Shameless 7x01: bentornati disastri della famiglia Gallagher

Giunta ormai alla sua settima stagione, la strampalata serie targata Showtime prova a rimescolare le carte in tavola. Ci riuscirà?

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La pausa estiva sembra già un ricordo lontano, il caldo lascia spazio al clima mite autunnale ed è tempo di attesi e rassicuranti ritorni. Come quello di Shameless, ormai pezzo da novanta della scuderia Showtime che, dopo sei stagioni altalenanti, si riaffaccia sul piccolo schermo nel tentativo di rimescolare le carte in tavola senza però stravolgere quel delicato equilibrio che ha reso la serie un prodotto solido negli anni. Dove eravamo rimasti quindi? Dopo aver interrotto il matrimonio di Fiona (Emmy Rossum) e Sean, Frank Gallagher (William H. Macy), patriarca alcoolizzato e inaffidabile, viene gettato dai suoi stessi figli e parenti nell'acqua ghiacciata del lago appena fuori Chicago; trascorre ventinove giorni in coma, privo di documenti, nessuno conosce la sua identità fino al risveglio improvviso. Eppure, nonostante il tempo e la distanza, le cose per i Gallagher non sembrano essere cambiate: gli stessi problemi perseguitano ognuno dei membri della famiglia, tra chi deve affrontare le responsabilità di un neonato (Debbie), chi invece torna alla vita reale con il desiderio di bere (Lip), in un trambusto generale che è la matrice di Shameless e che detta il ritmo di questa cronaca priva di filtri e lieto fine.

La famiglia Gallagher di nuovo insieme, tra desideri e responsabilità

Con un cambio di date Showtime anticipa il ritorno della serie, che solitamente andava in onda a Gennaio e che lascerà spazio ad Homeland, e si presenta al pubblico con un episodio inaugurale dal sapore nostalgico, se non altro perché manifesta il bisogno di far convergere tutti i personaggi nel medesimo spazio e con una motivazione condivisa: ora che Frank è di nuovo tra i piedi, come reagiranno i suoi "quasi" assassini? Ci sarà un'evoluzione dei rapporti personali dopo un'azione così avventata? Ma soprattutto, ed è il dubbio irrisolto degli spettatori, riusciranno John Wells e gli sceneggiatori ad offrire uno spettacolo provocatorio che apra percorsi inediti nel ricordo dei primi anni? Forse è proprio questa la maggiore sfida per una settima stagione che pur raccogliendo un'eredità gloriosa, deve fare i conti con il tempo che spesso sbriciola le idee e le dinamiche narrative, nel desiderio di stupire distruggendo i simboli e i sogni americani, nella voglia sadica di stravolgere ciò che consideriamo normalità. E con queste premesse e speranze, Shameless si prepara ad affrontare la crisi del settimo anno. Ce la farà? Staremo a vedere.