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The Expanse 2: prime impressioni sulla seconda stagione della serie SyFy

Abbiamo visto il primo episodio della seconda stagione di The Expanse, space-opera disponibile su Netflix. Ecco le nostre impressioni.

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FIn dal suo debutto The Expanse, serie prodotta dal canale Syfy, si è affermata tra gli amanti delle space-opera, e non solo, come prodotto dall'altissima qualità, capace di unire in maniera armonica diversi generi, dal noir al thriller politico, immergendo il tutto in un'ambientazione fantascientifica estremamente curata. Tratta dall'opera letteraria di James S. A. Corey, quello che più colpiva era il suo allontanamento dai canonici standard sci-fi, tutti esplorazioni e lotte contro gli alieni, per concentrarsi su un futuro più "realistico" e fondato sui conflitti di una razza terrestre unica nel sistema solare, e fattasi colonizzatrice dello spazio a noi conosciuto, con tanto di popolazioni delle stazioni spaziali in cerca di indipendenza, e un impero marziano ormai dichiaratamente nemico dei suoi fondatori. Non tanto la meraviglia, quanto l'intrigo e la politica erano il collante della stagione d'esordio, pur con un accenno nel finale ad elementi estranei al mondo "normale". La seconda stagione, anch'essa disponibile interamente su Netflix, si apre da dove l'avevamo lasciata, fornendoci da subito l'impressione di aver mantenuto quella qualità e quel feeling noir che tanto ci avevano fatto innamorare nella stagione d'esordio.

L'ombra lunga della guerra

Squadra che vince non si cambia, dunque. Non proprio. Visti i presupposti con cui si chiudeva il primo ciclo di episodi, l'intimismo e il basso profilo inevitabilmente hanno subito un mutamento. La seconda stagione si propone quindi di portare i complotti verso lo step successivo, facendo le cose in grande e gettando le basi per una vera e propria guerra. Dove i protagonisti della prima stagione e della serie tutta, in particolare i personaggi di Thomas Jane e Steven Strait, mantengono un ruolo centrale e una dimensione più marginale nella grande Storia, ecco che ci focalizza maggiormente sin da subito sulle grandi forze politiche, e soprattutto, fatto inedito, sulla fazione marziana, con un focus su un gruppo del suo poderoso esercito.

I fronti narrativi sono molteplici così come già succedeva nella prima stagione, con la differenza questa volta, che si è puntato ad un ampliamento delle prospettive, non giocando più solamente sul campo delle piccole pedine di una scacchiera a loro oscura, ma decidendo di raccontare storie su scale diverse, inevitabilmente destinate ad intrecciarsi.
Ancora una volta colpisce l'equilibrio e la saggezza con cui queste diverse storyline vengono trattate, chiarendo da subito le situazioni di partenza e non privilegiando le vecchie conoscenze a discapito dei nuovi arrivati. Le premesse quindi sono delle migliori, promettendoci la giusta dose di mistero, suspense e complotto, ma allo stesso tempo una inedita deriva action.
È solo questo il punto che al momento ci lascia con il fiato sospeso: se gestita con quella straordinaria capacità di equilibrare le forze in campo può essere solo un rafforzamento di una formula vincente; al contrario potrebbe invece andare a snaturare un prodotto che basa tutta la sua forza sull'essere diverso dallo standard. Senza contare il fattore tecnico, eccelso fin qui nella realizzazione di uno spazio credibile e molto bello da vedere, ma che potrebbe accusare il colpo negli effetti, dovesse questa scelta di ampliare la scala aver impattato contro problemi di budget. Non ci resta quindi che continuare nella visione, forti di premesse esaltanti.