The Crown: un primo sguardo alla giovinezza della Regina Elisabetta

Netflix lancia la sua serie più costosa e racconta i primi anni della Regina Elisabetta II, dal matrimonio al trono: un altro piccolo gioiello.

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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Protocolli, tradizioni, regole: ogni regno ha i propri e ogni grande dinastia li rispetta. La casa reale di Windsor non è da meno oggi e non lo era nei primi anni quaranta, quando sul trono d'Inghilterra sedeva Giorgio VI, un trono pronto ad essere reso vacante da una malattia che, esattamente come una nuvola nera, lo accompagna in quelli che si preannunciano gli ultimi anni del suo lungo regno. Giorgio VI (che conosciamo bene nella tradizione cinematografica, basti pensare a Il discorso del Re e all'interpretazione di Colin Firth) ha due figlie, Elisabeth e Margaret, e alla maggiore dovrà andare la sua corona. È proprio questa la premessa del pilot di The Crown, l'ultima di una lunga serie di produzioni Netflix che stavolta si concentra sulla storia più recente, quella della nascita di una delle donne più influenti del nostro secolo - Elisabetta II (Claire Foy). Al suo fianco il neo Duca di Edimburgo Filippo (Matt Smith), a metà tra il suo essere un uomo e il nuovo ruolo di principe consorte, costantemente dietro una donna destinata ad avere un potere più grande di lui e della loro famiglia.


She's the job

"I titoli e la nobiltà non sono il tuo lavoro", avverte re Giorgio in una conversazione tête à tête con il genero, "È lei il tuo lavoro". In una frase viene così racchiusa la condizione familiare di Elisabetta e il suo costante bilico tra l'essere una figlia, una moglie (ma soprattutto una giovane ragazza) e l'essere la futura regina d'Inghilterra. Il dilemma è tutto negli occhi azzurri e spaventati di Claire Foy, perfetta per la parte, acerba e timida ma soprattutto molto lontana dalla Elisabetta che conosciamo. Gli anni che Netflix ha scelto per il suo dramma sono i più formativi, quelli che hanno trasformato una coppia di ragazzini in dei regnanti, ed è esattamente questo a colpire più di qualsiasi altra cosa - e a convincere - del pilot di The Crown: la capacità di raccontarli, con classe e delicatezza, la stessa che ci si aspetterebbe di trovare all'interno delle mura di Buckingham Palace. Il primo episodio getta le basi per questo approfondimento, ma non dimentica oltre alla battaglia personale della futura sovrana anche quella che una ragazza di venticinque anni dovrà affrontare con la politica ed il peso di essa, primo fra tutti il rapporto con Winston Churchill che già dalle prime battute promette di essere uno dei personaggi più interessanti dell'intera serie. La qualità non viene messa in dubbio né nella messa in scena né tantomeno nella scrittura, mai melensa ma al contrario attenta ad ogni parola - non a caso Peter Morgan ha lavorato a stretto contatto con Stephen Daldry, il regista che ha portato Helen Mirren all'Oscar proprio con The Queen. The Crown risulta ad oggi la serie più costosa della storia di Netflix, ma a giudicare dalla qualità della regia, della messa in scena e della scrittura del primo episodio, ne è valsa veramente la pena.