First look The Game - Stagione 1

BBC propone una nuova serie britannica ambientata negli anni della Guerra Fredda, tra spie e intrighi internazionali

Articolo a cura di

Le produzioni televisive americane e britanniche hanno ormai raggiunto dei budget degni di Hollywood e ciò ha permesso di allestire serie di ottima fattura visiva che, ambientate in altre epoche della storia umana, danno una ricostruzione perfetta del tempo in cui la loro storia viene raccontata.
Non fa eccezione The Game, la nuova produzione della BBC che riporta lo spettatore nel suggestivo, almeno ora che è passato, periodo della Guerra Fredda (ambientazione scelta recentemente anche dall'ottimo The Americans di cui sta per iniziare la terza stagione), in cui il mondo era sospeso tra le due superpotenze, U.S.A ed U.R.S.S. e in cui tanta era la paura che l’equilibrio instabile in cui versava il pianeta potesse finire con il giro di chiavetta che avrebbe potuto dare il via alla Terza Guerra Mondiale.
The Game vede il conflitto silenzioso in corso dalla parte della terra di Sua Maestà, la Regina Elisabetta, chiamando in causa l‘MI5, in particolare una divisione che si occupa di indagare e ricercare i traditori.

Operation Glass

Protagonista di The Game è Joe Lambe (Tom Hughes): un ragazzo dallo sguardo di ghiaccio che lavora per i servizi segreti britannici, MI5. L’inizio del pilot farebbe presagire tutt’altro: in una foresta il giovane sta scappando con la sua ragazza dagli agenti sovietici che, però, riescono ad intercettarli sulla riva di un lago, dove avviene la resa dei conti. Dal dialogo sembrerebbe emergere che Joe sia un infiltrato, ma qualcosa è andato storto. Il ragazzo alla fine riesce a uscire vivo dal confronto mentre lei muore in modo atroce, annegata.
Joe non ha dimenticato quel momento e soprattutto l’uomo che ha decretato la morte del suo amore, ma continua a lavorare per la divisione MI5, guidata da Daddy (Brian Cox), impegnato nella ricerca di spie dell’Unione Sovietica che si sono infiltrate sul suolo britannico. La divisione però si occupa anche di missioni sotto copertura tra le file nemiche e di reperire spie avversarie, pronte a tradire il proprio paese.
Proprio durante questa ricerca Joe si imbatte nel Professor Arkady, pronto a collaborare e che confida come l’Unione Sovietica abbia dato il via all’Operation Glass, un’operazione da effettuarsi nel Regno Unito di cui non dà alcuna altra indicazione.
Starà agli agenti inglesi capire come affrontare questa minaccia e sventarla prima che spezzino i già fragili equilibri.

Non solo James Bond

Quando si parla di spie inglesi e di celluloide il pensiero non può che andare alla celebre spia inventata dalla penna di Ian Fleming ma, per fortuna o purtroppo, The Game sceglie un taglio decisamente differente rispetto al personaggio cui tanti attori hanno dato il volto.
Il progetto televisivo è uno spy drama in cui l’aspetto investigativo prevale in modo determinante su quello più prettamente action; gli inseguimenti e le sequenze d'azione comunque sono presenti, tuttavia solo come complemento.
L'ideatore della serie Toby Whithouse e gli altri due autori che fanno parte del team creativo, Sarah Dollard e Debbie O'Malley, riescono a ricreare con perizia gli anni settanta inglesi, nonché l’atmosfera che si respirava durante la Guerra Fredda: nessuno poteva sapere con chiarezza di chi fidarsi o fino in fondo quale fosse lo schieramento di colleghi, parenti, amici; ovunque poteva celarsi una spia della fazione opposta.
Tale ambiguità è perfettamente raffigurata in The Game la cui storia si basa appunto su due binari fondametali: le indagini sullo scopo dell’Operation Glass e la scoperta, puntata dopo puntata, degli agenti dormienti.
La narrazione procede ad un ritmo appropriato per lo stile del racconto: nulla di troppo veloce, ma nemmeno di estrema lentezza.
In tal senso la regia si adatta perfettamente al tono generale con campi fissi che esaltano la recitazione degli attori specialmente nelle scene degli interrogatori, punti cardine per far avanzare la storia e approfondirla.
Non si può non menzionare la performance del protagonista Tom Hughes, che sfoggia un’espressione di ghiaccio impermeabile agli eventi che gli si pongono innanzi. Tale impostazione, che può essere scambiata ad una prima occhiata superficiale per mancanza di talento, è invece frutto di un lavoro che rende al pubblico un personaggio che non deve far trasparire le sue emozioni per la natura del lavoro che fa: l’interrogatore. Il personaggo, inoltre, non deve farsi sovrastare dal profondo dolore per aver assistito alla perdita, davanti ai suoi occhi, della persona amata.

The Game - Stagione 1 La prima visione di The Game risulta positiva ed accattivante: la tematica classica dello spy drama, riportata nell’alveo storico di maggiore fascino, quello della Guerra Fredda, rende la serie interessante e per nulla noiosa, nonostante il ritmo non si distingua per brio. La messa in scena è davvero ben curata ed avvolge lo spettatore nelle atmosfere di quegli anni. La visione della serie è sicuramente consigliata a chi è fan del genere di riferimento, mentre chi è abituato a spie action o addirittura comedy, potrebbe trovare la serie della BBC ostica. Da valutare, come al solito, la bontà della trama orizzontale così come la varietà di quella verticale che potrebbero risultare, a lungo andare, ripetitive.