Half season Fringe - Stagione 5

Un baratro sempre più profondo si pone davanti ai nostri beniamini, disposti a tutto pur di sconfiggere Windmark...

half season Fringe - Stagione 5
Articolo a cura di
Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Tentare in tutti i modi di virare drasticamente un’intera narrazione dopo una struttura consolidata nel corso di 4 stagioni può rivelarsi un’impresa tanto coraggiosa quanto azzardata, in primis considerando la fama che, nel bene e nel male, un prodotto come Fringe è riuscito ad acquisire negli anni. Un cambio netto di ambientazioni, situazioni, atmosfere e perché no, in parte di personaggi, hanno reso la creatura di J.J. Abrams diversa e rinnovata. La stessa struttura ad episodi pseudo autoconclusivi lascia ora spazio ad un intenso tour de force che i nostri saranno costretti a svolgere per contrastare i sovrumani Osservatori. Osservatori intenzionati ad estinguere, pian piano, l’intero genere umano. Nelle 7 puntate di questa quinta stagione abbiamo imparato a temerli all’inverosimile, ad aver paura della loro freddezza e della loro triste e ineguagliabile superiorità, nonché a provare rabbia per le tragedie che hanno provocato. Superiorità avvertita fin troppo bene anche dai nostri inseparabili protagonisti, ormai disposti a tutto pur di porre fine a questa schiavitù. Disposti, come si è ben visto, anche a perdere la loro umanità, insieme alla loro vita. In un vortice crescente fatto di drammi e situazioni da cardiopalma, l’unica speranza risiede in gesti ed azioni a primo impatto sconsiderate, ma che si riveleranno successivamente sacrifici necessari.

Non si torna indietro..

I primi episodi di questo nuovo ciclo narrativo ci lasciano alquanto spaesati, e riprendono, come già detto in precedenza, dall’escursus fatto da una delle puntate finali della quarta stagione, che porta parte del Fringe Team a compiere uno sbalzo temporale di 20 e più anni. Le stesse vicende che hanno portato a questa loro decisione restano, perlomeno inizialmente, sfalsate e nebulose agli occhi dello spettatore, il quale riesce ad acquisire una certa conoscenza degli evento soltanto dopo questa prima parte caratterizzata dai primi 7 episodi. Un mondo che già all'epoca era stato completamente invaso dagli Osservatori, nettamente diversi per carattere e scopi da August, September e tutti gli altri visti fino a quel momento. L’umanità, colta impreparata, viene facilmente soggiogata, e l’unica speranza è caratterizzata proprio dalla mente di Walter Bishop, che sarà costretto fin dall’inizio a compiere un sacrificio per lui enorme, capace di riportare sulle sue spalle un fardello che egli pensava fosse scomparso. Tra vecchie conoscenze e nuovi personaggi, la trama di questo “nuovo” Fringe si rivela cruda e appassionante, premiando i numerosi fan con notevoli chicche e rimandi a vecchie indagini distribuite nell’arco delle puntate (i casi Fringe, che questa volta vengono innescati proprio dai protagonisti), nonché a vere e proprie riprese di misteri rimasti irrisolti (Osservatori bambini?). Lodevole l’impegno profuso dagli sceneggiatori nel tentare di mantenere sempre alto il ritmo della stagione, anche a costo di sacrificare personaggi fino ad od fondamentali per lo svolgimento delle vicende (una mancanza in primis, e i lettori avranno già capito a chi mi riferisco, ci ha lasciati completamente spiazzati). Fattore che contribuisce ancora una volta a rendere l’idea di una vera e propria guerra combattuta a suon di piccole battaglie.

Bravura interpretativa..

Gli attori, e in particolare la coppia Jackson - Noble sembrano a proprio agio in questa visione distopica del loro futuro, regalandoci interpretazioni ancor più formidabili rispetto a quelle viste in passato. Interpretazioni che nei momenti più cruciali (e in particolare in questa settima, sconvolgente puntata) si rivelano efficaci e indispensabili ai fini dell’intera vicenda. Repentini cambiamenti, amarezze e piccoli attimi di gioia trasmessi grazie ai due veri capisaldi del serial. Menzione d’onore anche a Georgina Haig (Etta Bishop), mentre restiamo un attimino delusi sia da Anna Torv che dal suo personaggio, la cara Olivia. La prima forse un po’ troppo mono espressiva anche in quelle situazioni assolutamente strazianti e faticose, l’altra per il ruolo non proprio primario (a differenze delle scorse stagioni) che sta coprendo nelle ultime puntate. Si tratta però di commenti assolutamente provvisori, e ci riserviamo, visto anche le sorprese alla quale ci hanno ormai abituato gli autori, di riformare il verdetto una volta conclusasi l’avventura.

Dritti verso la fine..

Di carne al fuoco per le prossime puntate ve n’è in abbondanza, forse più che all’inizio di stagione, e questo può essere sia un bene (tentare comunque di mantenere sempre alto l’interesse offrendo nuovi spunti e nuove situazioni) sia un male, riducendosi a spiegare ben più che un semplice mistero. Il rischio di offrire un finale per così dire “bonario”, insomma, è sempre dietro l’angolo. E’ anche vero comunque che dopo un inizio non proprio esaltante, costituito in parte da situazioni che sembravano già viste e da luoghi comuni fin troppo abusati (come la voglia di riscoprire cose ormai perdute), Fringe ha saputo riprendersi alla grande, lasciano più volte gli spettatori esterrefatti dinanzi ad eventi assolutamente inaspettati e portando i personaggi principali alla quale siamo ormai legati da ben 5 anni a compiere scelte che non danno sicuramente spazio ad un possibile “lieto fine”. Insomma, se dosate bene, tutte queste informazioni nonché questi eventi gettati ormai nella mischia possono rivelarsi vincenti, ed offrire a Fringe, prodotto da sempre caratterizzato da alti e bassi, ad avere un finale degno di questo nome.

Fringe - Stagione 5 Siamo ormai alle battute finali in quel di Fringe, e l'ardua battaglia che i nostri si sono decisi ad intraprendere sembra più dura e critica che mai. Il ritmo è incalzante, gli eventi e le crudeltà continue non lasciano spazio a ripensamenti di sorta. Sono necessari dei sacrifici, probabilmente niente sarà più come prima e il finale, a conti fatti, potrebbe essere ben diverso da come ce lo aspettavamo. Ma una cosa è certa: se gli autori sapranno dosare con giusto equilibrio tutti gli elementi disponibili sarà senza dubbio un finale con i botti.