First look The Aliens - Stagione 1

E4 presenta una nuova serie ambientata in un mondo distopico in cui gruppi di alieni sono rinchiusi nel ghetto di Troy, e in cui Lewis, un ragazzo che lavora alla frontiera, si troverà catapultato in situazioni illecite da cui non saprà come uscire.

first look The Aliens - Stagione 1
Articolo a cura di
Nicola Della Pergola Nicola Della Pergola da bambino ricevette in regalo una VHS di Indiana Jones e da allora non ha più abbandonato la passione per i film e per le serie tv. Decide però di dedicarsi anche ad altro e comincia quindi una discreta collezione di scacchiere. Legge, scrive e fa siti web. Si annoia raramente e mai quando è da solo [cit.]. Stalkeratelo su Facebook

Il canale inglese E4 propone sui propri schermi, dall'inizio di marzo, The Aliens, una serie sci-fi sui generis che mescola al proprio interno tratti tipici dell'humor british a pennellate di denuncia alla società contemporanea. Una scelta curiosa che sta però riscuotendo un discreto successo in patria. Riuscirà a fare breccia anche in Italia?

Un muro, due mondi

The Aliens è ambientata in un mondo distopico contemporaneo, 40 anni dopo l'arrivo di gruppi di alieni nel Mare d'Irlanda. Questi ospiti extraterrestri, del tutto uguali fisicamente agli essere umani, verranno presi e rinchiusi nella cittadina di Troy, una sorta di ghetto dove non esiste legge se non quella del più forte. Solo alcuni di loro, chiamati con disprezzo "mork", avranno il permesso di lasciare Troy per provare a integrarsi nella società inglese. Un'integrazione quanto mai superficiale, a dire il vero, perché tutti gli alieni saranno ben riconoscibili grazie a un enorme bracciale e i compiti a loro riservati saranno sempre i più umili. A controllare i confini di Troy è stata messa una forza d'ordine, la Guardia della Frontiera, con il preciso scopo di non far uscire nessuno che non sia autorizzato e di indagare sullo spaccio di peli corporei alieni che sono allucinogeni e vengono fumati come una nuova droga. Della Guardia della Frontiera fa parte anche Lewis (Michael Socha), un ragazzo timido e impacciato, spesso a disagio con il suo ruolo di tutore dell'ordine. Lewis, giostrandosi tra una sorella prepotente e teppista, una situazione familiare degradata e l'amore per una cam-girl con dei segreti alle spalle, verrà suo malgrado coinvolto in una serie di operazioni illegali che lo porteranno tra le mura della città.

So british...

Il plot della seria creata da Fintan Ryan fa trasparire da subito il suo spirito british. Il mondo che ci troviamo davanti è quello trasandato della periferia londinese, non così distante da quello apprezzato in This is england (in cui, tra l'altro, troviamo anche lo stesso Michael Socha) o in Misfits. E proprio come in Misfits, anche The Aliens è pregna di quella cruda ironia che sta caratterizzando il mondo delle serie tv inglesi. Un'ironia che non solo fa breccia da subito nello spettatore, ma che permette anche di trattare alcuni temi - come quello dell'immigrazione - in maniera più leggera seppur non superficiale. Oltre a questo bisogna dare atto agli attori di essere quanto mai credibili nei rispettivi ruoli: il già citato Michael Socha è perfetto nel suo essere incapace di gestire la propria vita, così come Michaela Coel, la cam-girl con cui Lewis si intrattiene, riesce a trasmettere quel senso di ambiguità che il suo personaggio deve avere. Un insieme di tre cose quindi (trama, ironia e recitazione) che sembrano incastrarsi alla perfezione ma che sono anche in un equilibrio che è tutt'altro che semplice da mantenere.

the aliens - Stagione 1 The Aliens ingrana da subito, sfornando un pilot in cui si presenta un mondo distopico ricco di citazioni e rimandi al nostro, si introducono tutti i personaggi principali e si dà un’impronta precisa all'intera serie. Un inizio praticamente perfetto che non piacerà solo a chi non apprezza quel sottile humor che non sempre (e non a tutti) arriva. Con una trama già ricca e articolata, questa nuova serie può naufragare solo in se stessa, tradendo il proprio spirito. Ci auguriamo invece che gli sceneggiatori siano in grado di continuare per questa promettente strada.