Half season South Park - Stagione 14 -Prima Parte

I primi sette episodi della "nostalgica" stagione 14

half season South Park - Stagione 14 -Prima Parte
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Ci eravamo lasciati nell'analisi della tredicesima stagione con un grosso interrogativo, che nonostante gli ottimi risultati raggiunti dai singoli episodi, mancava essenzialmente l'elemento di novità rispetto alle serie precedenti: il numero tredici comincia ad essere un'eredità ingombrante, figurarsi ora il numero quattordici.
Abbiamo visto i primi sette episodi dell'ultima stagione, trasmessa negli Stati Uniti a partire dallo scorso Marzo, e ne siamo rimasti di sicuro sconcertati: anziché introdurre nuovi membri nel cast, anziché sperimentare nuovi intrecci narrativi, Trey Parker e Matt Stone sono andati controcorrente producendosi in una sconquassante serie di citazioni, rimandi di episodio in episodio, con una sequela di ammiccamenti a fatti e personaggi delle precedenti stagioni. E se la cosa può dirsi divertente, certo inattesa, certo ben architettata, è la definitiva riprova di come lo show inequivocabilmente accusi l'invecchiamento e voglia ricercare una nuova vena di originalità nei fasti passati, nella purezza del loro dissacrante riso. Certo, South Park può permetterselo, ma - possiamo anticiparlo sin d'ora - non si può procedere troppo a lungo con questo ripescaggio di volti e situazioni passate, occorre saper proporre qualcosa di realmente inedito e prontamente dissacrante, in pieno stile South Park.

The new american way of life

L'inizio di stagione (con Sexual Healing) getta lo spettatore in medias res, inscenando una lite tra Tiger Woods e la sua dolce mogliettina, causata ovviamente dai ripetuti e continui tradimenti del campionissimo di golf. Ancora una volta gli autori dello show non lesinano sul sarcasmo con cui dipingono la realtà americana, colpita ancora una volta al suo schema di valori da un perfetto marito che si scopre fautore di una sistematica tresca di corna e amori clandestini: la vicenda appassiona il popolo statunitense, e mentre Electronic Arts incentra un ipotetico Tiger Woods PGA Tour 11 sulle fughe dalla bionda consorte secondo una sfilza di QTE, le più grandi menti del paese indagano severamente sulla domanda, "perché uomini ricchi e di successo, all'improvviso se ne vanno in giro cercando di far sesso con un mucchio di donne?". Dov'è finito l'amore, come i soldi possono sostituire tale naturale affetto? Ma sopratutto dove hanno sbagliato i Tiger Woods, i Bill Clinton, i David Letterman, tutti beccati dalle rispettive mogli? La puntata raccoglie toni rocamboleschi, coinvolgendo nel suo climax addirittura il presidente Obama, la cui reputazione, a giudicare dal suo atteggiamento in tale situazione, non ha subito miglioramenti per Parker e Stone rispetto alla passata stagione.
The Tale of Scrotie McBoogerballs rappresenta un ricordo di Salinger, l'autore de Il giovane Holden scomparso a inizio Gennaio, sebbene Cartman e soci non trovino tale romanzo di formazione per niente volgare e sconcio, come invece lo aveva descritto il professor Garrison. Scrivere un libro ben più audace, "proibito", che parla di cose disgustose, menomazioni, diventa la missione dei ragazzi di South Park, i quali infine producono un manoscritto che spinge il lettore a vomitare e contorcersi dall'orrore appena vi posa lo sguardo, ma...è impossibile non proseguire nella lettura, divorarlo tutto d'un fiato. Per quanto la tematica possa apparire vagamente interessante, la volgarità del contenuto elimina gli spunti riflessivi contro il mass market libraio creando soltanto una serie di attacchi di vomito in diretta tv.
La quarta puntata, You have 0 Friends, si scaglia contro quella paranoia globale che ha un nome ben preciso: Facebook. Legittima parodia di questa moda capace di impantanare i rapporti interpersonali tra partite a Yahtzee, pollame e cetrioli virtuali, messaggi telegrafici, futili fotografie del Carnevale. Gli autori dello show giustamente si chiedono se l'amicizia (vedi il mesto Kip Drordy) o l'affetto (vedi Randy Marsh, papà di Stan) debbano per forza di cose ottenere una convalida pubblica, per giunta su una pagina web, sterile e muta il più delle volte: nella loro fantasia Facebook prende la forma di una fantascientifica dittatura, un universo parallelo (ma nemmeno troppo) vagamente simile all'acidulo Tron.

200x201

La trasmissione della stagione quattordici voleva significare anche la messa in onda del duecentesimo episodio dello show, che rappresenta un traguardo sicuramente ambito. L'episodio 100, "Sono un po' country", si risolveva in una parodia sulla proclamazione dell'indipendenza statunitense; il 200, invece, mette in scena la più grande guerra che la cittadina del Colorado abbia mai conosciuto, spalmando l'intero intreccio su due puntate. Una narrazione decisamente densa, serrata, pregna di particolari e rivelazioni: mentre visitano la fabbrica locale di fudge, dolcetto tipico, i protagonisti si imbattono nell'attore Tom Cruise, già in passato ai ferri corti con gli abitanti di South Park, il quale per futili motivi avvia una class action ai danni del paesino nel Colorado. Assieme a lui ci sono personalità dello show business coinvolte loro malgrado dal sarcasmo di Parker e Stone, come i recenti nemici Tiger Woods e Sarah Jessica Parker, ma anche quelli delle passate stagioni come Russel Crowe, Al Gore, Bono degli U2, Lucas e Spielberg con l'Indiana Jones da passeggio. L'attore di Mission Impossible e L'Ultimo Samurai è pronto a ritirare l'accusa solo qualora incontrasse il profeta Maometto!
La specificità di tale richiesta la si comprende solo rimembrando gli avvenimenti del terzo e quarto episodio della decima stagione, le due parti di "Cartoon Wars": in tale occasione South Park prendeva di mira la piatta comicità di Family Guy (i nostri Griffin), intersecandola con il loro voler mostrare l'immagine disegnata di Maometto, cosa che fa imbestialire gli integralisti islamici. Qualche stagione più in là attori e star americane ritengono di dover incontrare il profeta musulmano perchè lui "ha un potere che lo protegge dalle prese in giro".
Già, ma convinti i Super Migliori Amici a trasportare l'icona religiosa musulmana, come poterlo trasferire a casa di Tom Cruise e come, sopratutto, farlo senza che di lui si veda alcunchè, né il viso, né i piedi, né l'umano dinoccolare? Un costume da orso può essere una soluzione plausibile, ma qualcuno si impone a questo punto sulla scena: i pel di carota, i quali minacciano i cittadini con attacchi terroristici. Il caleidoscopio di interessi in ballo si complica quando le star offese liberano la potenza di Barbara Streisand mecha (i dissapori tra l'attrice e South Park risalgono addirittura alla prima stagione).

Minaccia di morte per un cartoon

Sebbene nel medesimo episodio venga presentato Buddha che tira coca e Gesù che naviga su siti porno, poco sorprendentemente gli unici ad avere dure reazioni circa quanto andato in onda sono stati i religiosi musulmani. Il blog RevolutionMuslim.com auspica a Parker e Stone di fare "la stessa fine di Theo Van Gogh", il regista olandese di Sottomission assassinato nel 2004, perchè anche loro hanno "bestemmiato contro la religione musulmana": alle due minacce gli autori dello show comico hanno risposto nella puntata 201, conclusione dello scontro South Park-Tom Cruise-Pel di Carota, costellandola di censure all'effige di Maometto e bip sonori al nome dello stesso profeta, culminati in un lungo acuto che ha di fatto reso incomprensibile il finale. Un escamotage autocensorio di sicuro effetto, che ha fatto discutere a lungo i fans della serie: "se la tv si farà intimidire dagli estremisti - scrivono su Southparkstudios.com - loro sforneranno episodi incomprensibili". E la risposta di Parker e Stone? Chi la attendeva nell'episodio successivo è rimasto deluso, perchè Crippled Summer ripesca piuttosto il personaggio di asciughino e si diverte a seguire un campo estivo per ragazzi disabili: "è puro nonsense - ha osservato Ramsey Isler su IGN.com - con un mucchio di elementi da commedia vecchia scuola miscelati al grossolano marchio umoristico di South Park".

Auguri dai Simpsons

Tra i tanti che hanno voluto congratularsi per il traguardo dei duecento episodi ci sono stati anche i Simpsons, che hanno comunque ricordato attraverso una illustrazione di aver già festeggiato tale anniversario, due volte!
Matt Groening e il suo staff sono poi ritornati sull'argomento in seguito alle accuse da parte dei gruppi musulmani: il sempre punito Bart Simpsons si è trovato a scrivere sulla lavagna "South Park, vi staremmo vicino se non fossimo così spaventati".

South Park - Stagione 14 I primi sette episodi della quattordicesima stagione fanno scendere una lacrimuccia dai nostri aridi occhi: la si deve forse alla venatura nostalgica di cui sono spennellati gli ultimi lavori di Trey Parker e Matt Stone? O forse alle grasse risate che South Park è sempre in grado di elargire? O alla commozione nel ritrovare una sempre puntuale satira su società ed entertainment? Tutto questo anima una controversa half season, i cui episodi 200 e 201 hanno fatto vacillare lo show televisivo con il loro coraggio e l'integerrima difesa della libertà d'espressione. Al prossimo Autunno con i restanti episodi e un giudizio finalmente generale sul futuro della serie...