The Deuce: primo sguardo alla nuova serie TV di HBO

Il creatore di the Wire racconta la New York degli anni '70. Nel cast anche un iconico James Franco. La nostra impressione sul pilot.

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Articolo a cura di
Carlo Lanna Carlo Lanna Giornalista Pubblicista, laureato in Giurisprudenza con un'insana passione per le serie tv ed il cinema.

E così inizia la nuova stagione televisiva e, ad aprire le danze, ci pensano i network satellitari pronti a gettarsi nell'arena della grande serialità. La HBO non resta certo a guardare e dopo un'estate all'insegna del fantasy più sfrenato - da qualche settimana si è conclusa l'amata e odiata stagione 7 di Game of Thrones - è tempo di compiere un viaggio nei mitici anni '70, è tempo di conoscere i protagonisti di The Deuce.
Creata e prodotta, tra l'altro, da David Simon, la mente dietro il successo di The Wire e Treme, la nuova serie della HBO si presenta come un'ambiziosa riproduzione storica che rievoca vizi e virtù dell'America contemporanea. Con un cast di grandi stelle, fra cui spicca un carismatico James Franco ed una superba Maggie Gyllenhaal, The Deuce cerca di trovare spazio nel cuore del pubblico in un momento in cui, la Grande Serialità di oggi, a fatica riesce ad imporsi come fenomeno di costume e, soprattutto, in un momento in cui anche gli stessi network satellitari devono dar peso a critiche negative e scarsi ascolti.
Seppur con qualche riserva - il primo degli 8 episodi previsti fa nascere molti dubbi su questo nuovo progetto seriale - sembra che la creatura di David Simon, nonostante tutto, ha le carte in regola per imporsi come un piccolo ma grande cult.

The Deuce: it's not Vinyl, it's HBO

La storia contemporanea è nuovamente l'indiscussa protagonista in questo drama su i generis che, dal 10 settembre è in onda sulla HBO. Il primo episodio tratteggia con un far deciso e senza peli sulla lingua, quella che era la società americana degli anni '70, fotografando una New York fredda, sporca e fumosa, con alle spalle le paure della guerra in Vietnam e poco prima che il progresso tecnologico e l'industria culturale facessero capolino in una nazione che ha perso il suo valore aggiuntivo. In questo contesto, vengono presentati i personaggi della vicenda, fra luci, ombre e cocenti disillusioni.

Come i due gemelli Vincent e Frankie Martino - il primo è un barista fedifrago, il secondo è un truffatore nato -, la prostituta Candy - libera da vincoli e con la battuta sempre pronta -, e poi libero spazio ad una studentessa universitaria dal carattere forte, un pappone violento in odore di malavita ed un detective della polizia a cui piace bere e vivere la vita. Diversamente da Vinyl che con l'ausilio di una graffiante colonna sonora raccontava il ‘suo' sogno americano, in the Deuce invece, a trionfare sono i dialoghi, i personaggi a tutto tonto ed una fotografia da cartolina.

Un lungo Pilot: molti guizzi ma poche emozioni

Eppure nonostante le buone premesse iniziali, The Deuce ha molta strada da fare, deve lottare per raggiungere almeno un certo tipo di status qualitativo e, quindi, guadagnarsi l'affetto del pubblico. Il lungo pilot, un'ora e 30 minuti, è parso essere un'operazione didascalica e autocelebrativa della bravura di David Simon. Non ci si aspettava di arrivare fin da subito al nocciolo della questione, ma oltre la perfetta caratterizzazione dei personaggi, i dialoghi graffianti, gli abiti, l'ambientazione la musica, The Deuce non ha regalato nessuna emozione. Il primo episodio ha preferito delineare tutto il contesto sociale dell'America di ieri, a discapito di un plot avvincente e dal grande respiro. Ci sarà da attendere prima di conoscere e sbirciare sulla nascente industria del porno amatoriale perché, i produttori, tergiversano volutamente su questa particolarità, presentando un racconto frammentario, freddo e senza nessun freno inibitorio. Non mancano i ‘fuck', ormai caratteristica principale della scrittura di Simon, come non manca il sesso e le battute graffianti, viene meno - almeno per ora - il fattore intrattenimento.

The Deuce: la grande speranza

Il fattore intrattenimento può anche essere un valore aggiunto ma, con il flop colossale di Vinyl che pende ancora come una spada di Damocle sui vertici della HBO, The Deuce non può certo tergiversare, non può certo perdersi in chiacchiere, deve cercare di costruire un qualcosa di concreto, di unico perché: le potenzialità ci sono. Il grande hype costruito attorno al suo debutto influito di molto sull'opinione del pilot, eppure siamo fiduciosi che la nuova serie TV della HBO rappresenterà il riscatto, sarà la grande speranza per le narrazioni dal sapore cinematografico. Quindi il giudizio effettivo è rimandato solo, e si spera, al termine della prima stagione.