First look Wolf Hall

La serie tv inglese tratta dai romanzi di Hilary Mantel e ambientata ai tempi di Enrico VIII, tra intrighi di palazzo e giochi di potere, incentrata sulla figua di Thomas Cromwell.

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Wolf Hall, traducibile liberamente come la tana del lupo, è la nuova miniserie BBC di ambientazione storica, trasmessa sul secondo canale dell'emittente inglese tra gennaio e febbraio e ora negli Stati Uniti da PBS. Tratti dai romanzi Wolf Hall e Bring Up the Bodies di Hilary Mantel, i sei episodi (della durata di un'ora ciascuno) si concentrano sulla rapida ascesa al potere del politico inglese Thomas Cromwell, primo Conte di Essex, optando su vie narrative poco inclini alla pura fedeltà biografica. Dirette dal regista televisivo Peter Kosminsky (autore nel 1992 della discreta trasposizione su grande schermo di un classico come Cime tempestose), la mezza dozzina di puntate possono contare su un cast di prim'ordine che, oltre al protagonista interpretato da Mark Rylance (considerato il più grande interprete teatrale della sua generazione) vedono la partecipazione di attori di rilievo del panorama britannico come Damian Lewis (L'acchiappasogni), Claire Foy (L'ultimo dei templari), Bernard Hill (Il signore degli anelli), Richard Dillane (Il cavaliere oscuro) e del grande Jonathan Pryce (Brazil) nei panni del cardinale Wolsey.

Lupi e agnelli

Nel primo episodio di Wolf Hall, ambientato nel 1520, l'Inghilterra è a un passo dal disastro. Se infatti il Re dovesse morire senza un erede, le conseguenze potrebbero condurre ad una guerra civile. Enrico VIII vorrebbe perciò annullare il suo matrimonio, durato vent'anni e senza figli, per poter sposare Anna Bolena, trovando però una forte opposizione da parte del Papa e dell'Europa intera. Le colpe finiscono ben presto per ricadere sul cardinale Wolsey, che da uomo fidato del sovrano si trova in una condizione di reietto. Unico alleato dell'uomo di Chiesa sembra essere lo scaltro e saggio Thomas Cromwell, impegnato a trovare una soluzione che possa stabilizzare l'intero regno.

Produzione regale

Se il buongiorno si vede dal mattino, Wolf Hall ha tutte le carte in regola per rivelarsi un piccolo gioiello televisivo. In questi primi sessanta minuti, infatti, il regista riesce nella non semplice impresa di appassionare con la fase introduttiva, mostrandoci alcuni dei personaggi principali con calcolate "pennellate" in grado di caratterizzare sin dalle prime battute i rispettivi intenti e speranze, concentrandosi in particolare sul rapporto tra Cromwell e Wolsey. Kosminsky inoltre ha il merito di appassionare, grazie a scelte stilistiche mai banali, e ad una narrazione compassata e introspettiva, che scava nelle psicologie e si addentra con millimetrica precisione negli intrighi di palazzo, costruendo una fitta tela di rancori e simpatie che avranno presumibilmente sviluppo nel proseguio della serie.
Con un affascinante impatto visivo nella scelta delle ambientazioni (in quasi totalità le scene sono state girate nei ruoli reali che profumano di vera storia) e un sobrio e fedele rispetto di costumi e scenografie del periodo storico, il comparto tecnico si rivela già solido per il divenire. Così come l'eccellenza attoriale incarnata sia dai numerosi attori secondari che dalla mastodontica prova del protagonista Mark Rylance, in grado di "comunicare" sensazioni anche solo con lo sguardo.

Wolf Hall Con un primo episodio intenso e appassionante nella sua apparentemente statica sobrietà, in realtà foriera di sensazioni e risvolti che si svilupperanno in quelli successivi, Wolf Hall raggiunge almeno per ora picchi di qualità artistica non comuni, da una regia calibrata ed ispirata ad interpretazioni di altissimo livello, trasportandoci grazie alle efficaci scelte tecniche e stilistiche negli intrighi di palazzo alla corte di Re Enrico VIII.

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