First look Loft Story - Webserie

Presentata a Milano, con un evento culinario, la webserie con protagonista lo chef Simone Rugiati; dopo la visione del trailer i quattro episodi prodotti non sembrano in grado di offrire molta originalità rispetto ad altri progetti analoghi

first look Loft Story - Webserie
Articolo a cura di
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Il mondo delle web serie è un mercato in crescita, intrigante e spesso multi-canale, che ha avvicinato via via esperimenti più o meno riusciti. Allo sperimentalismo dei primi anni si sono aggiunti alcuni importanti fattori che supportano la produzione di miniserie destinate al web: su tutti, la possibilità di raggiungere un'ampia fetta di pubblico, assai più allargata di quella auspicabile con la circuitazione nei festival dedicati. Un potenziale pubblico ampio e la possibilità di saltellare di sito in sito, di embedding in condivisione, è ciò che attira il principale ammortizzatore economico: il richiamo di sponsor e investitori, ben lieti di associare il nome del proprio brand a un prodotto di intrattenimento per farlo viaggiare attraverso siti web, YouTube e social networks. E' così che nascono molte serie per il web: una trama più o meno semplice, uno sponsor bello grande (o anche due), e un massiccio product placement. E' così che nasce anche Loft Story, nuova miniserie ambientata nella Milano Expo del 2015 dove le parole d'ordine sono i due dogmi dell'alta borghesia milanese contemporanea: cucina sofisticata e design.

La formula della web serialità

Dicevamo quindi: breve durata + video libero sul web + sponsor + product placement. Aggiungiamo l'ultimo nodo: volti più o meno noti. Ecco, Loft Story ha seguito attentamente i passaggi dell'equazione della web serialità. Il cast ruota tutt'attorno ai due protagonisti, il cuoco Simone Rugiati (pisano classe '81, prima prova d'attore ma già alle spalle esperienze come conduttore di Gambero Rosso Channel e La7D e come concorrente nell'Isola dei famosi e in Pechino Express) e il designer Karim Rashid. Con loro, un gruppo di amici. L'allegra combriccola è infatti alla ricerca del giusto luogo (loft) per un importante evento di cucina. Da una parte c'è Rugiati che si destreggia in prodezze culinarie con tagli di ortaggi alla Miracle Blade, dall'altra Rashid si diverte con avveniristici giochi di luce per condire la presentazione culinaria di quel tocco di show event con cui la circondiamo oggigiorno. Il gruppo di amici sostiene le quattro puntate web con il classico meccanismo comedy, la consueta dose di gag, ironia e imprevisti dell'ultimo minuto. Non siamo molto distanti da quel "tormentone" in cui il panorama delle webseries italiano si è incagliato negli ultimi anni, vale a dire le miniserie su un gruppo di studenti fuorisede o di lavoratori precari, raccontati in ridicole e banali gag di difficile coinquilinanza. Dopo che mezza Italia, dai professionisti ai video maker amatoriali, ha girato serie con studenti fuorisede che distruggono trilocali e mangiano porcherie, spiacevolmente Loft Story non ci sembra imboccare una strada molto diversa. Non ci sono studenti o precari, ma i binari narrativi sembrano restare inalterati. Finora all'evento principale è stato presentato solo il trailer, quindi è presto per giudicare, e speriamo vivamente di sbagliarci.

RISOTTO PER TUTTI!

L'evento principale è stato organizzato dallo sponsor ufficiale, Elica, presso lo showroom milanese di via Pontaccio. Elica è leader nella produzione di cappe a uso domestico e climatizzatori, ed è il grosso nome che ha permesso la nascita di Loft Story. Per la presentazione, l'idea è stata carina: proiezione di trailer (avremmo preferito un episodio intero) e show cooking dello stesso Simone Rugiati. Simpatico e carismatico, lo chef ci sa fare nel tenere la folla: nonostante la saletta stretta in cui gli interessati erano stipati, la dimostrazione culinaria è stata molto interessante, con Rugiati che si è destreggiato prima in un risotto poi in un piatto d'orecchiette, scandendo la preparazione con una spiegazione mista di ricordi familiari e appassionata dedizione. Guardandolo, l'impressione è stata che avrebbe fatto una bellissima figura in uno spettacolo teatrale sulla cucina. In attesa di vedere gli episodi, per il momento ci accontentiamo di un trailer che (a differenza del risotto) ci sfama ben poco.

Loft Story - Webserie Riprese, dialoghi e regia sembrano andare in direzione dello spot pubblicitario più che del racconto. Come al solito, inoltre, i luoghi bazzicati sono sempre gli stessi: la nuova Milano finta-opulenta, quella di via Paolo Sarpi soleggiata e pavimentata, di Piazza Gae Aulenti coi suoi grattacieli, delle nuove sfavillanti torri di vetro e cemento. Magari Loft Story ci sorprenderà, ma al momento il trailer non fa sperare molto bene. Fa solo rimpiangere lo sperimentalismo tipicamente web che le nuove produzioni sembrano aver smarrito.