Still Star-Crossed: primo sguardo alla nuova serie prodotta da Shonda Rhimes

Un primo sguardo Still Star-Crossed, il primo period drama Made in Shondaland che riscrive Shakespeare in salsa guilty pleasure.

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Cosa è successo, alla fine del ‘500, in quel Verona dopo la morte di Romeo e Giulietta? A dare una risposta è stata Melinda Taub nel suo romanzo Stil Star-Crossed che la regina delle serie TV Made in ABC, Shonda Rhimes, ha deciso di trasporre con un omonimo show da lei prodotto ma creato dalla sua fedele collaboratrice Heather Mitchell, già co-produttrice di Scandal. Nel primo episodio Still Star-Crossed riprende in mano gli ultimi attimi di vita dei due storici amanti incentrandosi, oltre che sulla loro morte, sui tesi rapporti tra Montecchi e Capuleti, spiegandone la matrice e mostrando soprattutto le violente conseguenze che questa feroce rivalità ha sulla città in momento storico molto particolare in un'Italia ancora divisa Principati pronti a fare di tutto in nome della propria supremazia.

Una nuova eroina

Mentre ripercorriamo gli ultimi momenti del dramma di Romeo e Giulietta, che in Still Star-Crossed sono interpretati rispettivamente da Lucien Laviscount e Clara Rugaard, la serie inizia a presentarci quelli che saranno i veri protagonisti dello show, ovvero Rosaline Capuleti (Lashana Lynch) e Benvolio Montecchi (Wade Briggs), unici testimoni del matrimonio dei due storici amanti veronesi che dopo la loro morte saranno costretti a sposarsi su volere del Principe Escalo (Sterling Sulieman) per placare, una volta e per tutte, la rivalità tra le due famiglia.

Già da questo lungo incipit possiamo capire che la nuova eroina Made in Shondaland sarà Rosaline, cugina di Giulietta, adottata come serva insieme alla sorella, dalla famiglia Capuleti dopo essere rimasta orfana a causa dell'omicidio di suo padre avvenuto per mano di un Montecchi. Rosaline già dalla prima puntata di Still Star-Crossed viene caratterizzata con precisione come una ragazza indipendente, moderna, che porta nel cuore il ricordo vivo di un amore impossibile e che è vittima, suo malgrado, di una storia familiare tanto complessa quanto intrigante che la rende oggetto dell'odio atavico di sua zia, probabile "villain" dello show.

Un multietnico guilty pleasure

Il pilot di Still Star-Crossed è obiettivamente il meno riuscito tra quelli delle serie targate Shondaland. Nonostante le belle ambientazioni, gli splendidi costumi, l'interessante e coraggiosa idea di (ri)creare una Verona multietnica e di immaginare il complesso "dietro le quinte" della storia d'amore tra Romeo e Giulietta, l'episodio dal titolo In Fair Verona, Where We Lay Our Scene perde troppo tempo a narrare nuovamente il tragico finale della nota opera shakespeariana e questo fa sì che il pubblico non riesca a empatizzare con i nuovi personaggi, con quelli che saranno i veri protagonisti di questo period drama che incuriosisce ma risulta già troppo prolisso per attrarre, almeno a prima vista. Still Star-Crossed è a tutti gli effetti un vero e proprio guilty pleasure sulla carta adattissimo al target delle serie di Shondaland, ma che, al contempo, ha tutti i difetti in regola diventare la seconda serie targata Shonda Rhimes, dopo Off The Map, a finire dritta nel dimenticatoio.