The Leftovers 3x01: Nuove domande e nuove risposte

Abbiamo dato uno sguardo alla premiere dell'ultima stagione di The Leftovers, la serie TV di HBO griffata da Damon Lindelof, il creatore di Lost.

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Articolo a cura di
Natale Ciappina Traumatizzato dallo studio di Kierkegaard, è solito nascondere il suo nome fra miriadi di pseudonimi, sommerso com'è fra le sue infinite liste di cose da fare, vedere, ascoltare, leggere e magari anche giocare.

Mentre i telespettatori italiani dovranno aspettare fino a giugno, con una messa in onda ancora da definire su Sky Atlantic, lunedì scorso il pubblico americano ha potuto finalmente volgere il proprio sguardo sul primo episodio della terza, ed ormai ultima, stagione di The Leftovers, uno dei drama di punta di HBO, network produttore da sempre sinonimo di qualità, e che vede come showrunner il controverso Damon Lindelof. Controverso non chissà quale deficit di professionalità, anzi, ma perché spesso criticato, forse anche oltremodo, per la gestione della sceneggiature nei propri lavori. Lindelof, oltre a The Leftovers (che soprattutto durante la sua prima stagione ha attirato non poche riprensioni da parte della stampa specializzata), è infatti noto, fra il pubblico seriale, soprattutto per aver messo la firma a praticamente la maggior parte degli episodi di Lost, fra cui anche il tanto dibattuto finale di serie. Lindelof ha saputo far tesoro delle critiche, soprattutto dopo la prima stagione di The Leftovers, mantenendo comunque la barra a dritta verso la propria concezione di quello che fino ad oggi è il suo progetto più importante. Ciò si è tradotto in una seconda stagione più solida e convincente, e che ha permesso a Lindelof, nonostante diversi dubbi iniziali da parte del network, di potersi dedicare, come già scritto in precedenza, alla terza ed ultima stagione della serie.

Una breve ma necessaria rispolverata

Prima di tuffarci sugli eventi di questa premiere, è bene dare una breve rispolverata, rigorosamente spoiler free, al plot di The Leftovers. La serie inizia tre anni dopo un evento, verificatosi su scala globale il 14 ottobre del 2011, definito come "Improvvisa dipartita", quando cioè circa il 2% della popolazione scompare dal nulla, in circostanze misteriose che assumono fin da subito una forte connotazione religiosa e spirituale; più nel dettaglio, The Leftovers segue le vicende che vedono protagonista Kevin Garvey (interpretato da Justin Theroux, noto ai cinefili soprattutto per i suoi lavori con David Lynch), capo della polizia di Mapleton, che per una serie di motivi vivrà da vicino tutte le conseguenze, apparentemente altrettanto insensate, che sono seguite all'improvvisa dipartita. Dopo una prima stagione costellata da alti e bassi, The Leftovers ha subito una brusca accelerata, con un cambio di location, nuovi personaggi a rimpolpare il cast e, soprattutto, una componente spirituale decisamente più marcata, enfatizzata dal pregevole taglio artistico su cui la serie poggia le bassi; delle manovre correttive che non hanno però alterato la natura enigmatica del progetto, dandogli anzi un nuovo slancio, culminato con il più che sorprendente cliffhanger di fine stagione.

Un nuovo, nuovo testamento

E' poi opportuno sottolineare come Lindelof, in questa nuova stagione, non si sia adagiato sugli allori, riprendendo semplicemente quanto lasciato in termini narrativi con l'ultimo episodio, ma anzi abbia ulteriormente cambiato diverse delle carte in tavola. Sono infatti passati tre anni dopo la rivolta a Miracle, la nuova location della serie, guidata dalla setta dei "Colpevoli sopravvissuti", risolta, almeno in questo primo episodio, con una breve sequenza che, almeno per ora, non lascia grandi dubbi su come il focolaio sia stato sedato.

Comunque, nel mentre sono state tante le cose cambiate a Miracle. Su tutte le politiche di accoglienza in città, adesso decisamente meno stringenti. A stranire di più lo spettatore sono però i vari cambiamenti avvenuti nei rapporti fra i vecchi protagonisti; un escamotage, questo, abbastanza comune nella serialità moderna, che apre a flashback che sicuramente si pareranno davanti a noi nei prossimi episodi, ma che in un contesto come quello di The Leftovers, meravigliosamente fumoso e vago, risulta inserito perfettamente, aprendo a prospettive davvero interessanti in vista delle puntate successive. Una cosa è però sembra certa: la componente spirituale, già presente nella stagione precedente, si è decisamente rafforzata. Emblematico è il dialogo che Kevin Garvey ha, nella parte finale dell'episodio, con Matt Jamison, uno dei personaggi principali della serie che gli apre gli occhi, con una forte dose di suggestione bisogna ammetterlo, su quella che potrebbe essere la sua vera natura. Non vogliamo dilungarci oltre, se non dicendovi che forse, finalmente, questa ultima stagione di The Leftovers potrebbe dare tante risposte alla miriade di domande irrisolte che hanno costellato tutto il suo plot, dall'inizio alla fine.