Fear The Walking Dead Stagione 2: dove eravamo rimasti

Il 21 agosto riparte la seconda stagione di Fear The Walking Dead sul canale americano AMC, dopo la pausa estiva. Ecco dove eravamo rimasti.

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Quando una serie TV come The Walking Dead ottiene un successo planetario - non a caso è lanciata verso una settima stagione che promette ancor più fuochi e fiamme - è quasi scontato che autori e produttori si siedano a tavolino per creare un prodotto collaterale, uno spin-off, un nuovo mondo legato a doppio filo con l'originale. Esattamente così, circa un anno fa, è nata Fear The Walking Dead, sempre dal papà della serie a fumetti Robert Kirkman e da Dave Erickson per il canale americano AMC. La formula del resto era semplice da ricavare, la serie principale parte in quarta, ci catapulta in una realtà già devastata, distrutta, infetta. Insieme al protagonista, che si risveglia dal coma, siamo soli all'interno di un presente irriconoscibile, dove case e strade di città prima gloriose versano in stato di abbandono, ma soprattutto dove i morti non sanno più cosa significa morire e si risvegliano sotto forma di zombie. Cosa abbia portato a tutto questo però non ci viene raccontato da nessuno, come la splendida Seattle sia diventato un cumulo di macerie e carne putrefatta è un mistero, è proprio qui che ha origine Fear The Walking Dead. Un prequel che ha il compito di spiegare a grandi linee come tutto sia iniziato, in una chiesa sconsacrata dove un gruppo di tossici muore, si trasforma e si divora a vicenda.

Tutto ha inizio

Appena un anno fa stringevamo amicizia con Nick, un ragazzo dall'animo gentile ma troppo debole per affrontare la droga, sua sorella Alicia, sua madre Madison con il compagno Travis, due insegnanti in una scuola superiore. Los Angeles è una città profondamente diversa da Seattle, eppure è facile immaginare come l'epidemia si sia diffusa più o meno allo stesso modo: i primi ceppi negli ospedali con i primi risvegli, i primi morsi, le prime urla, le prime stanze di quarantena, poi i casi isolati nelle strade, in città, con l'arrivo del governo e delle unità speciali in ogni dove. A differenza di quanto si possa pensare, sia The Walking Dead che Fear The Walking Dead non hanno lo scopo principale di spaventare, di essere prodotti horror nel senso più banale del termine, al contrario vogliono raccontare come potrebbe reagire il cervello umano in condizioni di vita estreme, di fronte ad emergenze che ci mettono faccia a faccia con la morte e l'orrore.

Diventa dunque "normale" assistere alla disorganizzazione dell'esercito, al panico collettivo, ai rastrellamenti alla cieca, che hanno il solo fine di fare pulizia, non di isolare gli infetti e capire i motivi dell'epidemia. Diventa plausibile raccogliere i primi vestiti trovati nell'armadio per entrare in macchina e scappare il più lontano possibile dall'ignoto, che sta trasformando i nostri vicini in "mostri", i nostri amici in esseri deformi e ringhianti. Esseri di cui non sappiamo nulla, se sono morti o semplicemente malati, se esiste una cura, se si può far ritorno dall'inferno o meno; nell'indecisione dobbiamo capire se aprire il fuoco o essere pazienti, se essere preoccupati o fiduciosi. È questo lo scenario di assoluta incertezza che si apre davanti ai nostri protagonisti, che come topi in gabbia saltano di rifugio in rifugio, fino alla scoperta dell'Operazione Cobalt.

Los Angeles zona di guerra

Di Los Angeles infatti resterà poco e niente, solo cumuli fumanti di terra e morte, le forze speciali hanno l'ordine di radere al suolo ogni cosa, l'unica speranza diventa così uno yacht ormeggiato al largo della costa. La meta? Il Messico, forse ancora al sicuro e non contaminato. Nessun viaggio però, in questo presente surreale, può essere davvero lineare e tranquillo. Come accade nella serie principale, anche in Fear The Walking Dead non ci sono solo gli infetti da temere, tocca guardarsi le spalle anche dalla follia dell'uomo stesso, che privo di strutture sociali dà sfogo in automatico alla sua indole violenta, al suo principio di sopravvivenza. Sullo yacht del nostalgico Victor, incontrato lungo il cammino, si palesa la prepotenza della nostra specie, la legge del più forte; si combatte gli uni contro gli altri per un piccolo assaggio di potere, per avere uno spazio nel poco mondo rimasto. Una volta arrivati in terra messicana, i sopravvissuti alla traversata sono già stremati, segnati, ma non arresi.

Madre e figlio

Nella villa di Thomas Abigail, vecchio amante di Victor che dà il nome allo yacht, c'è ancora da soffrire: si può uccidere un uomo che abbiamo amato? Si può soffocare un figlio nonostante sia ormai trasformato? Forse siamo troppo piccoli per rispondere a quesiti del genere e il tempo non è dalla nostra parte, gli infetti ci hanno già circondati, bisogna agire, prendere una posizione, anche se impopolare. Bisogna dare fuoco al passato, prendere atto della realtà, pur orrenda che sia, bisogna capire da che parte stare. Forse lo ha capito Nick, che nelle ultime inquadrature del settimo episodio della seconda stagione si allontana dalla madre, dalla famiglia, in cerca dell'ultimo barlume di umanità. È l'ultima volta che i loro sguardi si incrociano? È una storia che deve ancora scriversi nella seconda parte della stagione.

Fear The Walking Dead - Stagione 2 Da una Los Angeles a un passo dalla distruzione al Messico, continua il viaggio dei protagonisti di Fear The Walking Dead, la serie TV di AMC che racconta i fatti accaduti prima di The Walking Dead, la serie principale tratta dai fumetti di Robert Kirkman. Dopo la pausa estiva, riparte il 21 agosto la seconda parte della stagione 2, il nostro breve "recap romanzato" per capire dove siamo rimasti e dove riprendiamo il cammino.