First look The Americans - Stagione 1

Esordio convincente per il serial che unisce intrighi internazionali ai drammi di una coppia sotto copertura

first look The Americans - Stagione 1
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L'idea alla base di The Americans, nuovo serial in onda su FX, è ambiziosa e difficile da gestire a causa della complessità delle situazioni e tematiche, ma il pilot getta le basi per uno dei migliori prodotti televisivi dell'anno. L'esperienza del creatore Joe Weisberg, un ex agente della CIA diventato sceneggiatore, è stata sfruttata al meglio e l'ambientazione negli anni Ottanta, in piena Guerra Fredda, aggiunge quel pizzico di fascino e tensione essenziale per creare una formula vincente.

Una famiglia piena di segreti

Elizabeth (Keri Russell) e Phillip Jennings (Matthew Rhys) vivono un'esistenza tranquilla in una villetta di periferia insieme ai loro due figli Paige (Holly Taylor) e Henry (Keidrich Sellati). La serenità di facciata nasconde, però, la loro attività di spie russe infiltratesi quasi venti anni prima negli Stati Uniti, fingendosi cittadini americani. Alla coppia viene assegnata la missione di rapire un ex agente traditore, il colonnello Timochev, ma non tutto fila liscio e Elizabeth e Phillip sono costretti a tenere l'ostaggio nascosto nel bagagliaio della loro macchina.
Mentre Phillip indaga sull'eventualità che l'FBI sia in possesso di informazioni sul rapimento che potrebbero far saltare la loro copertura, la famiglia accoglie nel quartiere Stan Beeman (Noah Emmerich) e la sua famiglia. La situazione si complica ulteriormente quando si scopre che Beeman è un agente dell'FBI e Phillip prende seriamente in considerazione la possibilità di confessargli tutto e accordarsi con i servizi segreti statunitensi per ricominciare una nuova vita, mentre Elizabeth deve fare i conti con dolorosi ricordi del passato causati dalla presenza di Timochev.

Una sceneggiatura solida

La sequenza iniziale di The Americans, in cui i due protagonisti vengono visti in azione, presenta tutti gli elementi canonici delle storie di spionaggio vecchio stile: travestimenti, seduzione, appostamenti, inseguimenti, e scontri corpo a corpo; aspetti fondamentali per gettare le basi della trama e mostrare i due diversi lati di Elizabeth e Phillip. La tranquilla quotidianità famigliare si scontra con il clima violento, ricco di sospetti e ansie degli anni della Guerra Fredda. Joe Weisberg ha lavorato in modo esemplare nel portare in scena la dimensione personale del silenzioso conflitto tra Russia e Stati Uniti, creando due personaggi ricchi di sfumature. Elizabeth è determinata, distaccata e, in apparenza, strenuamente fedele alla patria e alla sua missione. Phillip, al contrario, si è integrato alla perfezione nello stile di vita americano (la sequenza in cui balla sulle note di una canzone country è emblematica con tutta la sua forza surreale e ironica), è legato ai figli, innamorato della moglie di cui non conosce il passato, e sopratutto fatica a concepire una quotidianità diversa da quella creata nel corso degli anni a Washington. Entrambi, però, convivono con sentimenti contrastanti che emergono in allusioni nei discorsi con i figli sul socialismo e momenti storici, o nelle reazioni a una possibile minaccia per le persone amate.
L'entrata in scena del "nemico" nella casa di fronte regala momenti divertenti, come quello in cui la moglie ridicolizza i sospetti del coniuge che vede spie e intrighi ovunque, e un potenziale narrativo di grande fascino grazie all'esponenziale aumento dei rischi a cui vanno incontro Elizabeth e Phillip nel gestire la doppia identità.

Keri Russell e Matthew Rys ottimi protagonisti

La sceneggiatura solida e convincente di Joe Weisberg viene valorizzata al meglio dalle ottime interpretazioni di Keri Russell e Matthew Rys. Entrambi hanno trovato l'equilibrio quasi perfetto tra la dimensione famigliare e l'attività di spionaggio, facendo emergere in modo controllato e realistico i veri sentimenti della coppia nei momenti chiave dell'episodio, e il coinvolgimento emotivo di Phillip nei confronti della sua famiglia suggerisce con delicatezza la portata drammatica della sua situazione e suscita empatia e simpatia nel pubblico.
La regia di Gavin O'Connor, già realizzatore dell'interessante film Warrior, è ritmata e ben curata, riuscendo a mettere in secondo piano i difetti del pilot. L'assenza di una trasformazione fisica e del naturale invecchiamento dei personaggi nel corso di venti anni risulta quasi surreale, ma non pesa eccessivamente sull'effetto finale coinvolgente. Il buon uso delle scelte musicali effettuate e l'attenta ricostruzione scenografica e nei costumi degli anni Ottanta, contribuiscono alla qualità del risultato finale.

The Americans - Stagione 1 The Americans si presenta come una serie intrigante e affascinante, divisa magistralmente tra intrighi internazionali e drammi famigliari. Se la sceneggiatura degli episodi manterrà il livello proposto nel pilot, la creazione di Joe Weisberg si inserirà con merito tra i migliori prodotti televisivi degli ultimi anni.