First look Wilfred - Stagione 2

Le avventure surreali di Ryan e di Wilred, cane che Ryan vede con fattezze umane...

Articolo a cura di
Nicola Della Pergola Nicola Della Pergola da bambino ricevette in regalo una VHS di Indiana Jones e da allora non ha più abbandonato la passione per i film e per le serie tv. Decide però di dedicarsi anche ad altro e comincia quindi una discreta collezione di scacchiere. Legge, scrive e fa siti web. Si annoia raramente e mai quando è da solo [cit.]. Stalkeratelo su Facebook

A meno di un anno dalla sua ultima puntata, Elijah Wood e Jason Gann tornano a vestire i panni di Ryan e del suo fidato (?) amico Wilfred, in una delle serie più surreali dello scorso anno. L’andamento altalenante della prima stagione ha lasciato alcuni dubbi, pur consegnando al pubblico un prodotto tutto sommato piacevole. Vediamo quindi questa nuova avventura come è cominciata.

Dove eravamo rimasti

Ryan è un giovane avvocato insoddisfatto di sé e della propria vita. Frustrato, solitario, al limite del sociopatico, arriva a tentare il suicidio con un mix di sonniferi e droghe. Ma anche il suicidio è troppo per lui e finisce per essere, solo, un evento traumatico al seguito del quale compare nella sua vita Wilfred, il cane della vicina di casa. Un amico a quattro zampe dunque? No, non proprio. Ryan vede infatti il simpatico cagnolone come un uomo vestito da cane, capace di parlare e agire nel mondo degli umani con estremo distaccato cinismo. Il rapporto tra Ryan e Wilfred diventa in ogni puntata più morboso, con il cane che rappresenta sempre più le pulsioni “animalesche” del ragazzo, in un delirante percorso verso la follia. Il finale era poi da psicoanalisi vera e propria: Ryan scopre che la cantina dove aveva condiviso buona parte del tempo con Wilfred semplicemente non esiste. Era quindi tutto frutto della sua mente? Wilfred era solo una proiezione delle sue angosce? E che ne è di Jenna (Fiona Gubelmann), la bella padroncina del cane?
Dei quesiti che meritano senza dubbio risposta.

Nel tunnel fra pazzia e realtà

Le prime puntate della nuova stagione cercano di ricucire uno strappo che si era fatto troppo largo negli ultimi episodi. Il bello della serie è infatti il rapporto tra Ryan e Wilfred e metterlo in discussione fu una scelta coraggiosa da parte degli sceneggiatori che non portò però a grandi risultati (né in qualità né in ascolti). Meglio correre ai ripari quindi, e provare a far tornare i due protagonisti inseparabili, a resettare con un colpo di spugna le ultimissime vicissitudini, nonostante gli iniziali sforzi di Ryan di riacquistare una lucidità mentale che pare ormai del tutto compromessa.
Purtroppo però questo lavoro di riavvicinamento appare lento e macchinoso e i primi 40 minuti faticano a scorrere, perdendo la seconda caratteristica (oltre al surrealismo) che aveva caratterizzato la prima stagione: l’ilarità. I dialoghi si fanno subito più intensi, più sentiti forse, ma decisamente meno divertenti, meno irriverenti, meno originali. L’idea che Wilfred possa davvero essere una proiezione inconscia delle pulsioni di Ryan è stimolante ma il tono cupo delle prime due puntate ha tolto un po’ di smalto e di interesse a quella che dovrebbe pur rimanere una comedy dal sapore onirico e non un dramma dal retrogusto divertente.

Wilfred - Stagione 2 Come detto le prime due puntate sono servite agli sceneggiatori a riportare la serie sui binari della prima stagione. Wilfred e Ryan, Ryan e Wilfred, due entità indissolubili legate da un filo la cui natura non è ancora ben chiara. Purtroppo la qualità del prodotto non è sembrata all’altezza delle aspettative, pur riscontrando un discreto successo in fatto di ascolti. L’impressione è che adesso ci si trovi ad un bivio: si vorrà puntare ancora sul lato divertente del rapporto tra i due protagonisti, o si cercherà invece di dare alla serie un identikit più psicologico? Probabile che sia in un caso che nell’altro qualcuno rimanga deluso, ma a noi le risate strappate nella prima stagione già mancano un po’.