Half season Fargo - Stagione 2

La seconda stagione di Fargo, dopo la messa in onda di metà degli episodi previsti, conferma l'ottimo livello raggiunto dalla serie antologica, in particolare grazie alle interpretazioni del suo cast

half season Fargo - Stagione 2
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Su Sky Atlantic, ogni martedì sera, continuano gli episodi di Fargo, la serie antologica prodotta dai fratelli Coen e creata da Noah Hawley.
Giunti ormai a metà stagione si può fare il punto della situazione sull'evolversi della trama di questo secondo capitolo, ambientato nei dintorni della cittadina di Luverne, nel 1979.
Protagonista è il giovane Lou Solverson (Patrick Wilson), padre della futura giovane agente Molly (Allison Tolman) e già apparso nella prima stagione. Lou, insieme allo sceriffo Hank Larsson (Ted Danson), indaga su un triplice omicidio a Sioux Falls nel quale è coinvolta la famiglia malavitosa dei Gerhardt, in lotta con la mafia di Kansas City per il controllo della zona.

Faida tra famiglie: Gerhardt vs. Kansas City

Se nella prima stagione la trama verteva principalmente sul filone narrativo riguardante Lester Nygaard (Martin Freeman) e la sua inesorabile discesa agli inferi, alimentata anche dall'incontro con il delinquente Lorne Malvo (Billy Bob Thornton), in questa seconda parabola antologica delle cupe vicende che animano il cuore del Minnesota, è la lotta agguerrita tra due istituzioni criminali a animare con sanguinolenta tensione il bianco e gelido immobilismo di quei luoghi.
Da un lato troviamo il più classico degli imperi familiari, capitanato dal boss Otto Gerhardt (Michael Hogan) che, in seguito a un ictus improvviso, è costretto ad abdicare e lasciare il comando alla moglie Floyd (Jean Smart), impegnata a tenere a freno l'ambizione arrogante e impulsiva del figlio Dodd (Jeffrey Donovan) e l'esuberanza sfacciata della nipote Simone (Rachel Keller).
Dall'altro c'è la spavalda richiesta della mafia di Kansas City, rappresentata dal malavitoso Joe Bulo (Brad Garrett) e dal suo braccio destro Mike Milligan (Bokeem Woodbine), sempre più decisa a inglobare i Gerhardt e disposti a tutto pur di allargare le loro attività fino ai territori di Otto & co.
In questa prima parte di stagione la tensione tra le due fazioni cresce a dismisura ed è interessante constatare le problematiche insite nella famiglia Gerhardt, alle prese con invidie tra fratelli e il potere in mano a una donna, seppur fondamentale e intoccabile come la madre, e le mossi sornione e inquietanti di Kansas City che subdolamente tenta di trovare un accordo con i Gerhardt salvo poi decidere di usare le maniere forti.

Ed & Peggy: l'inquietante e ostinata ricerca della normalità

L'efficacia di una serie come Fargo nasce anche dalla splendida caratterizzazione dei personaggi, peculiarità diffusa nella filmografia dei Coen e qui confermata e avvalorata da una scelta di casting perfetta. I due coniugi Blomquist, Ed e Peggy, interpretati magnificamente da Jesse Plemons e Kirsten Dunst, rappresentano il classico esempio della coppia della provincia proletaria americana declinati in una versione più inquietante. Ed è un macellaio sempliciotto che ha come obiettivo principale quello di acquistare il negozio nel quale lavora e costruire una famiglia. Peggy è la figura più complessa della coppia e lavora come estetista in un salone di bellezza del paese. Nonostante il legame con il marito, Peggy sogna di dare una svolta alla sua vita ma l'incidente di Sioux Falls cambierà le carte in tavola e metterà i coniugi Blomquist, loro malgrado, al centro della faida tra le due fazioni mafiose.
A rendere ulteriormente sinistro e ambiguo questo complicato scenario è l'atteggiamento della coppia, che per preservare il loro equilibrio sembrano non preoccuparsi del pericolo causato dall'uccisione di Rye (Kieran Culkin), figlio minore di Otto Gerhardt.
Lo sviluppo narrativo che coinvolge Ed e Peggy è una continua e grottesca escalation di violenza, bugie e sotterfugi che tengono incollati lo spettatore fino all'ultimo minuto di ogni episodio; a metà stagione la resa dei conti a Luverne sembra dietro l'angolo ma Fargo ci ha abituati a continui colpi di scena e anche il finale di questo secondo ciclo di episodi si preannuncia più avvincente che mai.

Una serie di ottimo livello tecnico e artistico

Una delle qualità più convincenti di una serie come Fargo è senza dubbio la scelta del cast. Se la prima stagione si poggiava sulla melliflua interpretazione di Billy Bob Thornton nelle sadiche vesti del delinquente Lorne Malvo e sulla magistrale performance di Martin Freeman nei panni dell'inetto Lester Nygaard, in questa seconda stagione le scelte si stanno rivelando quanto mai azzeccate e, rispetto agli eventi del 2006, spiccano ulteriormente le interpretazioni femminili.
Kirsten Dunst torna sul piccolo schermo a dodici anni di distanza dall'ultima incursione e delinea un personaggio estremamente affascinante e penetrante: la sua Peggy Blomquist viaggia costantemente su binari alterni, mostrando talvolta una completa devozione nei confronti del marito Ed e in altre situazioni una predominante, alienata e quasi disturbante determinazione nel perseguire una linea indipendente dai canonici meccanismi familiari.
Ed è proprio la famiglia che rappresenta simbolicamente il fulcro tematico delle puntate, e al centro anche delle sanguinose dinamiche dei Gerhardt, storica cupola mafiosa di Luverne che deve vedersela con la rampante ascesa della malavita di Kansas City.
A comandare il nucleo, dopo il ritiro forzato del boss Otto, è la moglie Floyd, a cui la splendida Jean Smart dona un magnetismo dolente e spietato, riuscendo a mostrare contemporaneamente il suo lato più amorevole e umano.
Ma il fascino di Fargo si basa anche sulla confezione, estremamente curata. La fotografia, fredda e ovattata, accompagna la narrazione come un vero e proprio protagonista aggiunto, contribuendo in misura fondamentale all'attrattiva della serie. La regia, salda e ben dosata e all'apparenza discreta, non rinuncia a qualche guizzo originale e interessante, allineandosi fedelmente al contesto cinico e disincantato di uno dei prodotti televisivi più avvincenti degli ultimi anni.

Fargo - Stagione 2 Fargo, al giro di boa, continua a mantenere alto il livello di tensione e il numero dei colpi di scena, arricchendosi di una messa in scena sempre più affascinante e di interpretazioni di qualità eccellente, accompagnando lo spettatore in un vortice pulp e brutale che ipnotizza dall’inizio alla fine.