First look The Shannara Chronicles - Stagione 1

La serie The Shannara Chronicles, in onda in Italia su Sky Atlantic, al suo esordio non convince del tutto nonostante la splendida ambientazione e il fascino della storia ideata dallo scrittore Terry Brooks.

first look The Shannara Chronicles - Stagione 1
Articolo a cura di

Dal 15 gennaio è in onda su Sky la prima stagione di The Shannara Chronicles, adattamento per il piccolos chermo della saga fantasy di Terry Brooks ambientata in un futuro post-apocalittico, dove la Terra è stata completamente trasformata da un conflitto nucleare, ripopolata da elfi e personaggi magici e con il futuro affidato a tre ragazzi.
La serie ha debuttato su MTV e qualche giorno dopo è sbarcata in Italia sul canale satellitare Sky Atlantic in onda ogni venerdì sera, accompagnata anche da un efficace battage pubblicitario culminato con l'installazione di una riproduzione dell'albero sacro all'ingresso della Stazione Centrale di Milano.
Sviluppata da Alfred Gough e Miles Millar, autori di Smallville, The Shannara Chronicles è co-prodotta da Jonathan Liebesman e Jon Favreau.

Un mondo fantastico in pericolo

La tranquilla esistenza delle Quattro Terre è improvvisamente minacciata dal ritorno dei demoni, rinchiusi in una magica prigione e sinora intrappolati grazie alla collaborazione di Ellcrys: l'albero sacro che con la sua energia contribuisce nel tenerli a bada. Ora questa magia sta morendo e ogni sua foglia che cade a terra un demone esce dalla prigione.
Per cercare di arginare il pericolo arriva in soccorso il druido Allanon, risvegliatosi da un sonno decennale, che si mette in contatto con Will (Austin Butler), un giovane mezzelfo a cui è affidato il futuro dell'intero pianeta.
Nel frattempo la principessa Amberle (Poppy Drayton) continua a ricevere visioni minacciose dal futuro e decide di imbarcarsi nell'impresa di affrontare una prova molto pericolosa per far parte dei Sette Eletti, ai quali viene affidato il compito di proteggere l'albero sacro.
Ai due si aggiunge anche Eretria (Ivana Baquero), una nomade rover, appartenente alla tribù dei razziatori.
La trama segue le vicende del secondo libro della saga, pubblicata nel 1982, intitolato Le pietre magiche di Shannara.

Splendide scenografie, dialoghi deludenti

La scelta di cominciare la trasposizione televisiva dal secondo romanzo della serie letteraria scritta da Terry Brooks è probabilmente dettata dal fatto che il primo libro è molto simile, per alcuni fin troppo, al ben più famoso Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, tuttavia molti degli elementi sono stati inglobati nella narrazione della serie e da questo punto di vista la comprensione non ne risente. Rispetto ad altri prodotti del genere fantasy, The Shannara Chronicles è chiaramente rivolto a un pubblico teen, con alcune caratteristiche ben definite che confermano il target a cui la serie è indirizzata, composta da protagonisti giovani, un'atmosfera leggera e delle dinamiche molto basilari e non troppo approfondite.
Il punto di forza del serial sembra essere l'impianto scenografico, dal fascino indiscusso. Le riprese si sono svolte nella splendida Nuova Zelanda, ricca di location dall'indubbia aura magica, perfetta per ricreare un'ambientazione d'altri tempi ma profondamente legata alla natura, dalle sfumature cromatiche talmente intense da ipnotizzare. Buono anche il ritmo di una regia abbastanza canonica e che si limita a un'ordinaria amministrazione senza eccellere particolarmente.
Se le scenografie e la fotografia sono da annoverare tra i punti di forza della serie, altrettanto non si può dire del livello di recitazione. Finora i tre attori protagonisti non hanno dimostrato un carisma adeguato a ruoli certamente stereotipati ma che forse proprio per questo motivo avrebbero avuto bisogno di interpreti più carismatici. Una nota di merito invece per attori più esperti ma con un ruolo secondario come Manu Bennett e John Rhys-Davies.

The Shannara Chronicles - Stagione 1 I veri limiti di The Shannara Chronicles per il momento riguardano soprattutto una povertà imbarazzante nei dialoghi e dei personaggi che sembrano troppe volte spaesati e senza una vera e propria anima. Da questo punto di vista le premesse per il futuro del serial non sembrano affatto buone.