Gotham: le prime impressioni sulla terza stagione

Si conclude la prima metà della terza stagione di Gotham, tra ritorni e nuove minacce in città. Ecco il nostro commento al mid season

half season Gotham: le prime impressioni sulla terza stagione
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Cieli plumbei e aria insofferente piovono sulle strade di Gotham City, governata dall'odio e dall'anarchia. Un microcosmo allo sbaraglio in cerca di direzione e nuovi orizzonti per salvaguardare i propri abitanti così da lasciare l'amministrazione nelle mani di folli criminali, apre quello che sembra lo scenario attuale dell'America del neo eletto presidente Trump: come lui, anche il novello sindaco di Gotham, Oswald "Pinguino" Cobblepot, ha conquistato gli elettori a suon di slogan virtuosi ("Make Gotham safe again", non tanto diverso dal trumpiano "Make America great again"), dimostrando che in tempo di paura e smarrimento, ci si affida a tutto. E dove sono gli eroi? Jim Gordon non è più il vigilante del passato, ma un investigatore privato che scende a compromessi con quelli a cui una volta dava la caccia e con i poteri forti, ha il cuore infranto da un amore ormai perduto (o forse no), cerca invano di disinteressarsi al futuro della città compiendo gesti lontani dalla sua integrità. Eppure l'ex commissario continua ad osservare, solo da una posizione differente, il losco movimento della malavita di Gotham, un vortice di personaggi che agisce nell'ombra per scardinare ogni briciolo di verità e giustizia.

"Make Gotham safe again!"

Giunti al termine della prima metà della terza stagione, Gotham ha manifestato sicuramente alcuni interessanti sviluppi legati a delle figure in particolare, come Ivy Pepper, che avevamo lasciato annegare nelle acque della baia e che ora risorge irriconoscibile nei panni di Poison Ivy (quella che nei fumetti DC diventerà uno tra i più acerrimi rivali di Batman, femme fatale dalle armi "velenose" e letali), oppure Jervis Tech, aka il Cappellaio Matto, che irrompe nella narrazione provocando una serie di omicidi e rivelando la sua anima totalmente disancorata dalla realtà e i suoi poteri di vendetta e manipolazione mentale. Dall'altro lato si profila il destino politico della città con le elezioni politiche e la vittoria di Cobblepot, sostenuto dal braccio destro Edward Nygma (L'Enigmista), che si ritrova a governare animato dalla smania di attenzione e dall'incapacità di risolvere le sue più grandi insicurezze; ecco perché le dinamiche legate al personaggio di Pinguino restano tra le più coinvolgenti, per la grande fragilità che esprime sia nella gestione di questa inedita posizione sociale, sia nel modo in cui finalmente dichiara i suoi sentimenti a Edward, nel frattempo innamoratosi di Isabella. Questo amore disperato e non corrisposto rappresenta l'apice, al momento in cui Gotham viene raccontata, della follia, del dolore arrecato alla persona che dovresti proteggere.

Anarchia e confusione aspettando Jerome

Come Oswald, anche il giovane Bruce Wayne cova un interesse silenzioso per l'amica di sventure Selina Kyle, con la quale condivide adesso il segreto di una chiave che apre le porte della Corte dei Gufi, società segreta che cattura giovani circensi e li trasforma in letali assassini (nei fumetti si chiamano gli Artigli). Ai piedi di questa confusione, che nella serie purtroppo lascia spazio ad una difficile comprensione per chi non conosce la fonte originale, c'è sempre Gordon: arranca, cade, si rialza, un pugile con il volto livido e le braccia forti che trova, in un finale di metà stagione al cardiopalma, la lucidità per salvare Leslie Thompkins dalla morte ad opera di Mario Falcone. Gotham si avvia così alla pausa natalizia e tornerà a gennaio 2017 con i prossimi episodi, attesi, se non altro, per l'annunciata comparsa di Jerome (il nuovo Joker?) tra le strade della città.