First look South Park - Stagione 15

Il ritorno di South Park lascia intravedere anche la sua conclusione?

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il cliffhanger con cui si era conclusa la prima parte della quindicesima stagione ha lasciato senz'altro un segno tra coloro che seguono puntualmente South Park. Il 2011 è l'anno dei fans, ci sono state manifestazioni un po' in tutta l'America, dal Comic-Con di San Diego al gazebo in Time Square non molti giorni fa: è con loro che gli autori Trey Parker e Matt Stone vogliono giocare, con loro decidere il futuro dello show.
Il settimo episodio, You're getting older andato in onda il Giugno scorso, vedeva Stan apatico, incapace di provare gioia né divertirsi con i propri storici amici. La conclusione lasciò spiazzati: nemmeno una battuta, né una risata amara ad incensare la conclusione, ma solo una melodia acustica triste e malinconica. Sembrava dire qui finisce South Park come lo avete sempre conosciuto. Ma poi? Le cose sono destinate a cambiare seguendo un inedito arco narrativo, magari supportato da una raffinata continuity, oppure ci avviamo verso la conclusione della serie animata, dal momento che la qualità media degli ultimi episodi tende pericolosamente verso il basso?
A questo difficile interrogativo risponde in parte l'ottavo episodio, debutto della seconda tranche di sette puntate che andrà infine a comporre l'intera stagione 15.

Ass Burgers

Nessuno ama la sveglia che suona alle 7 del mattino. E' una necessaria abitudine, ma tutti la odiano. Quella di Stan è sintonizzata su uno starnazzante programma mattutino, le cui parole presto diventano fastidiosi peti. Ricordate? Il ragazzino crede che il mondo ormai faccia schifo, che ogni cosa sia merda. La colazione ha un aspetto nauseabondo, i programmi della tv sono tutti ricicli di cose già viste (nella fattispecie qui si menziona la condivisibile pessima qualità di Terranova), i suoi genitori si sono separati con Randy ormai calatosi a tempo pieno nei bizzarri panni di Steamy Ray Vaughan cantante di tween wave e Sharon nei panni di casalinga depressa (ma non disperata).
Il palpabile nervosismo condiziona il comportamento di Stan, che davanti al counselor Mackey si sfoga: "voglio solo che le cose tornino come prima" e ancora "come vai avanti se niente ti rende felice?". Se niente di quello che facevi prima ti rende felice oggigiorno?
Finisce in una comunità di recupero dove fa la conoscenza di bizzarri figuri che credono la realtà un illusione degli "alieni o dei robot nel futuro o chicchesia": pazzoidi puri come la squadra speciale di Insheeption (ricordate l'episodio della quattordicesima stagione, parodia del film di Nolan?) e fanatici della trilogia Matrix. Fortunatamente conoscono la soluzione per ritornare ad un mondo dove nulla sembri pupù, ed è quella di bere, ubriacarsi con del whiskey da quattro soldi.
Col passo del ciucco il mondo è decisamente migliore, ma la mattina dopo il doposbronza riporta tutto come prima. Che fare a questo punto: ingurgitare altro dozzinale liquore o riconoscere la bontà dei cambiamenti?

Lets turn

Adoriamo South Park e ci sentiamo parte della grande community che applaude lo show creato da Trey Parker e Matt Stone quindici anni fa. Apprezziamo il fatto che i due hanno messo in discussione la continuazione della serie, che tanto necessita di sostanziali novità. Una rifondazione o una definitiva conclusione. La decisione dipende anche dalle reazioni dei fan.
Ass Burgers riprende lo Stan affranto, che vede ogni cosa a forma di cacca, ma sembra intravedere un futuro nuovamente radioso poggiato su nuove fondamenta. Un'eccitazione di breve durata poiché le cose finiscono per aggiustarsi. Con esse l'ordinaria noia di una vita piatta e senza stimoli. Come nel precedente You're getting older è Sharon, la madre di Stan, a trasmettere al pubblico una sentenza lapidaria: "le persone invecchiano e quando invecchi capisci che la miglior cosa da fare è restare con le persone che conosci", anche se questo ti rende profondamente infelice.
E' una prospettiva che Stan non abbraccia, ma finirà per accettarla con rassegnazione. E di nuovo la domanda rimbalza agli spettatori: vale la pena continuare con la vecchia impostazione dello show, un episodio autoconclusivo ogni settimana, anche se la qualità non riesce sempre a raggiungere l'eccellenza?
Non sappiamo se l'episodio che andrà in onda il prossimo mercoledì continuerà questo percorso narrativo. In passato abbiamo amato le storie sviluppate su più puntate, come ad esempio Cartoon Wars o la trilogia Coon vs Coon and friends, ma non ci convince il fatto che un più corposo spessore narrativo possa fare bene allo show. Passi questo periodo di ripensamento/meditazione, che potrebbe durare per tutto il resto della quindicesima stagione, ma siamo convinti che il mix tra una travolgente comicità e lo sguardo verso l'attualità sia la ricetta per il futuro di South Park, ricetta che ne ha già decretato l'ampio successo e la longevità.

Cartman Burger

Mentre si dipana l'autentico dramma psichico di Stan, Cartman riesce a portare un pizzico di umorismo all'episodio. Per caso (ma nemmeno troppo) scopre di essere un ottimo cuoco di hamburger. Con Kyle e Butters decide quindi di aprire un chioschetto denominato Cartman Burger. Il successo riscosso fa imbufalire le multinazionali dei fast-food, da McDonald a Pizza Hut, decise a sottrarre al cicciotto ragazzino l'ingrediente segreto che rende i suoi panini così succulenti. Di cosa si tratta? Il titolo della puntata dovrebbe darvi un'idea...

South Park - Stagione 15 La stessa struggente melodia che aveva lasciato con l'amaro in bocca i fan di South Park lo scorso Giugno saluta anche le battute conclusive del ritorno della serie con gli ulteriori sette episodi della stagione 15. Stan continua a vedere il mondo come un luogo privo di stimoli e maleodorante, per questo tenta di guarire ingurgitando del pessimo whiskey, somministrato da uno strano gruppo di fanatici di Matrix. Proprio quando sarà disposto ad accettare il cambiamento ed apprezzare la realtà per quella che è, le cose torneranno esattamente come prima. Noia ed ordinarietà sono ben peggiori di scelte sbagliate o novità fallimentari. South Park deve continuare all'infinito con una qualità altalenante oppure avviarsi alla conclusione nell'incapacità di costruire un nuovo indirizzo narrativo? La domanda è rivolta a voi, fan della serie!