Lore: prime impressioni sulla serie Amazon

Le prime impressioni su Lore, nuova serie prodotta da Amazon basata sugli orrorifici podcast di successo di Aaron Mahnke.

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La parola lore in lingua inglese è facilmente identificabile come il diminutivo e, in un movimento di acquisizione e semplificazione, il sostituto del termine folklore. Si indica con lore, quindi, tutta quella serie di conoscenze popolari, di storie, di nozioni e voci, che scivolando rapide di bocca in bocca vanno a costruire tutto il sottotesto culturale e tradizionale di un determinato luogo, popolo o gruppo relazionale che sia. È un concetto che negli ultimi anni ha trovato un particolare risalto nell'ambito videoludico, dove specialmente in alcune produzioni di stampo ruolistico il lore ha assunto una rilevanza tale da sostituire per importanza la trama effettiva di un singolo gioco.
Pensiamo poi ai prodotti di From Software (come Dark Souls 3 e Bloodborne) che hanno fatto dell'assenza di narrazione esplicita e di costruzione di un lore nascosto, criptico e vastissimo uno dei marchi di fabbrica. Lore è anche il titolo di un popolare podcast che dal 2015 fa incetta di premi e raggiunge la bellezza di sei milioni di ascoltatori mensili. Il programma ideato da Aaron Mahnke si basa su una struttura molto semplice ma dal grandissimo fascino: trenta minuti o poco più ad episodio, durante il quale addentrarsi nel più oscuro degli angoli dell'animo umano, analizzando quei terribili eventi storici che sono stati carburante o conseguenza di quei folcloristici e letterari racconti del terrore che tanto ci piace raccontare seduti attorno al fuoco in una tranquilla serata boschiva. Proprio questo modo di raccontare molto familiare utilizzato da Mahnke, unito all'innegabile fascino delle tematiche, ha portato a quel successo così clamoroso da invogliare Amazon a produrre una serie televisiva basata su questi podcast. È così nata Lore, disponibile da oggi su Amazon Prime Video.

Formula che vince non si cambia

Il primo episodio chiarisce fin da subito quello che Lore vuole e non vuole essere. Non è una serie horror piena di mostri e jump scares; non una serie lineare, dove una trama orizzontale ci accompagna dall'inizio alla fine; forse non la possiamo definire nemmeno una serie vera e propria, se con serie televisiva intendiamo un numero non definito di episodi che cinematograficamente ci raccontano una o più storie, con trama, sviluppo dei personaggi, ecc.
Lore è invece un esperimento molto particolare, che partendo dai podcast omonimi, ne amplia e potenzia la struttura di base, ottenendo così un misto tra opera documentaristica e narrativa. Il punto fisso da cui parte è sempre lo stesso: la voce di Aaron Mahnke che ci introduce e ci narra il tema e la situazione specifica dell'episodio.
Da oratore ammaliante e avvolgente qual'è, ci porta nei meandri del terrore di turno, aiutato questa volta da un comparto visivo che fa saggiamente uso ora di documenti, che siano fotografie o registrazioni di repertorio, ora di scene cinematografiche girate ad hoc per l'occasione, fino addirittura a spezzoni animati dallo stile gustosamente grottesco.
Molto curiosa ma a conti fatti azzeccata, è la scelta di donare alle parti recitate quella patina da finta ricostruzione, un po' esagerata e spudorata, tipica dei programmi documentaristici più o meno seri che vanno da Ulisse ai programmi di Real Time per esempio. Scelta che accentua ancora di più la volontà di volersi distaccare dalla creazione di un prodotto simil American Horror/Crime Story, mantenendo intatta quell'aria più familiare da racconto di un cantastorie un po' macabro che già la serie di podcast aveva. Molta curiosità c'è su quella che si annuncia essere la tendenza della serie, ovvero una variegata selezione di storie accompagnata da altrettanti stili visivi diversi, che non dovrebbero limitarsi alla scenetta alla Superquark.

Un progetto indubbiamente molto interessante, soprattutto per gli amanti dell'horror che non vogliano limitarsi al consueto spavento, ma invece siano pronti a scavare alle origini dei propri incubi personali. Lore si preannuncia come una simpatica deviazione dalla solita produzione televisiva, figlia di un concept veramente affascinante. Rimane solo da vedere se la grande efficacia e il conseguente successo dei podcast siano nel complesso riproposti in questa versione audiovisiva, la cui formula, almeno in apparenza, sembra convincente.