First look Scandal - Stagione 1

La nuova creazione di Shonda Rhimes non risparmia stereotipi e buonismo nonostante l'ottimo cast!

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Shonda Rhimes sposta la sua attenzione dai corridoi dai pazienti e dai dottori di Grey's Anatomy e Private Practice agli scandali, o presunti tali, dell'alta società degli Stati Uniti con la sua nuova creazione televisiva intitolata Scandal. L'aspetto più difficile è collocare il serial in una categoria: ci sono elementi politici, indagini di vario genere, intrecci amorosi e momenti più leggeri. Se si dovesse darne una definizione sintetica si potrebbe forse parlare di un ibrido tra soap e thriller politico.

Dalla Casa Bianca ad uno studio privato

Olivia Pope (Kerry Washington) ha lavorato per anni come responsabile della comunicazione della Casa Bianca, collaborando da vicino (anche troppo) con il presidente degli Stati Uniti (Tony Goldwyn). Abbandonato il suo prestigioso posto di lavoro, Olivia ha fondato uno studio legale che lavora per proteggere l'immagine pubblica e la reputazione dei suoi clienti. Nel suo staff lavorano Stephen Finch (Henry Ian Cusick), donnaiolo che sta finalmente per sposarsi, l'investigatrice Abby Whelan (Darby Stanchfield), l'hacker Huck (Guillermo Diaz), l'efficente Harrison Wright (Columbus Short), e l'ultima arrivata Quinn Perkins (Katie Lowes).

Sceneggiatura poco incisiva

L'esordio di Scandal non brilla per originalità, ma può contare su un cast di ottimi interpreti e su una confezione ben curata per provare a conquistare il pubblico. I personaggi vengono presentati in modo esaustivo, rendendo fin dal primo episodio ben chiaro il loro carattere. Di Olivia vengono subito alla luce i segreti del passato che dovrebbero motivare le sue azioni presenti. Nel pilot, tuttavia, non ci si allontana mai da una serie di stereotipi molto marcati, e la vittoria dei buoni sentimenti indebolisce la struttura narrativa che perde di incisività nel mostrarsi troppo orientata verso la contrapposizione tra bene e male, giusto e sbagliato. Da un titolo come Scandal ci si aspetterebbe una maggiore dose di sano cinismo e un equilibrio più misurato di personaggi dalla personalità non decifrabile, ma invece si assiste ad un repertorio caratteriale dai contorni troppo netti per risultare reali.

Team di successo

La forza di Scandal è però il risultato finale piacevole e scorrevole. Se si accetta passivamente che un avvocato decida ad istinto se il suo cliente è colpevole o innocente e segua sempre i suoi sentimenti, le stagiste abbiano ancora relazioni con il Presidente, gli ex dipendenti possano entrare indisturbati alla Casa Bianca senza essere annunciati, o si possa venire assunti da uno studio legale che sembra avere ben poco a che fare con il mestiere di avvocato, allora Scandal è un buon passatempo.
La qualità tecnica del serial è elevata, e il cast è a suo agio e ben gestito dalla regia e dalla sceneggiatura. Kerry Washington è una buona interprete, ma a tratti il suo ruolo da protagonista viene messo in secondo piano dalla bravura dei suoi colleghi, i "gladiatori in completo elegante", come Henry Ian Cusick o Darby Stanchfield.

Scandal - Stagione 1 Shonda Rhimes firma con Scandal ancora una volta un serial dal buon potenziale tra relazioni passate, presenti e future, intrecci politici e casi da risolvere settimana dopo settimana. La serie non brilla certo per originalità, ma intrattiene senza troppo impegno, pur rischiando di scivolare in più occasioni nella retorica e nell'eccessivo buonismo.