The Walking Dead 7x01: La speranza è la prima a morire

La serie zombie della AMC riparte col botto, affrontando le conseguenze del frustrante cliffhanger conclusivo della sesta stagione.

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Sono passati ormai sei anni da quando The Walking Dead debuttò su AMC negli Stati Uniti, e la serie creata da Frank Darabont - e attualmente gestita da Scott M. Gimple - non accenna minimamente a volersi fermare (d'altronde Robert Kirkman, autore del fumetto originale, ha definito la propria opera "uno zombie movie che non finisce"). Arrivata alla settima stagione, la serie continua a battere record d'ascolti e far parlare di sé, sebbene non sempre in termini positivi. La settima annata, infatti, doveva fare i conti, nel primo episodio, con il controverso cliffhanger al termine della sesta: la morte di uno dei membri del gruppo di Rick per mano del sadico Negan, girata in modo tale che l'identità della vittima rimanesse un mistero fino alla puntata successiva. Una scelta narrativa al contempo audace e frustrante, che di primo acchito poteva essere vista come una presa in giro nei confronti dei fan o un modo per mettere alla prova la loro lealtà (difatti alcuni appassionati di vecchia data hanno deciso di abbandonare la serie, stando a commenti letti sui social).


Cattivo fino all'osso

È dunque una situazione spinosa quella in cui si trova The Walking Dead all'inizio della settima annata, ma ci si rende presto conto che il beneficio del dubbio nei confronti dello showrunner era una scelta azzeccata alla luce del cliffhanger di cui sopra. Certo, la sequenza stessa rimane un attimino maldestra, ma ha posto le basi per un ottimo esercizio di suspense che Gimple mette in atto in una season premiere a dir poco spietata. Eh sì, perché prima di arrivare al momento fatidico lo showrunner gioca con i primi piani e la temporalità, aspettando quasi metà episodio prima di svelare al pubblico, stremato dalla suspense, il nome della persona brutalmente fatta a pezzi da Negan e dalla sua amata Lucille, la mazza da baseball col filo spinato. Saltando tra passato e presente, Gimple rende sempre più tangibile un mondo giunto alla disperazione totale, dove anche i durissimi Daryl e Michonne non sembrano più tanto invulnerabili. E in mezzo a tutto questo c'è l'architetto di cotanta sofferenza, quel Negan annunciato nel corso della sesta stagione e poi svelato nel finale, privo del turpiloquio che caratterizza la sua controparte a fumetti (ma nella versione DVD/Blu-ray il suo linguaggio sarà più aderente a quello di Kirkman), ma non per questo meno temibile. Armato di un sorriso beffardo e del giusto miscuglio di carisma e rabbia, Jeffrey Dean Morgan rende giustizia al Negan cartaceo e ci regala un cattivo che, se la stagione proseguirà allo stesso livello, potrebbe tranquillamente superare il mai dimenticato Governatore di David Morrissey. Perché come dice lo stesso antagonista, ora tutto appartiene a lui. Anche la nostra attenzione da spettatori.