First look The Musketeers - Stagione 2

Ritorna la serie ispirata al romanzo di Alexandre Dumas, confermandosi un buon prodotto di genere

Articolo a cura di

Sicuramente non è fuori dalla logica dire che I Tre moschettieri, il romanzo scritto da Alexandre Dumas, rientra tra le opere letterarie esistenti più tradotte per immagini sulla faccia della Terra. Basta dare una veloce scorsa e si possono appurare quante siano state le riduzioni cinematografiche, quante le fiction, per non parlare del cartone animato giapponese che imperversò alla fine degli anni ottanta, con tanto di sigla dell’allora onnipresente Cristina D’Avena; per tacere poi, più per decenza che per altro, del musical mandato in onda su Canale 5 anni fa, con un Marco Columbro in grande spolvero, nelle vesti di D’Artagnan.
La BBC, non contenta di tutta questa ridondanza, ha commissionato una serie televisiva che ripercorra per l’ennesima volta le gesta dei famigerati alfieri del Re di Francia. The Musketeers è arrivata alla sua seconda stagione, confermando l’amore del pubblico per la storia di Athos Porthos, Aramis e del giovane guascone.

Tranelli e doppio gioco

La seconda stagione inizia lì dove finiva la prima: il Cardinale Richelieu è deceduto e si è creato un vuoto di potere a palazzo. Il Re Luigi XIII vorrebbe che Tréville prenda il posto dell’ecclesiastico. Il Capitano però, ritenendosi un uomo d’azione e non un politico, declina gentilmente l’offerta innanzi ad un monarca piuttosto contrariato dalla scelta del suo sottoposto. Intanto la regina dà alla luce il delfino, ma attenzione, chi è il vero padre?
Si arriva così alla missione dei Moschettieri che devono prima salvare l’odiato Rochefort da un linciaggio e poi andare a liberare il generale de Roix, dato per morto e invece solo rapito dagli Spagnoli.
La missione viene eseguita con l’aiuto di Rochefort, unico a conoscenza del vero destino del generale, nonché del suo luogo di prigionia. Al ritorno a Parigi, il lacchè di Richelieu viene salutato come eroe della patria, tanto che viene nominato primo ministro al posto del defunto Cardinale.
Ovviamente non è tutto come sembra e Rochefort, sempre avvezzo a doppi e tripli giochi, ha fatto in realtà un patto con gli spagnoli per favorirli dall’interno del conflitto politico contro la Francia.
Sul versante sentimentale Constance ha preferito restare con suo marito, Bonacieux, ma, dopo essere stata assunta come guardarobiera dalla Regina Anna, sarà a contatto con D’Artagnan, che non ha perso tempo ed è stato molto felice di conoscere la sorella del generale, tenuta prigioniera insieme a lui.

I soliti moschettieri valorosi e canaglie

Valutare una serie come The Musketeers risulta difficile se non si tiene conto che si tratta di uno show di genere con tutti i pregi e i difetti che si porta dietro una tale definizione.
Chi ama ed ha amato da sempre le atmosfere, la storia ed il character design de I Tre Moschettieri si troverà perfettamente a proprio agio: il genere “cappa e spada” cui appartiene lo show della BBC, è perfettamente riassunto nella nuova serie.
Gli autori sanno dosare bene scene di azione e costruzione della storia, che presenta tutti gli elementi fondamentali: storie d’amore controverse, trame politiche e doppi giochi, segreti inconfessabili.
I personaggi poi, ben lungi dal trovare una profondità che li renda complessi e pieni di sfaccettature, risultano di sin troppo facile interpretazione, con una connotazione morale di ordine tipicamente manicheo.Il pubblico saprà sempre da quale parte essi siano. I quattro moschettieri, poi, benchè tutti simpatici e facilmente apprezzabili, risultano fin troppo simili gli uni agli altri.
In verità il taglio della serie sicuramente non tiene conto di tali limiti alla narrazione poiché si concentra sugli aspetti esteriori, cioè sulle scene di azione e su un elementare dualismo su chi vuole il bene della Francia e del Re e su chi segue il suo tornaconto a danno della patria.

The Musketeers - Stagione 2 Il giudizio su The Musketeers non può prescindere dall’apprezzamento che può avere uno spettatore per il genere di riferimento dello show targato BBC. Pertanto resta comunque positiva la valutazione per tutti coloro che sanno di aspettarsi intrighi politici e suoni di lame che stridono, mentre chi non ha mai potuto sopportare la boria euforica dei personaggi di Alexandre Dumas non avrà di sicuro modo di cambiare idea. Tra i dati che obiettivamente risaltano positivamente c’è la messa in scena e l’ambientazione: la Francia di Luigi XIII viene riprodotta in modo appropriato e ben contestualizzata. Rimane qualche dubbio sull’impostazione attoriale, ma ciò può dipendere dalla caratterizzazione volutamente poco complessa dei personaggi, e sui dialoghi che sembrano piuttosto posticci e forzati nel linguaggio, quando si tenta di riprodurre il lessico dell’epoca originaria, cosa che succede soprattutto nelle scene innanzi al Re, mentre risultano fin troppo moderni quando i Moschettieri si muovono in altri ambienti meno aristocratici.