Silicon Valley 4x01: Il ritorno dei nerd

A quasi un anno di distanza dalla loro ultima comparsa, torna la spassosa combriccola di Silicon Valley, ancora alle prese col destino della propria app.

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Articolo a cura di
Natale Ciappina Traumatizzato dallo studio di Kierkegaard, è solito nascondere il suo nome fra miriadi di pseudonimi, sommerso com'è fra le sue infinite liste di cose da fare, vedere, ascoltare, leggere e magari anche giocare.

Arriva la primavera ed inizia per HBO, come di consueto, la stagione di premiere delle proprie punte di diamante seriali. All'appello, come sicuramente già sapranno i fan più accaniti, manca dopo anni la sesta stagione di Game of Thrones, che quest'anno debutterà in un inedito luglio. Il palinsesto del network americano però ha comunque tanto da offrire, come vi abbiamo mostrato anche noi di Everyeye nei giorni scorsi. Infatti, dopo i ritorni di The Leftovers e di Veep, questa settimana torna anche Silicon Valley, la comedy firmata dal trio di showrunners composto da Mike Judge, John Altschuler e Dave Krinsky che, fin dalla sua prima stagione, si prometteva di riprendere quel tipico piglio da nerd che tanto sembra andar di moda da un po' di tempo a questa parte, e che ha portato al successo serie The Big Bang Theory, ma dandogli in questa occasione quella dignità produttiva tipica dei prodotti televisivi premium. Dopo tre stagioni più che riuscite, Silicon Valley riuscirà a confermare quanto dimostrato in passato (a dispetto, soprattutto, di un plot twist che, nell'ultima puntata della precedente stagione, ha stravolto il tutto)? Noi di Everyeye gli abbiamo già dato un occhiata. Il pubblico televisivo italiano, invece, dovrà attendere il prossimo giugno per la messa in onda, su Sky Atlantic, di questa quarta ed attesa stagione di Silicon Valley.

Un progetto in divenire

In apertura accennavamo al colpo di scena che ha contraddistinto il finale della terza stagione, cioè l'ennesimo cambio di rotta che ha avuto lo sviluppo di Pied Piper, l'applicazione su cui i protagonisti si stanno dedicando anima e corpo. Infatti, dopo aver visto andare alla deriva l'iniziale concezione di Pied Piper come servizio di file hosting (sulla scia di Dropbox, giusto per fare un esempio), il quintetto composto da questi atipici nerd ha deciso, seppur con qualche remora, di trasformare il progetto in un servizio di videochat (questa volta, l'esempio più calzate potrebbe essere Skype, semplicemente).

Un'idea che però non sembra convincere pienamente Richard Hendricks, cioè la mente, interpretata da Thomas Middleditch, dietro la creazione dell'algoritmo che ha sempre sorretto tutte le varie derive del progetto di Pied Piper. Senza svelarvi troppo su questa premiere, possiamo però già dirvi una cosa che forse i più smaliziati fra di voi avranno già intuito, cioè che le strade fra Richard e la videochat, da lui tanto vituperata, sono destinate a dividersi. Si tratta di un plot twist non da poco, e staremo a vedere come il tutto si evolverà col procedere gli episodi. In parallelo, invece, sembra prendere una piega interessante, contraddistinta come sempre da tanta ilarità, il progetto della Hooli-box fra Gavin Belson (Matt Ross), precedente Ceo di Pied Piper, e Peter Gregori (Christopher Evan Welch), Ceo di Hooli - una sorta di corrispettivo di Microsoft all'interno dell'universo narrativo di Silicon Valley; non è improbabile, dal nostro punto di vista, che queste due situazioni convergano in qualcosa di davvero interessante.

Di nuovo in pista

In ogni caso, tralasciando i dettagli meramente narrativi, possiamo gioire di fronte al ritorno di questa allegra combriccola di nerd.

In una comedy come questa, si sa, una delle caratteristiche imprescindibili - anche quando la trama ha un pronunciato sviluppo in orizzontale, come in questo caso - è quella di creare un ecosistema familiare, dove lo spettatore possa piacevolmente ritrovarsi di volta in volta. Anche per una questione di contesto cultura contemporaneo, Silicon Valley è fin riuscito a svolgere questo compito splendidamente sin dal primo episodio. Ogni personaggio è infatti ben caratterizzato, e difficilmente non ci affezioneremo ad ognuno di loro. Ed anche questa puntata ne è la conferma. Ritroviamo infatti, con immenso piacere, il tenero Big Head (Josh Brener), il dolcissimo Jared (Zach Woods) ed il rude Elrich Bachman (T.J. Miller, noto per aver svolto di recente un ruolo in Deadpool, e che è forse fra gli attori comici più in palla negli ultimi anni); senza scordarci ovviamente l'apparente stereotipata coppia multietnica formata dal pakistano Dinesh (Kumail Nanjiani) e dall'irresistibile satanista laveyano Gilfoyle (Martin Starr).

Risate: poche ma propedeutiche

Tuttavia, almeno in questa puntata, lo spazio preposto a questi ultimi, e di riflesso alle risate dure e pure, è decisamente ridotto. Un fatto, questo, riconducibile probabilmente alla decisione, da parte degli sceneggiatori, di dedicare la mezz'ora di cui si compone ogni episodio di Silicon Valley a degli eventi che narrativamente ci accompagneranno fino al termine della stagione. Siamo comunque sicuri che, anche in questa quarta season, le risate non mancheranno affatto, in attesa di capire, finalmente, cosa Pied Piper diventerà.