figlia e dall'incapacità di affrontare l'ex compagna di classe diventata preside del liceo della seconda (si, la cosa è complicata).

Poche risate

L'idea alla base del progetto aveva tutte le carte in regola per risultare interessante: la difficoltà dei genitori nel relazionarsi ed avere un rapporto equilibrato con i figli adolescenti, cresciuti in un contesto sociale diverso dalle generazioni precedenti. L'avere nel cast come protagoniste due attrici di esperienza come Jamie Pressly (My Name is Earl, I Love You, Man) e Katie Finneran (Wonderfalls, The Inside) era un elemento da sfruttare al meglio per poter avere delle chances di successo. Gli sceneggiatori non sono però riusciti a creare dei personaggi che suscitino empatia o ilarità. Nikki e Annie, nonostante il titolo e il prologo della prima puntata suggerisca il contrario, non odiano le loro figlie. Le due donne sembrano invece disperate al limite dell'irrealtà nel cercare di farsi amare da loro e nell'ottenere attenzione ed interesse.
C'è un ulteriore elemento che rende difficile simpatizzare per le protagoniste: entrambe vogliono che le due ragazze vivano gli anni dell'adolescenza come loro non hanno potuto, ma poi se ne lamentano quando questo accade e si ritrovano a criticare il risultato di tutti i loro personali errori come genitori.
Nikki e Annie attraverso Sophie e Mackenzie cercano quasi un riscatto sociale, un espediente per riconquistare a distanza di anni le sicurezze perdute e ricucire i traumi avvenuti quando erano a loro volta teenager. Sono donne ma sembrano non aver superato mentalmente gli anni della loro complicata giovinezza. Le due quattordicenni sono invece già astute, sfruttano le debolezze altrui e colpiscono i punti deboli per ottenere quello che vogliono.
Tutti i personaggi in I Hate My Teenage Daughter diventano stereotipi che ricordano situazioni reali ma estremizzate. L'enfatizzare la debolezza delle madri, le sicurezze delle figlie e l'assenza dei padri non ha purtroppo come risultato la risata a cui puntavano gli sceneggiatori; alcune situazioni fanno sorridere, altre suscitano perplessità, ma la maggior parte lascia indifferenti e distaccati.

Gli elementi positivi

I momenti migliori dell'esordio di I Hate My Teenage Daughter sono quelli in cui Jaime Pressly e Katie Finneran sono sole in scena. Le due attrici sono entrambe a loro agio con i tempi comici e hanno una buona alchimia.
Chad L. Coleman (Gary, ex marito di Nikki), Eric Sheffer Stevens (Matt, ex di Annie e musicista affetto da una chiara sindrome di Peter Pan) e Kevin Rahm (il fratello di Matt) non riescono a fare molto con i pochi dialoghi di cui sono protagonisti e dovendo calarsi in uomini di cui per ora vengono in superficie solo i difetti. Kristi Lauren e Aisha Dee non hanno a loro disposizione nessuna battuta comica ma si destreggiano senza troppa difficoltà negli sbalzi umorali e comportamentali dei loro personaggi, offrendo le loro interpretazioni più significative nelle sequenze in cui si impegnano nel controllare Annie e Nikki.
Dal punto di vista narrativo ci sono almeno un paio di spunti che, se sviluppati al meglio, potrebbero risollevare il livello della sitcom. Il primo è la possibile love story tra Annie e Jack, il fratello dell'ex marito. La possibile relazione tra i due personaggi potrebbe avere una serie di effetti collaterali sugli altri protagonisti e modificare le dinamiche consolidate. Gli sceneggiatori Sherry Bilsing e Ellen Kreamer dovrebbero in secondo luogo approfondire il passato di Annie e Nikki. Tra le poche battute divertenti della prima puntata ci sono infatti quelle in cui viene alla luce la non conoscenza della cultura pop degli anni ottanta e novanta di Annie a causa dell'educazione religiosa e i comportamenti nerd e goffi di Nikki durante gli anni scolastici.

Troppi buoni sentimenti

E' mancato forse un po' di coraggio a Sherry Bilsing e Ellen Kreamer nel portare sullo schermo i conflitti generazionali e i difetti dei giovani contemporanei. La storia sembra sia quasi destinata a rimanere intrappolata in uno schema composto da: tentativi a vuoto di correggere i difetti delle teenagers, mancanza di aiuto da parte degli uomini ed un lieto fine in cui le madri trovano un modo per punire gli errori, pur rimanendo incapaci di gestire le ragazze, sullo sfondo di un trionfo dei buoni sentimenti e del lieto fine con morale. In I Hate My Teenage Daughter manca proprio quella giusta dose di cinismo che avrebbe potuto rendere il progetto interessante e, sopratutto, divertente.

I Hate My Teenage Daughter - Stagione 1 I Hate My Teenage Daughter inizia il suo percorso in tv ostacolandosi da solo: promette molto ma non mantiene quasi nulla, riesce solo a far sorridere e non crea nessun legame emotivo tra personaggi e spettatori. Le premesse non sono delle migliori; se riuscirà a sopravvivere ai dati di ascolto e a non adagiarsi solo sulle capacità delle sue interpreti potrebbe però evolversi in un prodotto interessante.