The Collection: un primo sguardo alla nuova serie Amazon Studios

In onda da poco più di due settimane, la nuova serie prodotta da Amazon Studios, racconta con un far deciso la moda parigina nel secondo dopo guerra

first look The Collection: un primo sguardo alla nuova serie Amazon Studios
Articolo a cura di
Carlo Lanna Carlo Lanna Giornalista Pubblicista, laureato in Giurisprudenza con un'insana passione per le serie tv ed il cinema.

Il web è la nuova casa delle serie tv, è un dato di fatto. Dopo il grande successo di Netflix, HULU e Crackle, gli Amazon Studios si stanno imponendo come una valida alternativa per quella serialità ricercata, di stile, di cuore e di pancia. The Collection è l'ultima serie in ordine di apparizione che la piattaforma streaming ha condiviso con il suo pubblico. Si aggiunge ai successi di Mozart in The Jungle, Transparent e The Man in The High Castle (tanto per citare i nomi più celebri) ed è on-line dallo scorso 2 settembre; anche se a conti fatti The Collection non nasconde la sua convenzionalità, il pilot riesce a delineare tutte le caratteristiche più essenziali dello show, facendo intuire che anche il drama familiare più semplicistico, se strutturato e contestualizzato in una determinata cornice storica, può risultare molto accattivante. In una Parigi degli anni '40, dopo che il secondo conflitto mondiale si è abbattuto violentemente, la popolazione cerca di voltare pagina per riconquistare una tranquillità da tempo perduta. In questo contesto di grandi cambiamenti, l'atelier di moda gestito dalla famiglia Sabine, cerca di rimanere a galla per mantenere intatto il suo status. Sono tempi duri e nonostante la grande affabilità di Paul (Richard Coyle), la casa di moda naviga in cattive acque. Inaspettato è l'arrivo di Jules Trevier, uno degli uomini più ricchi di Parigi, il quale nel tentativo di rilanciare l'immagine della città, chiede a Paul Sabine di realizzare la sua più grande collezione di abiti di alta moda. Un'occasione da non perdere che però finisce per turbare la quiete dell'intera famiglia. Sotto una pressione mediatica di queste dimensioni, si inasprisce il rapporto fra Paul e suo fratello Claude (dichiaratamente omosessuale) ed interpretato da Tom Riley, ma soprattutto una strana inquietudine serpeggia anche nello staff dell'atelier, quando dall'America arriva un giornalista che lavora per Life Magazine.


Sesso, moda ed ... intrighi

Con tutti i dettami più particolari di un family drama, The Collection delinea un racconto stiloso, intenso ed appassionante, in bilico fra falso documentario e satira sociale. E' un drama in costume a tutti gli effetti che, grazie ad una regia poco invasiva e ad una scenografia fumosa ma di grande impatto, riesce a fotografare gli usi e costumi di un tempo. I legami familiari, il sesso fugace, i sorrisi, gli intrighi e le storie d'amore impossibili, sono l'equazione necessaria per rendere più accattivante la serie tv. Perché quello che conta è illustrare la società degli anni '40, quella vagamente perbenista, quella società che nonostante tutto vuole continuare a sognare e sperare in un mondo migliore, quella società a cui piacciono gli abiti sontuosi, le feste da ballo ed i baci al chiaro di luna. Una cornice perfetta per una serie che, fin dal pilot, fa capire le sue reali intenzioni. The Collection è infatti una soap-opera declinata secondo i gusti e le intenzioni della moderna serialità.

La moda è sinonimo di shopping e seduzione

Ed al di là di una trama coinvolgente, il punto di forza sono i personaggi. Caratterizzati senza i soliti clichè, è il celebre Tom Riley che regala al ‘suo' Claude una sfumatura di malinconia, ma punta di diamante è Richard Coyle. Lui è il proprietario dell'atelier, un personaggio unico, pieno di luci ed ombre, un uomo che pensa sempre e comunque alla sopravvivenza della casa di moda, l'unico che ha trasformato lo shopping, ed il concetto stesso di moda, in un'esperienza di seduzione. Secondo Paul l'abito deve rappresentare il lato più intimo della persona che lo indossa, deve far emergere i punti di forza e nascondere quelli deboli, ma soprattutto deve essere sexy ma non appariscente, deve ammiccare senza essere volgare, al passo con i tempi ma con uno sguardo al passato. E' una visione all'avanguardia quella di Paul, una visione ben vista dalle donne facoltose ma guardata di sott'occhio da chi è ancora legato ai sani principi. Un po' Downton Abbey, con un pizzico dello charme di Mr. Selfridge e l'ilarità di Velvet, il primo episodio di The Collection è la summa di tutte - o quasi - le serie in costume trasmesse negli ultimi anni. Con pregi e difetti, la nuova produzione degli Amazon Studios, si ritaglia fin da ora un piccolo spazio all'interno del panorama di oggi, perché con pochi e semplici mezzi, cattura l'attenzione dello spettatore, pennellando una storia convenzionale ma di grande impatto visivo. Si profila all'orizzonte un altro guilty pleasure.