First look Lie to me - Stagione 2

Egli vede la verità. E’ scritta nelle vostre facce!

first look Lie to me - Stagione 2
Articolo a cura di

Il volto della verità

Negli anni novanta X-Files proclamava: “The truth is out there” (La verità è la fuori). Oggi con Lie to me è quasi tutto il contrario: “La verità è scritta sul nostro volto” (e rischia di metterci seriamente nei guai!). Tim Roth torna nei panni della persona che nessun adolescente vorrebbe fosse il padre della propria ragazza. Attraverso l’analisi microscopica di pupille dilatate, sopracciglia alzate e fronti aggrottate, risolveremo i numerosi casi che bussano alla porta della più autorevole agenzia per l’attestazione della verità.
La serie made in Fox è appena approdata in Italia, mentre negli Stati Uniti è in attesa di conclusione a fronte dei 22 episodi in programma (la prima stagione ne contava appena 13). Buon segno.

Una vita da decifrare

“Egli vede la verità. E’ scritta nelle vostre facce. E anche nella vostra voce, nella vostra postura, nelle parole che scegliete.” - così viene introdotto il dott. Cal Lightman alla presentazione per il pubblico del suo libro Lies we tell (le bugie che diciamo). Visibilmente demotivato e disilluso (“La sta sparando un po’ grossa, no?” - sogghignerà a bassa voce), decide di aiutare una giovane ragazza che con assoluta veridicità asserisce di aver sognato un omicidio realmente avvenuto. Infatti a fronte dei suoi studi decennali Cal è considerato il maggior esperto mondiale dell’analisi del linguaggio interpersonale e delle microespressioni facciali. L’agenzia che porta il suo nome, fornisce consulenza ad enti privati e governativi per attestare la sincerità delle persone. Con l’aiuto della sua equipe di collaboratori, fra cui la giovane talentuosa Ria Torres e la psicologa Gillian Foster, dovrà anche verificare l’integrità morale di un giudice candidato alla corte suprema ed affrontare le conseguenze del suo divorzio con Zoe Landau, con cui condivide la custodia della figlia Emily.

Ironia o contraddizione?

Dopo il titolo della serie, appare una frase con l’asterisco: “La storia che segue è di finzione e non rappresenta nessuna persona o evento attuale”. Strano, perché ogni tanto, come riprova della credibilità delle interpretazioni facciali offerte dai protagonisti, appaiono foto d’archivio riguardanti politici e vip americani. Con un brillante escamotage di montaggio, siamo indirizzati a soffermarci ad esempio sulle pupille dilatate di Monica Lewinsky mentre stringe la mano all’allora presidente Bill Clinton. Ironia o contraddizione? Eppure non è sempre facile interpretare la sincerità di un soggetto, né ridurlo ad un semplice caso da decriptare. Proprio per questo il personaggio di Lightman si circonda di un’aura pseudo-magica, scadendo forse nell’inverosimile, anche se altri personaggi, come sua figlia Emily, ci aiutano a scalzarlo dal piedistallo dell’infallibilità. Lo psico-thriller in ogni caso è orchestrato bene, riproponendo per la risoluzione dei casi quei metodi poco ortodossi ma affascinanti che tanto piacciono ai fun di Dr. House. Da segnalare anche l’ottimo uso espressivo della fotografia e la sigla “Brand New Day”, vincitrice del BMI TV Musica Award 2009.

Lie to Me - Stagione 2 Lie to me ha tutte le carte in regola per guadagnarsi un posto di tutto rispetto nel panteon delle serie thriller: soggetto originale, montaggio agile, scenografia claustrofobica, e...Tim Roth. Quest’ultimo elemento corre il rischio di oscurare gli altri personaggi nonostante abbiano tutte le possibilità per brillare di luce propria. Sicuramente da seguire, sperando alla fine di non sorridere e dire (questa volta noi): “La sta sparando un po’ grossa, no?”