Preacher 2x01: Il doppio inseguimento ha inizio

La seconda stagione della serie basata sul fumetto di culto comincia ad entrare nel vivo della materia di base, con un connubio di violenza e humour nero.

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On the Road, primo episodio della seconda annata di Preacher, si chiude con la scritta "For Steve". Una dedica toccante e doverosa al disegnatore Steve Dillon, co-creatore del fumetto originale e produttore esecutivo della serie televisiva, morto lo scorso autunno. Ironia della sorte, tale omaggio si manifesta alla fine della puntata che segna per alcuni il "vero" inizio dell'avventura televisiva di Preacher, dopo la parziale delusione di una stagione inaugurale che era sostanzialmente un lungo preludio alla storyline principale: Jesse Custer, Tulip e Cassidy in viaggio alla ricerca di Dio, reo di aver abbandonato tutto e tutti. E ad inseguire loro c'è quel misterioso cowboy che finalmente viene identificato con il suo appellativo canonico: il Santo degli Assassini. Il tutto in un episodio diretto, come il debutto dell'anno scorso, da Seth Rogen ed Evan Goldberg, all'insegna di quella follia discontinua ma sempre affascinante che è da sempre il punto di forza del Preacher cartaceo e si presta bene anche all'adattamento catodico, con tanto di licenze poetiche che non starebbero fuori posto nel fumetto (vedi la gag con Tom Cruise nella primissima puntata).

Poliziotti, preti e spogliarelliste

Il primo episodio del nuovo ciclo si chiama, come già detto, On the Road, ed è lì che ritroviamo il trio principale, con la polizia alle calcagna in una sequenza che si rifà esteticamente al cinema d'azione di serie B degli anni Settanta (scelta non casuale poiché Tulip, che nella trasposizione televisiva è nera, può far pensare a Pam Grier). Da lì nasce il primo esempio di quell'equilibrio tra fedeltà e tradimento che dovrebbe - si spera - caratterizzare lo show fino alla fine, con un momento notissimo del fumetto (Jesse che usa i suoi poteri divini sulla forze dell'ordine) tradotto in modo meno spudoratamente provocatorio. È tutta una sovversione di aspettative, giocando sulle caratteristiche dei tre protagonisti e mettendole a confronto con situazioni inedite all'insegna del grottesco, di cui l'esempio maggiore in questo capitolo è l'apparizione di Glenn Morshower nei panni di un prete dai metodi poco convenzionali. Come Jesse e i suoi accompagnatori, Preacher si muove lungo un percorso che ha un obiettivo più o meno prestabilito, ma di cui non conosciamo ancora tutti i dettagli. Tra il Santo e l'organizzazione nota come Graal (assente in questa puntata, ma annunciata per il resto della stagione), questo nuovo ciclo esteso ha tutte le carte in regola per soddisfare su più fronti. O offendere, a seconda della sensibilità del pubblico.