First look Sense8 - Stagione 1

I fratelli Wachowski entrano nel mondo della serialità in compagnia del co-creatore di Cloud Atlas Tom Tykwer, regalando a Netflix un progetto dall'inizio un po' incerto che tuttavia sembra poter avere dei buoni spunti per il futuro.

first look Sense8 - Stagione 1
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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Nel buio di una vecchia chiesa abbandonata, una donna si contorce dai dolori e sembra pregare per la propria morte: vede cose che non esistono, parla con persone che non sono lì, trae coraggio da parole che gli vengono sussurrate solo dall'aria. E poi le vede: otto individui, apparentemente scollegati tra loro, in diversi tempi e luoghi - che sembrano avere solo quella donna malandata e debole, che appare come una visione, a dargli qualcosa in comune.
Tutto ha inizio da quell'immagine, come se la figura misteriosa avesse dato una spinta leggera ad una pallina che inizia a rotolare su un piano inclinato: il movimento è minimo ma inarrestabile, e così è anche la connessione tra i vari personaggi che diventa una danza di cui loro stessi all'inizio non capiscono il ritmo. Pioggia nella testa di una ragazza indiana che vive una giornata soleggiata, una gallina scappata dalle mani di un giovane africano che finisce sulla scrivania di una donna d'affari in Asia: è un gioco fatto di suggestioni sensoriali, che lentamente sembra voler collegare tutti in un modo che, almeno nel primo episodio, sembra avere tutte le risonanze di quel Cloud Atlas che tanto aveva impegnato gli autori.

Una serie pensata per intero, senza una struttura davvero divisa ad episodi ma un'unica narrazione.

Ci sono infatti i nomi di Andy e Lana Wachowski (che a quanto pare ora si firmano semplicemente The Wachowskis) e di Tom Tykwer sui titoli di testa, come autori e sceneggiatori oltre che registi della maggior parte degli episodi. Peccato che il linguaggio cinematografico, soprattutto nella prima puntata, soffra molto la struttura seriale e quindi non dia modo ai due registi di dimostrare davvero le loro intenzioni.
L'impressione iniziale che si ha di Sense8 è infatti quella di trovarsi davanti a un progetto creato appositamente per un determinato tipo di pubblico (quello di mamma Netflix, cresciuto a pane e Binge Watching) che ormai guarda i serial come se fossero lunghissimi film con pause pubblicitarie tra un episodio e l'altro. Ne consegue la perdita della struttura seriale in quanto tale, che vuole un inizio e una chiusura per ogni puntata, pronta a dare altri spunti ma abbia comunque una sua forza anche nella sua individualità. Tutto questo in Sense8 sembra sparire a favore di un primo episodio che non è altro se non un enorme prologo, strutturato con l'unica finalità di presentare i vari personaggi. Il pilot non punta ad accattivare il pubblico, sapendo che il suddetto ha già a disposizione tutte le puntate e, di conseguenza, non deve essere affascinato fin dall'inizio per essere convinto a continuare a una settimana di distanza: al contrario funziona da vera e propria premessa in funzione del resto della serie, promuovendo una struttura a montaggio alternato adatta a mostrare tutti i protagonisti senza porre le basi per il resto della trama - che infatti rimane confusa ed un po' farraginosa.

Sense8 - Stagione 1 Nonostante un inizio un po' zoppicante, il tocco dei fratelli Wachowski e di Tom Tykwer si riesce ad intravedere all'interno della struttura di Sense8: i rimandi a Cloud Atlas sembrano, come detto prima, i più immediati ed anche i più naturali da evidenziare - soprattutto per il tipo di racconto che premia la coralità unita sotto un minimo comune denominatore. Nel complesso la serie sembra gettare le basi per una buona riuscita, anche se il pericolo di perdersi per strada vista la struttura narrativa particolarmente intrecciata è dietro l'angolo.