First look The Simpsons - Stagione 23

La famiglia più famosa di Springfield ritorna in tv, per il suo ventitreesimo anno...

Articolo a cura di
Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

E’ sempre difficile separarsi da una cosa che ci accompagna per tanto tempo, che ci ha fatto vivere momenti felici, che ci ha rallegrato intere giornate e che in qualche modo ha donato, mutando anche, frasi o modi d’essere di intere generazioni. Beh, stiamo pur sempre parlando di quasi 23 anni e sì, stiamo pur sempre parlando dei Simpson. Le creature di Matt Groening hanno creato nel corso del tempo un vero e proprio fenomeno mediatico, nonché un’intera struttura basata su un franchise che, ad oggi, frutta ancora svariati milioni di dollari a cadenza regolare. D’altronde il fenomeno è stato di quelli capaci di modificare l’intero comparto televisivo, permettendo cosi’ ai famosi abitanti di Springfield di entrare con passo roboante nell’intero immaginario collettivo. Il modus vivendi di Homer, le peripezie di Bart, cosi’ come le tante diverse storie che accomunano ogni singolo personaggio della città sono ormai impresse nella mente di chi, con questi buffi omini gialli, è cresciuto, guardandoli quotidianamente al ritorno da scuola o da lavoro. Ed è questa la loro forza: riguardare quelle opere pregne d’ironia, gag spassose e pura genialità più e più volte senza mai stancarsi. Esempio su tutte le 2 puntate inerenti al “Chi ha sparato al Signor Burns?”. Ma, e qui finisce la nostra breve fanfara di ricordi, non tutto dura in eterno. Ed è ora che anche il buon Groening, vittima e succube di questa gallina dalle uova d’oro, si decida a staccare la spina.

Per la serie "quando il troppo stroppia"

Tornando indietro di qualche anno, ricordiamo la dichiarazione fatta ai tempi dell’uscita del film dei Simpsons al cinema, dove lo stesso Matt si lasciò scappare che avrebbe concluso, proprio con l’uscita del film, le peripezie televisive dei Simpson. Così non è stato, e la parabola discendente già iniziata ai tempi precipitò man mano verso un baratro sempre più profondo. In principio furono gli show rivali a dover competere con il fenomeno Simpson, venendo travolti da una verve ed un caratterizzazione mai vista prima, nonché da minitrame interessanti che scimmiottavano a più parti la vita di un’ ordinaria famiglia americana. Ad oggi, vista la precarietà e la saturazione dell’originalità dilagante, sono gli stessi Simpson a doversi autocitare o a prendere in prestito gag e situazioni più o meno velate da altri show, come Family Guy.
Ed è inutile dire come il livello medio sia sceso sotto soglie tutt’altro che raccomandabili. Basti vedere i 3 episodi iniziali di questa ventitreesima stagione: a dir poco fiacchi e banali, che non faticano a trasmettere un deja vù costante. Il tutto inizia con la risposta data allo pseudo cliffhanger sganciato nello scorso season finale, il quale vedeva l’uomo dei fumetti nell’intento di creare un sondaggio rivolto al pubblico, sondaggio che chiedeva il parere sulla nuova coppia formatasi, ossia quella di Edna e Ned Flanders.
Nel primo episodio vediamo Homer alle prese con un suo nuovo collega di lavoro, il quale si rivelerà nientemeno che un ex agente del governo con un passato decisamente tormentato. Un personaggio che offre più di qualche analogia con vari individui già visti in passato, primo tra tutti l’ex segretario di Homer avuto durante la sua breve nomina a capo della centrale in un episodio di svariati anni fa. Come contorno alla puntata ritroviamo situazioni in quel di Boe o nella centrale stessa che, tranne per qualche battuta, faticano a strapparci un sorriso.
La seconda puntata vede Bart iniziare un rapporto amichevole con il sovrintendente Chalmers (uno dei pochi personaggi non ancora approfonditi), rapporto che porterà i suoi indubbi benefici nel comportamento del ragazzo, vantaggi che però dureranno ben poco. Nella terza ritroviamo il noto filone delle puntate a tema di Halloween inaugurato ormai 22 anni fa, che da sempre, per genialità e sceneggiatura, sono un po’ il fiore all’occhiello di ogni stagione. Ma anche qui vediamo come le idee innovative siano tutt’altro che presenti, con una parte finale (la puntata come sempre è divisa in 3 ministorie) ispirata ad Avatar assolutamente agghiacciante.

Saturazione dei contenuti... in attesa dell'episodio n.500

Insomma, basta una visione anche superficiale di una di queste tre puntate per capire come il degrado iniziato ormai qualche anno fa continui imperterrito ancora oggi. Basta mettere a confronto una puntata qualsiasi delle prime 15 stagioni contro una delle nuove per capire che l’unico miglioramento fatto riguarda le pure e semplici animazioni del serial. Ma questa è una conseguenza naturale di un’eccessiva saturazione dei contenuti, nonché di una caratterizzazione dei personaggi ormai nota e prevedibile. Ci avviciniamo all’episodio 500, annunciato in pompa magna dai tempi del Comicon 2011 e previsto verso febbraio, ma le speranze sono ormai assopite. Il problema maggiore resta lo share, addirittura aumentato in questi 3 episodi rispetto alla stagione precedente, e si sa, finchè c’è pubblico...

I Simpson - Stagione 23 Insomma, sembra proprio che I Simpson abbiano ormai detto tutto quello che avevano da dire, dopo ben 23 anni di (quasi) onorata carriera. E’ tempo ora di staccare la spina, e la cosa diventa sempre più palese ad ogni nuova puntata, dove le autocitazioni viste e riviste, nonché battute che per scarsità d’alternativa sfociano spesso nel cattivo gusto, hanno ormai preso il sopravvento. Ma la stagione è appena iniziata e si spera sempre in un qualche miracolo, o in una puntata almeno degna di nota (chi ha parlato del 500esimo episodio?).