The Affair 3x01: segreti e colpe mai espiate nell'indagine interiore di Noah

Il ritorno della serie creata da Sarah Treem si tinge di nuove prospettive. Qui il commento alla prima puntata della terza stagione

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In uno dei suoi pezzi più belli, Bruce Springsteen cantava così: "Tutti hanno un segreto, qualcosa che non possono guardare in faccia; alcuni passano tutta la loro vita tentando di mantenerlo, lo portano con loro in ogni passo che fanno, fino a che un giorno se ne liberano o lasciano che li trascini sul fondo dove nessuno fa domande o ti guarda troppo a lungo in faccia, nell'oscurità ai margini della città". Le parole del boss in "Darkness on the edge of town" sembrano la descrizione perfetta dello stato di Noah Solloway nell'episodio che apre la terza stagione di The Affair, la meravigliosa e pluripremiata serie creata da Sarah Treem e Hagai Levi in onda sulle reti di Showtime. Nelle ultime ore il network ha diffuso online la puntata anticipando dunque lo scadere della season première del 20 Novembre, e vista la ghiotta occasione e la grande attesa, non potevamo esimerci dal commentarla. Sessanta minuti non basteranno per giudicare complessivamente il lavoro, ma bastano a delineare il tono (ancora più dark del passato) e le intenzioni degli sceneggiatori: dalle due prospettive sulla storia (quelle di Noah e Alison nella prima stagione), lo sguardo si era ulteriormente sdoppiato con quelle relative ai personaggi di Helen e Cole, i coniugi traditi, nella seconda; qui invece, all'alba di una terza stagione che dovrebbe, rimescolare le carte in tavola, veniamo accompagnati nel passato, presente e futuro di un solo protagonista e tutto lascia intendere che ci potrebbero essere altri episodi sulla stessa scia. Forse per esplorare a fondo quella "scoperta interiore" che è come un viaggio dentro se stessi, nelle proprie paure e nelle colpe mai espiate.


Sorprese e conferme

The Affair distrugge il puzzle costruito nei suoi primi due anni di vita sul piccolo schermo, sparpagliando i pezzi e tentando inedite soluzioni narrative. E' un episodio vicino alle emozioni di Noah (Dominic West), che riprende contatto con la vita dopo tre anni in carcere; colpevole di aver ucciso Scott Lockhart, un delitto a cui tutti avevano partecipato e che soltanto lui sembra aver scontato nella maniera più brutale possibile. L'unico punto di vista non fa che addensare il racconto, alternando dialoghi intelligenti e morbosi a momenti di silenzio assoluto, addirittura costringe lo spettatore in una scomoda posizione di immobilità: inchiodati nel presente, veniamo scaraventati tra ciò che è stato e ciò che sarà consapevoli che questa è la versione di Noah Solloway e che della stessa vicenda ne esistono altre, nebulose, sfuggenti, pericolose. Ed è ciò che rende The Affair una serie unica nel suo genere e ancora affascinante.