The Exorcist: il mito di William Friedkin torna in serie TV

Su FOX America ha debuttato il 23 settembre la serie a tema horror che riverbera il mito (immortale) di William Friedkin. Il nostro first look

first look The Exorcist: il mito di William Friedkin torna in serie TV
Articolo a cura di
Carlo Lanna Carlo Lanna Giornalista Pubblicista, laureato in Giurisprudenza con un'insana passione per le serie tv ed il cinema.

Il mondo delle serie tv attinge ancora dalla tradizione cinematografica del passato. La delicata operazione spetta nuovamente alla FOX che, dopo il discreto successo di Sleepy Hollow, il flop colossale di Minority Report ed il debutto nella norma di Lethal Weapon, cerca di tornare sulla retta via realizzando The Exorcist. La serie che è ispirata ai deliri onirici di William Friedkin, il regista che nel 1973 per la prima volta ha portato sul grande schermo storie in bilico tra fede cristiana e misticismo, risulta essere una trasposizione dalle grandi pretese ma povera di vere emozioni. Non basta una regia intensa, sussurri inquietanti ed un cast di altro profilo - dove spunta un'iconica Geena Davis - per rendere tale una serie tv: The Exorcist infatti fin dal primo minuto del pilot si accartoccia su se stesso. Ambientato in un'anonima cittadina americana, la storia racconta la vita di Padre Tomas Ortega, giovane uomo di chiesa dal passato oscuro e tormentato, il quale con ogni mezzo cerca di coinvolgere nelle attività ecclesiastiche la comunità di un piccolo sobborgo. Proprio la cattolicissima famiglia Rance, per un caso fortuito, si rivolge a Padre Tomas. Angela Rance (Geena Davis) è convinta del fatto che la sua abitazione è infestata da un spirito maligno; tutto questo manda ulteriormente in crisi il giovane prete, che in cerca di risposte, si scontrerà con Marcus Lange (prete anche lui), esperto di esorcismi, che mette in guardia Tomas da un'oscura minaccia.


Una serie da pochi sussulti

The Exorcist a conti fatti è una serie che vive di vita propria, infatti non ha nessun legame con il film di riferimento (tranne per una tampinante ed ossessiva colonna sonora), arrivando a mettere in scena una vicenda convenzionale, troppo tediosa e di scarso interesse. Possessioni demoniache, miti e leggende si rincorrono come in un gioco al gatto con il topo senza mai però colpire a fondo il cuore del pubblico. Il pilot in onda in America il 23 settembre, cade subito nella morsa del trash presentando una vicenda confusa, che tratteggia una serie di eventi scollegati fra loro e, soprattutto, senza costruire un arco narrativo duraturo. Per questo motivo neanche i protagonisti stessi vengono tratteggiati a dovere: da padre Tomas pennellato come un uomo di chiesa tormentato ed insicuro del suo operato, a Angela Rance presentata come una donna timorata di Dio, anonima e grande bevitrice, fino a Marcus Lange che dovrebbe essere il personaggio più criptico dello show, invece è così pallido che la sua presenza è del tutto pleonastica. Ciò che rende il pilot degno di nota? La regia e la fotografia, le quali nonostante tutto, fanno trasparire il senso d'inquietudine e di oppressione che si ‘legge' fra le righe della sceneggiatura.

L'ottima regia e nulla più

Essenzialmente la bellezza della serie è racchiusa tutta in questa particolarità. Se la sceneggiatura del pilot è una continua corsa ad ostacoli, la regia cattura nella maniera più perfettibile possibile, non solo il senso d'inquietudine dei protagonisti, ma fotografa alla men meglio quel senso di oppressione che solo un film horror può regalare, quei lunghi sospiri e quei tetri rumori sospetti. Al di là di questo, The Exorcist cerca inoltre di pennellare il dualismo tra fede cristiana e misticismo, se credere o non credere all'esistenza di un potere ancestrale che può governare la mente dell'uomo, ma purtroppo anche questa particolarità viene affrontata con estrema superficialità, tanto è vero che l'intenzione di sviscerare un tema impegnato e di spessore, svanisce tristemente. Delude, fondamentalmente, il pilot di The Exorcist. Con un tale background alle spalle si poteva realizzare un prodotto decisamente più accattivante e soprattutto più motivato, invece tutto è affrontato nella maniera più convenzionale possibile. Alla continua ricerca del remake televisivo perfetto, la FOX sbaglia di nuovo cadendo su gli stessi errori che hanno contraddistinto le serie precedenti.