Half season Mad Men - Stagione 7

La prima metà della settima, e ultima, stagione di Mad Men mantiene alto il livello della serie targata AMC

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Mad Men - Stagione 7, parte I: The Beginning

Andata in onda per la prima volta il 19 luglio 2007, sulla rete satellitare americana AMC, Mad Men si è imposta da subito come un unicum nel panorama televisivo. La pluripremiata serie (quattro Golden Globe e quindici Emmy Award) ideata e scritta da Matthew Weiner, infatti, ha saputo costruire anno dopo anno una narrazione sempre più densa e avvolgente, ben lontana dai consueti canoni della fiction televisiva; una narrazione impegnata non solo ad abbracciare i piccoli e grandi drammi privati dei suoi personaggi, ma volta al contempo a tessere un maestoso affresco corale su una società ritratta nell’arco di un intero decennio. Lo show, in altre parole, costituisce il massimo esempio di “grande romanzo americano” dei nostri tempi: un’opera-fiume sui mitici Sixties raccontati attraverso il boom della pubblicità, nella New York dei prestigiosi uffici (il titolo della serie si riferisce non a caso al nome di Madison Avenue), dei night-club raffinati e degli appartamenti di lusso. Uno sfarzo dietro il quale, tuttavia, si cela l’angoscioso horror vacui della classe borghese: una silenziosa, indefinibile inquietudine che trova corpo e volto nella figura di Don Draper, il genio della pubblicità impersonato da un magnetico Jon Hamm.

Winter and Summer of ’69

Ed è ancora Don Draper ad offrirci il punto di vista privilegiato nella settima ed ultima stagione di Mad Men, suddivisa da Weiner in due distinte sezioni di sette episodi ciascuna, trasmesse rispettivamente nel 2014 e nel 2015.
The Beginning, primo segmento del capitolo finale, si apre così all’alba del 1969, un altro anno fatidico per gli Stati Uniti, per interrompersi poi a luglio, subito dopo il primo approdo sulla Luna da parte degli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, seguito in diretta televisiva da tutto il mondo.
Alla fine della sesta stagione Don, all’apice di una crisi personale che gli era costata la fiducia dei suoi colleghi, era stato costretto a prendersi un periodo di aspettativa e a lasciare l’agenzia che egli stesso aveva contribuito a fondare. Nel primo episodio della settima stagione lo ritroviamo in una “vacanza forzata”, mentre tenta goffamente di ripristinare il rapporto con la moglie Megan (Jessica Paré), la quale nel frattempo si è trasferita sulla West Coast a beneficio della propria carriera di attrice. La vera ambizione di Don, però, è quella di riottenere il proprio posto di lavoro, superando la diffidenza dei suoi colleghi e l’aperta ostilità del loro nuovo socio, Lou Avery (Allan Havey). Intanto, la sua ex moglie Betty Francis (January Jones) continua ad incontrare difficoltà nei rapporti con i suoi figli, vivendo con evidente malessere il proprio ruolo di madre, mentre Roger Sterling (John Slattery) scopre con disappunto che la figlia Margaret (Elizabeth Rice) ha abbracciato la cultura hippie e ha abbandonato la famiglia per trasferirsi in una comunità di “figli dei fiori”.

The Best Things in Life Are Free

Ma uno dei veri fulcri narrativi di Mad Men, un elemento costante di ciascuna delle sette stagioni della serie, rimane la relazione di stima e di rivalità, di incompensione e di affetto, fra Don Draper e la sua ‘allieva’ prediletta, l’unica davvero in grado di competere con lui sul terreno della creatività in ambito pubblicitario: Peggy Olson (Elisabeth Moss), la cui progressiva ascesa professionale la sta portando a raggiungere livelli sempre più alti, ma anche a far fronte a sfide ancora più dure e complesse. Se Don Draper può essere considerato il protagonista indiscusso della serie, Peggy rappresenta senz’altro il suo immancabile comprimario: la deuteragonista che ne segue le orme tentando però di individuare la propria strada, destreggiandosi in un microcosmo ferocemente sessista ma del quale Peggy ha appreso man mano le regole, volgendole a proprio vantaggio. A partire dal quarto episodio, la donna riceve l’incarico di preparare la campagna da proporre alla Burger Chef: un compito di estrema responsabilità che la obbligherà a lavorare fianco a fianco con un Don ingombrante e poco gestibile, benché per la prima volta in posizioni gerarchiche invertite. Eppure, tutti i contrasti saranno sciolti quando, al termine dell’episodio The Strategy, Don rassicurerà Peggy sulla legittimità dei suoi dubbi, invitandola ad una tenera danza sulle note di My Way di Frank Sinatra. Mentre nell’episodio successivo, Waterloo, la serie dirà addio ad uno dei suoi personaggi storici, l’anziano socio Bert Cooper (Robert Morse), spirato durante la lunga notte dell’allunaggio. E nell’ultima, commovente sequenza, Cooper apparirà in una visione al cospetto di Don, congedandosi definitivamente da lui - e dal pubblico - con un balletto nel bel mezzo dell’ufficio, intonando i versi di una nota canzone: «The moon belongs to everyone / Best things in life, they're free / Stars belong to everyone / They cling there for you and for me».

Mad Men - Stagione 7 Fra i maggiori eventi televisivi dell’ultimo decennio, in particolare dal punto di vista del consenso critico e della redifinizione dei canoni narrativi in ambito seriale, Mad Men si accinge a congedarsi dal proprio pubblico con i primi sette episodi della sua stagione conclusiva: mentre un decennio cruciale per la storia americana - gli anni Sessanta - volge ormai al termine, le vicende personali di Don Draper e dei suoi colleghi fungono ancora una volta da emblematico riflesso della fine di un’epoca, fra amari bilanci esistenziali e un’inesorabile malinconia.