First look The Secret Circle - Stagione 1

La nuova serie teen-fantasy della CW incentrata su streghe e stregoni

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The Secret Circle

Giovedì, in America, è ufficialmente cominciato The Secret Circle, nuovo telefilm fantasy-adolescenziale che avrebbe dovuto essere creato da Kevin Williamson come una sorta di cugino di "The Vampire Diaries" e che annovera nel cast sia la bellissima Britt Robertson, ex protagonista del cancellato “Life Unexpected” sia il talentuoso Thomas Dekker, spuntato fuori da "Heroes" e cimentatosi successivamente in alcuni film d'autore. La serie è anch'essa ispirata ai libri della stessa autrice di “The Vampire Diaries” ed è incentrata sulla bella Cassie Blake, giovane ragazza che, dopo aver sofferto la morte della madre, è costretta ad andare a vivere con la nonna proprio nella piccola cittadina d'infanzia dove la madre spese la propria gioventù e dove accadono fatti piuttosto strani. Come sempre noi di SerialEye abbiamo analizzato per voi il primo episodio di questa nuova serie per cercare di farvi capire di che cosa si tratta e se meriti una possibilità o meno.

BOY MEETS CURL...

Sin dalle prime scene ci è tutto familiare. La scena iniziale di The Secret Circle tenta di essere simile a quella che fu la scena iniziale di “The Vampire Diaries” e a quella che potrebbe essere la scena d'apertura di un ipotetico film di Scream. Anche il quartiere residenziale dove risiede la casa della nonna della protagonista Cassie Blake è estremamente familiare, visto che l'abitazione è la famosa “Casa Gialla” di Frank Black in “Millennium”, e questo lo si intuisce subito dalla facciata(non più gialla), dalle magnifiche finestre e dalle scalette che portano al piano di sopra. Purtroppo non sono solo queste le cose familiari. La nuova serie teen-fantasy targata CW tenta di innovare il genere oramai defunto dei teen-drama, arricchendolo con degli intrighi e dei misteri in stile “Vampire Diaries”, anche se più leggeri. Purtroppo questo tentativo è del tutto vano, perchè la via per innovare i teen-drama non è certamente questa, troppi clichè, troppi elementi già visti e troppe situazioni già sperimentate che ci fanno pensare immediatamente: “been there, seen that”. La piccola cittadina americana (fittizia in questo caso) non è un'idea originale ma potrebbe anche funzionare se ci fosse di mezzo Stephen King o se almeno la struttura della “small town” colma di segreti fosse funzionale a se stessa e al suo scopo. A gravare sul tutto sono poi i ruoli dei vari personaggi, davvero troppo prevedibili e stereotipati. La bella e dolce ragazza che ha appena perso la madre arriva in città e subito deve fare le varie conoscenze del caso. Abbiamo l'affascinante ragazzo che sembra inesplicabilmente e forzatamente connesso alla protagonista, nonostante il ragazzo in questione sia già fidanzato. Abbiamo la classica “bad-girl-troublemaker” che deve essere la più tutta di tutti, abbiamo il vicino sospetto ed abbiamo anche la classica brava ragazza diplomatica che cerca di essere amica della protagonista bilanciando l'atteggiamento delle cattive ragazze. Il tutto, specialmente messo insieme, sa veramente troppo di già visto.

...GIRL MEETS ROY

A parte quelli che sono i ruoli e le posizioni c'è però l'aspetto fantasy della serie, l'aspetto letteralmente magico che dovrebbe differenziare vagamente il prodotto. Al suo arrivo in città infatti Cassie comincerà ad essere protagonista di strani fatti ed eventi che coinvolgono i suoi coetanei. Il tutto ci porterà a scoprire il “circle”, il circolo, ovvero una sorta di cricca per streghe e stregoni adolescenti che devono sfruttare i loro poteri per un non precisato motivo e che devono anche farlo non come un Harry Potter in una scuola tutta infighettata ed appositamente creata modello Hogwarts, ma devono farlo assolutamente di nascosto per non farsi scoprire dai grandi, dai loro genitori(o di quello che ne rimane visto che gran parte di loro sono morti); d'altronde questi sono i problemi che i giovani stregoni e le giovani streghette devono affrontare al giorno d'oggi.
A salvare un po' la baracca comunque ci pensano i due attori principali, Britt Robertson e Tom Dekker, che dimostrano di essere l'unica cosa veramente decente del pacchetto. La bella Brittany recita in modo un po' altalenante, facendo sfoggio di un certo fascino e di una discreta bravura pur rimanendo leggermente ripetitiva a livello espressivo e non differenziandosi enormemente dal suo ruolo in “Life Unexpected”. Tom Dekker invece dimostra che le recenti esperienze nel campo del cinema indie gli hanno giovato abbastanza, visto che è il membro più convincente del cast. Per quanto riguarda quest'ultimo, beh, non abbiamo molto da dire. A parte Natasha Henstridge di “Eli Stone”, l'unico membro della ciurma a convincere sufficientemente (protagonisti esclusi) è Adam Harrington, che apparirà in alcuni episodi dell'attesissimo “Luck” della HBO e che più recentemente abbiamo potuto vedere in “Dexter” ma, soprattutto, nell'oramai pietra miliare videoludica “L.A. Noire”. In “L.A. Noire”, Harrington ha prestato il suo volto al fastidiosissimo, odiosissimo ed ammaliante Roy Earle mentre in The Secret Circle ricopre il ruolo del padre semi-alcolista di Adam (Dekker). Per il resto ci sono dei volti già visti di sfuggita come Ashley Crow, Jessica Parker Kennedy e Phoebe Tonkin (una delle mocciose australiane protagoniste di “H2O”, uno di quegli obrobri per ragazzine frustrate mandati in onda da Italia 1).

The Secret Circle - Stagione 1 WINGARDIUM FAILIOSA The Secret Circle sarà anche riuscito ad “incantare” gli ascolti, visto che ha ottenuti i migliori ratings della storia della CW per quanto riguarda la fascia demografica femminile, ma non è di certo riuscito ad incantare noi. Almeno per quanto riguarda il pilot, il coinvolgimento di Kevin Williamson è stato praticamente inesistente e lo si è capito amaramente. Se ci avete fatto caso, all'inizio dell'articolo, abbiamo detto che il telefilm “avrebbe” dovuto essere creato dal genio di “Dawson's Creek” e “Scream”, ma alla fine non si è capito se lui lo abbia creato solo di nome per fungere poi al massimo da consigliere o se alla fine abbia effettivamente creato lui la serie ma abbia poi lasciato tutto nelle mani di altri (come era stato svelato) per concentrarsi esclusivamente su “The Vampire Diaries” ed agire solamente da supervisore per The Secret Circle. I fatti comunque dicono che quasi ogni elemento Williamsoniano è inesistente ed è dimostrato soprattutto da una sceneggiatura davvero anonima e mediocre. La CW avrà anche cambiato presidente, starà anche cercando di cambiare un po' immagine e target, eppure nel giro di pochi giorni ha rifilato due prodotti assolutamente insufficienti come Ringer e The Secret Circle, che oltre a non trionfare dal punto di vista della qualità non riescono nemmeno a rinnovare leggermente l'immagine del network, visto che rispecchiano in pieno ciò che il network già è. A questo punto rimaniamo comunque curiosi di vedere dove questa serie di maghi e streghette andrà a parare, sperando, quasi sicuramente invano, che tra il pilot e gli episodi successivi ci sia stato un drastico cambio di direzione. Se per ora dovessimo dare un giudizio definitivo in merito al “Circolo Segreto”, potremmo solamente concludere dicendo che: “Britt Robertson è sempre più bella ad ogni serie che passa”.