Midnight, Texas 1x01: Città Paranormale

La NBC punta sulla programmazione estiva con una serie dalle tinte fantahorror, basata sui romanzi di Charlaine Harris...

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Sono passati tre anni dalla chiusura di True Blood, la serie HBO ad alto tasso di sesso e sangue che fece conoscere al pubblico l'universo letterario pulp e rurale di Charlaine Harris. Nello stesso anno la scrittrice ha avviato un altro progetto, la trilogia Midnight, Texas, ed è da quel trittico, conclusosi lo scorso anno, che la NBC ha tratto il suo nuovo progetto catodico per il palinsesto estivo, orfano degli eccessi barocchi di Hannibal. A portare questo nuovo mondo intriso di paranormale sul piccolo schermo è un duo composto da Monica Owusu-Breen (Alias, Brothers & Sisters, Fringe, Agents of S.H.I.E.L.D.) e Mark Hentermann (veterano delle serie animate di Seth MacFarlane). Una miscela di rapporti umani, comicità stramba e paranormale che ben si presta alle avventure dei protagonisti di questa nuova serie, ambientata nell'omonima cittadina nel cuore dell'America più intollerante, nuovamente alle prese con forze che vanno al di là dell'umana comprensione.

Santuario inquietante

La città di Midnight è un luogo dove convergono le forze soprannaturali, e funge da residenza ideale per varie creature come vampiri, streghe e altri. A farci conoscere questa strana comunità è il nuovo arrivato Manfred Bernardo, dotato di poteri psichici, e fin dall'inizio si fa riferimento ad una profezia che presumibilmente sarà la trama orizzontale dello show. Una trama che però fatica ad ingranare, perché sebbene l'aspirazione della serie sia chiara (essere una versione meno spinta di True Blood), questa viene smorzata da un'indecisione tonale legata al ritmo troppo rapido con cui il regista Niels Arden Oplev passa da un momento all'altro senza soffermarsi abbastanza a lungo sulle risate o sugli spaventi.

D'altronde, essendo questo un prodotto NBC, non sono concesse le libertà che l'altra serie basata sugli scritti di Harris si concedeva in termini di nudità, violenza e turpiloquio. Tre elementi che sono per forza obbligatori per elevare un prodotto, ma che in questo caso specifico sono esposti platealmente tramite la loro assenza, nel contesto di un programma che vorrebbe raggiungere determinate vette da guilty pleasure estivo ma rimane costantemente inibito, bloccato dalle esigenze produttive di un network che ha dato il via al progetto senza capire come gestirlo. Certo, la programmazione estiva suggerisce che Midnight, Texas sia stato concepito soprattutto come riempitivo in attesa dell'inizio della stagione televisiva vera e propria a settembre, ma anche alla noncuranza dovrebbe esserci un limite. Rimane solo da sperare che la situazione migliori un minimo, perché non saranno sufficienti alcune interpretazioni efficaci - Peter Mensah su tutti - per reggere tutta una stagione senza altri punti di forza.