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Master of None 2x01: The Dolce Vita

La serie creata e interpretata da Aziz Ansari torna per un secondo ciclo di episodi, con trasferta italiana a base di pasta, ladri e biciclette.

first look Master of None 2x01: The Dolce Vita
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Tra le più belle sorprese della programmazione originale di Netflix ci fu, due anni fa, l'esordio di Master of None, serie comica creata dall'attore e cabarettista Aziz Ansari, veterano dei film di Judd Apatow (Funny People) e della sitcom Parks and Recreation. Assimilando perfettamente la lezione di Jerry Seinfeld e Louis C.K., artefici di programmi dove l'autobiografia incontra in modo divertente e sorprendente le convenzioni del formato e del genere, Ansari ha concepito una brillante creatura tragicomica, strutturata quasi come dieci cortometraggi fruibili separatamente, ma con una trama orizzontale comunque individuabile (principalmente la storia d'amore con Rachel, interpretata da Noel Wells). Dieci storie sui rapporti di coppia, sulle frustrazioni artistiche e sulle difficoltà di essere un attore d'origine indiana, con la partecipazione dei veri genitori di Ansari nei panni del padre e della madre del protagonista Dev Shah. Una piccola rivelazione per gli abbonati di Netflix, con l'aggiunta di un finale davvero inatteso: per riprendersi da una rottura, il nostro eroe decide di trasferirsi in Italia per imparare a cucinare.

You wanna be Italiano!

Ed ecco che, un anno e mezzo dopo, ritroviamo il protagonista proprio nel nostro paese, per l'esattezza a Modena, in un episodio d'apertura girato interamente in bianco e nero, all'insegna di una certa cinefilia raffinata - modello Woody Allen anni Settanta e Ottanta - con l'aggiunta di diversi luoghi comuni esplorati con gusto e creatività. L'omaggio al cineasta newyorkese non è casuale, come conferma il casting italico di Alessandra Mastronardi, vista in To Rome with Love (gli altri volti noti sono Riccardo Scamarcio e Paolo Sassanelli). Con questo interludio europeo - già dal terzo episodio il ritorno a New York è confermato, e la transizione avviene nel secondo che abbandona la fotografia monocromatica - ci riabituiamo alla presenza di Dev e al suo entusiasmo debordante misto ad un'intelligenza carismatica e inscalfibile anche di fronte alle difficoltà linguistiche (una delle prime battute del protagonista, riferita al malfunzionamento della sveglia, è "Come si dice my alarm clock fucked up?"). Con quel preludio vengono poste le basi per un miscuglio di elementi noti (l'amico Arnold torna nel secondo episodio) e novità, all'insegna di una seconda annata che, come la prima, vuole portarci in luoghi inaspettati sul piano della comicità. Un intento che, almeno a giudicare dalla vacanza in territorio italiano, dà i frutti sperati.