Half season Breaking Bad - Stagione 3

Un fast food che vende metanfetamine e pollo fritto? Questo e altro su Breaking Bad

half season Breaking Bad - Stagione 3
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Siete affamati. Entrate disperati nel solito fast food di periferia: menù a 5.99 dollari ed un cassiere dal berretto a dir poco ridicolo. Il boss in cravatta vi sembra un tipo apposto ed ordinate una porzione gigante di ali di pollo fritte. Divorate il tutto ungendo ben bene le mani nella pastella quando ad un certo punto qualcosa fa “crunch” fra i vostri denti. Estraete il piccolo ammasso oleso, lo strofinate col tovagliolo ma invece di una pepita d’oro ne esce uno strano cristallo blu. Siete da “Pollos Hermanos” il distributore di metanfetamine più grande d’america. Siete gli utilizzatori finali della droga chimica prodotta da uno sfortunato professore del New Mexico. Siete su Breaking Bad.

Dipendenze

Le cose non accennano a migliorare per la coppia Mr. White (Bryan Cranston) e Mr. Pink (Aaron Paul) che come un buco nero inghiottono chiunque gli graviti intorno, in una spirale di violenza e frustrazione. E’ il caso di Skyler (Anna Gunn) che caccia letteralmente di casa Walt ma è inevitabilmente costretta a riprenderlo fra le mura domestiche. Denunciare l’attività criminale del proprio marito alle autorità non gioverebbe di certo nè al nome nè al portafogli della famiglia (specialmente se questa è composta da un ragazzo ritardato e un dolce bebè). Ma, come vedrete, ci sono molti modi per distrarsi e allo stesso tempo riprendersi una rivincita sul marito “cattivo”. Chi invece perde letteralmente la testa (e rischia davvero di farlo) è il cognato agente dell’antidroga Hank Schrader (Dean Norris). Come ricorderete, nel corso della seconda stagione, la squadra di Hank è vittima di un attentato dinamitardo da parte del cartello della droga messicano. In una scena spettacolare, una tartaruga con sopra la testa mozzata di un narcotrafficante (interpretato da Danny Trejo, volto noto ai fan di Robert Rodriguez e protagonista dell’atteso Machete) esplode ed uccide alcuni agenti impegnati in un’operazione a El Paso. Hank esce fisicamente illeso ma psicologicamente devastato. Così, nel corso di questa prima parte di stagione lo vedremo impegnato a trovare il famigerato “Heisenberg” alias suo cognato Walt. Il lavoro diverrà ossessione, l’ossessione diverrà dipendenza e, come Breaking Bad insegna, la dipendenza fa commettere brutti errori.

Il cuore perverso del potere

Ma che fine hanno fatto i due gemelli messicani che con un esplosione in stile Mission Impossible entravano negli States per uccidere il nostro Walt? Innanzitutto, come avrete intuito, rappresentano il “debito” da pagare dopo le numerose vicissitudini che hanno portato la coppia White&Pinkman a sbarazzarsi di Tuco, il narcotrafficante messicano che li teneva sotto scacco. I gemelli, nella loro apparente tranquillità, vanno a braccetto con il personaggio di Gus, il proprietario del “Pollos Hermanos”, alias il più grande distributore di droga degli Stati Uniti. Entrambe le figure esercitano il proprio potere attraverso lo sguardo e attraverso uno snervante silenzio. Certamente i gemelli non lesinano gentilezze e li vedremo spesso molto risoluti e spietati, eppure la figura che funziona di più in questa prima parte è certamente Gus. Egli è l’emblema del potere dalle “due facce”: una pulita, cortese, burocratica e l’altra (riflessa attraverso la prima) sporca, oscena, spietata. Il volto incravattato di Gus è la sintesi dell’universo fin’ora raccontato in Breaking Bad: un mondo dalla “razionalità selvaggia”, in cui il lavoro sporco non è l’eccezione alla regola, ma il centro nevralgico senza il quale il sistema non avrebbe senso di esistere. Poi, come dice Walter “sopravviviamo e tutto si dimentica perchè dobbiamo andare avanti, è nella natura umana”.

Note grigie & note di stile

In ogni caso, Breaking Bad non la butta certo sul tragico e in questi episodi sfodera una serie di gag grottesche che portano ancora una volta alla ribalta il talento di Bryan Cranston come attore tragicomico (una fra tutte l’episodio della “pizza sul tetto”). Peccato per altri personaggi che vengono letteralmente accantonati (il figlio W. Junior e la moglie di Hank che nella prima serie scoprivamo avere il vizio del taccheggio di cui nessuno parla più). Altre note grigie sono l’eccessiva ripetizione dello schema narrativo (teaser inziale-successione di eventi-colpo di scena finale) e l’altrettanto eccessiva velocità con cui si svolgono e risolvono le vicende (in una manciata di episodi Jesse è completamente guarito dalla tossicodipendenza). Per il resto è difficile trovare punti deboli tecnici poichè lo staff di Breaking Bad, guidato dal creatore Vince Gilligan e dall’eccelente regia di Michelle MacLaren, è davvero al top della propria categoria.

Breaking Bad - Stagione 3 La cavalcata del serial made in AMC non stenta a fermarsi. A volte con pareri discordanti, i fan di Breaking Bad continuano a decretarne il successo e le numerose candidature e vittorie agli ultimi Emmy lo confermano. Vedremo come andrà finire dopo il colpo di scena di questa prima metà di stagione. C’è molta carne al fuoco, anzi, molto “pollos”...