Supernatural: I fratelli Winchester colpiscono ancora

Con Keep Calm and Carry On, Dean e Sam sono tornati sugli schermi più arrabbiati e determinati che mai. Non poche sorprese ci attendono in questa stagione.

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Articolo a cura di
Rostislav Olegovich Kovalskiy Un giovane appassionato di cinema, serie tv, videogiochi e libri. Un pacchetto completo che talvolta diventa quasi un fardello. Appassionato di scrittura e della musica più strana.

Per qualcuno i fratelli Winchester sono diventati con gli anni dei membri di famiglia e le loro gesta vengono seguite attentamente con il susseguirsi delle stagioni. Non c'è da stupirsi quindi se attorno alla dodicesima stagione di Supernatural ha continuato ad aleggiare, per molto tempo, quell'aria di mistero e di eccitazione. D'altro canto, questo proseguire incessante crea sempre più pericoli, dando una sensazione agrodolce di paura. Nonostante tutto però la prima puntata, Keep Calm and Carry On, ci ha piacevolmente colpito e deluso allo stesso tempo. La storia del primo episodio segue le dirette vicende accadute nell'ultima della undicesima e vede Sam in balia di Lady Antonia "Toni" Bevell (Elizabeth Blackmore), che cerca alcune informazioni molto sensibili sui vari cacciatori sparsi in America. Dall'altra parte invece abbiamo Dean, che vivo e vegeto ritrova improvvisamente sua madre Mary Winchester (Samantha Smith), tornata in vita e in giovane età. Oltre a spiegare alla giovane donna tutte le novità accadute in 33 anni, Dean e Castiel cercheranno a tutti i costi di ritrovare Sam e di salvarlo dalle grinfie di Toni. Crowley in tutto questo sarà alla ricerca di Lucifero.

Hunting Things

La sceneggiatura del primo episodio di Supernatural è stata scritta da Andrew Dabb, uno scrittore e sceneggiatore che i fan sicuramente ricorderanno e che ora ha preso il posto di co-showrunner della serie. I dialoghi tra i personaggi risultano essere piuttosto blandi, salvo alcuni momenti in cui troviamo degli spunti interessanti, ma in linea di massima si tratta di un lavoro molto classico sulla serie. Alcuni cliché da film di serie b danno particolarmente fastidio e risulta lapalissiana la mancanza di idee che alberga nella mente di Andrew. Ci sono però delle scene carine dal punto di vista narrativo e in cui la comicità velata strappa più di un sorriso.
Dietro la macchina da presa invece troviamo Philip Sgriccia, anch'esso è un volto molto comune nella serie, ma qualcuno lo ricorderà anche per aver diretto delle puntate di Smallville. Non aspettatevi delle inquadrature da capogiro, ma piuttosto la pura semplicità. Questa però funziona senza mezzi termini e mezze misure. I combattimenti, nonostante alcune incertezze, si capiscono senza troppi problemi. La serie Supernatural ci ha insegnato una cosa: l'amore incondizionato per la musica rock. Lo stesso titolo è un chiaro rimando a Carry On Wayward Son dei Kansas. Brano che tra l'altro abbiamo imparato a conoscere nelle prime stagioni della serie. Anche in questo episodio possiamo contare alcuni brani, come ad esempio Solitude dei Black Sabbath. Il brano del 1971, contenuto nell'album Master of Reality è un perfetto modo per terminare la visione, inconsci di ciò che dovrebbe accadere nella seconda puntata.