First look State of Affairs - Stagione 1

Katherine Heigl analista della CIA alle prese con crisi internazionali e drammi privati

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Ci sono attori che sembrano avere una particolare propensione per la mediocrità. Performer che potrebbero dare di più, a se stessi e al pubblico, ma che scelgono di restare nella zona di comfort, perché è più facile e perché intanto i tuoi adepti ti seguono lo stesso, qualsiasi cosa tu faccia. Questo è il caso di Katherine Heigl, classica bellezza americana che colleziona riconoscimenti -in campo estetico- uno dietro l'altro. Per dovere di cronaca, va detto che vanta anche svariate nomitation per quello che è invece proprio il suo lavoro d'attrice, nomination che però pochissime volte si sono tradotte in premi. Quello che sembra mancare infatti alla Heigl è la reale volontà di impegnarsi, di mettersi in gioco e fare il salto di qualità. Il mondo è pieno di attrici (qualitativamente parlando) come lei, la differenza è che quest'ultima è riuscita a farsi un nome e a scegliere i prodotti giusti. Ma giusti in che senso? Giusti nel senso di popolari, mainstream, non nel senso di qualitativi. Dopo il promettente inizio con Roswell infatti, la Heigl ha selezionato tutti titoli di dubbia qualità, sia sul piccolo che sul grande schermo (Grey's Anatomy, Molto incinta, La dura verità, solo per citarne alcuni dei più noti). Si sperava dunque che stavolta, per il suo ritorno alle serie tv, avesse finalmente deciso di cambiare rotta. E invece no, la Heigl non si smentisce e con State of Affairs, conferma la sua assoluta predilezione per la mediocrità più assoluta.

Che è questo State of Affairs?

State of Affairs è la nuova serie della NBC che si inserisce in quel lungo filone di serie post 11/9 che ancora non sembra conoscere termine. Heigl, protagonista indiscussa, interpreta Charlie, analista della CIA fiera e spavalda, che ha il compito di stabilire la priorità delle crisi internazionali che il governo americano dovrà affrontare. Con lei, il suo team operativo composto da personaggi assolutamente dimenticabili e insulsi e il presidente americano, donna stavolta, che non poteva essere meno credibile nemmeno a sforzarsi (e no, non perché sia di sesso femminile).
Ogni serie di questo genere mette in gioco, ormai lo sappiamo, segreti, doppiogiochisti, terribili verità da occultare e altre cose simili per tenere desta l'attenzione del pubblico. Bene, State of Affairs non se le fa mancare e sin da subito è chiaro che ci sono numerosi altarini celati. Però va oltre e ci inserisce la trama sentimentale a partire dai primissimi secondi del pilot: Charlie ha perso il compagno (anch'egli legato alla CIA nonché figlio del presidente degli Stati Uniti) in missione e, ancora tormentata dalla sua morte (che annega in alcool e sesso facile, viva la fantasia!), giura vendetta e lavora per eliminare chi lo ha ucciso.
Insomma, State of Affairs è un terribile polpettone che ha pretese da drama avvincente e cervellotico (come 24 o Homeland), ma si prende troppo sul serio per quello che poi in realtà propina. Sfrutta un tema abusato certo, ma dalle grandi potenzialità e invece vola basso rendendolo un mero pretesto per raccontare altro. Gli attori non sostengono i ruoli e le scelte di sceneggiatura e regia appaiono banali e ovvie. In ultimo, la Heigl, che dovrebbe essere il punto di forza (o meglio, il richiamo per certi spettatori) è poco credibile e il suo personaggio è letteralmente odioso, oltre a essere un cliché.

State of Affairs - Stagione 1 State of Affairs è una serie povera, che si spaccia per seria e si prende come tale, non realizzando che non ne possiede le basi. Il confronto con titoli simile viene da sé e da questo esce molto più che sconfitta. Attendiamo la sua cancellazione.