Half season Spartacus: Vengeance

Come sta andando la ribellione di Spartacus? In Vengeance i personaggi non convincono ancora, ma la serie promette bene

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Un mese più tardi del first look della premiere di Spartacus: Vengeance ci troviamo già al giro di boa della mid season. La recente trasmissione statunitense del quinto episodio (cui dedichiamo uno spoilerosissimo ultimo paragrafo) apre definitivamente la seconda parte del serial Starz a base di gladiatori ribelli e patrizi disinibiti.
Il seguito diretto di Sangue e Sabbia abbandona l'arena di Capua per dedicarsi ad una vita "libera" nei boschi della Campania, guidati dal trace Spartacus ora più che mai nelle vesti di capopopolo. Un Simon Bolivar avanti Cristo...
Naturalmente il Senato romano non vede di buon occhio questa rivolta schiavista tant'è che non si fanno scrupoli ad inviare l'esercito al comando del pretore Claudio Glabro, in debito di riconoscimento politico.
Non si è ancora avuto lo scontro frontale tra i due, ma in ben due occasioni i loro sguardi si sono incrociati: odio, vendetta, ambizione...libertà dominano entrambi, entrambi schiavi delle proprie ardenti passioni. Chi vincerà? Chi saprà meglio organizzarsi sul campo di battaglia? Chi prenderà di petto la Storia e darà il colpo finale a Spartacus e alla sua cricca di ribelli? Tutte domande che in parte troveranno risposta nel prosieguo di Vengeance e, in parte, in una terza stagione (l'ultima) già confermata!
In attesa di vedere come si evolverà la serie, ripercorriamo le prime puntate gettando un occhio su cosa va bene e cosa non va in Spartacus: Vengeance.

Uno spirito libero, morto in catene

La morte di Ottavia, moglie di Varro che Spartacus aveva giurato di proteggere dopo la morte del marito-gladiatore, chiudeva tragicamente l'episodio pilota. Una punizione per il trace, reo di aver agito con eccessiva disinvoltura senza aver ponderato razionalmente le proprie mosse. I ribelli sono più civili che militari, più donne che gente esperta nel combattimento: impossibile allo stato attuale sbaragliare l'esercito di Roma, molto meglio perlustrare il territorio, segnalare rifugi sicuri, ingrossare le proprie fila e sminuzzare poco per volta la centuria disposta alle loro calcagna dalle istituzioni romane. Una simile decisione è dettata anche dalla disperazione del gallo Crisso, abbattuto dalla scomparsa di Naevia, l'ex schiava di Lucrezia venduta chissà a quale nobile campano per ingraziarsi i suoi favori.
La ricerca condurrà infine alle miniere della regione, luogo di estrema punizione più volte citato nelle stagioni precedenti: un fugace abbraccio tra i due innamorati è tutto quello che si scambiano, poiché una soffiata captata dalla serpe Ashur manda gli uomini di Glabro nei tunnel sotterranei del luogo estrattivo. Naevia è salva, ma Crisso è fatto prigioniero nella fuga e condannato all'esecuzione nell'arena. Quanto è costato a Spartacus questo salvataggio? Uomini, energie e vantaggio strategico! Un bilancio tragico dissipato per la salvezza di una donna e il sollievo di un guerriero, che vedrà di lì a poco sorgere il Sole per l'ultima volta.
Giovano in parte ai molteplici insuccessi di Spartacus i conflitti personali di Glabro, il suo nemico stanziatosi nella villa di Batiato. Albino, il padre della moglie Ilizia, mal digerisce le sue continue sconfitte poco consone al rango pretorio e supporta l'altro pretore, Varinius, di rango più elevato e maggiormente rispettato nell'Urbe. La questione non assume solamente un connotato politico, ma arriva a scalfire anche il matrimonio con la bella Ilizia, da cui Glabro aspetta anche un bambino: quest'ultima "flirta" con Varinius pure sotto gli occhi del marito, sostenuta anche da una rediviva Lucrezia ritagliatasi uno sciatto ruolo di oracolo e di tramite con gli dei. Ma sotto sotto tesse ancora le macchinazioni che ben conosciamo, continua ad oliare i ben noti ingranaggi scivolando addirittura sotto le coperte del vecchiaccio Albino!

Astuzia o istinto?

Diciamo senza mezzi termini che Spartacus: Vengeance non ci sta convincemdo. Gli sceneggiatori hanno vinto le titubanze iniziali in merito all'abbandono dell'arena e l'approdo ad una dimensione campale/fuggiasca grazie ad ambientazioni iconiche (la domus abbandonata, le cupe miniere, il bosco nebbioso), salvo poi dimenticarsi di lavorare degnamente sui personaggi. Spartacus e Crisso sembrano macchiette dei precedenti gladiatori: i ribelli li seguono perchè sono abili con la spada, ma non senza critiche o dubbi circa le loro scelte, invero più istintive che militarmente appetibili. Spartacus ha ancora in mente la moglie Sura e desidera ardentemente uccidere Glabro che gliel'ha strappata via (per questo poco considera Mira, con la quale comunque giace ogni notte!); Crisso ha interesse solo nel recuperare Naevia, il resto lo delega ben volentieri al trace. Sembrava in programma inizialmente una fuga all'esterno dell'Italia, alla ricerca di un luogo dove vivere in tranquillità, ma gli ultimi eventi vanno in direzione di uno scontro inevitabile: evoluzione perfettamente logica nell'ambito delle serie tv, ma dalle negative ricadute sul profilo dei protagonisti.
Sul fronte romano la sceneggiatura è leggermente migliore. Di sicuro impatto è il personaggio di Ilizia, divenuto a questo punto perno centrale delle diatribe interne e colei che porta i pantaloni in casa Glabro. Mette in dubbio lo stato del proprio matrimonio, arde di desiderio per ogni uomo (Varinius, Spartacus) meno che il proprio marito, pondera l'eventuale aborto dell' "erede", non mostra titubanza nemmeno nell'infilzare la lama nella carne di un uomo. L'attrice Viva Bianca ha saputo accollarsi il rinnovato peso di Ilizia, trasformatasi da oca capricciosa a femme fatale nel giro di una stagione. Non disdegna nemmeno sfidare Lucrezia, la quale conserva il terribile segreto dell'assassinio di Licinia per mano della bionda patrizia. La moglie di Batiato, sopravvissuta alla mattanza di Spartacus e i suoi, ora crede di essere benedetta dagli dei: compie sacrifici, dispensa vaticini e si avvale del viscido Ashur per far sì che le sue profezie si avverino. Ha un forte ascendente su Glabro, che non rifiuta mai un suo consiglio, ma il suo ruolo è apparso ben più limitato rispetto alle precedenti stagioni dove era importante tanto quanto il marito. Difficile che il suo ruolo possa risollevarsi o incontrare un significato maggiormente rilevante per gli spettatori.
Le new entry del cast deludono, invece, ampiamente. Il nuovo Spartacus Liam McIntyre non ha semplicemente la stoffa del leader che invece possedeva Andy Whitfield, scomparso lo scorso Settembre: in assenza di alternative lo spettatore finirà per abituarsi alla sua presenza, ma difficilmente potrà apprezzarlo fino in fondo. Ancora la nuova Naevia interpretata da Cynthia Addai-Robinson in sostituzione di Lesley-Ann Brandt impegnata altrove, non solo non somiglia per niente all'attrice precedente, ma si esprime a monosillabi e non va oltre l'espressione costernata. Deludono pure i due gemelli Seppius e Seppia, il cui ruolo non viene mai pienamente definito perchè la sceneggiatura li relega al margine, considerandoli riempitivi, comparse, sfondo ai dialoghi. Abbiamo adorato la comicità caustica di Seppia nel pilot, ma a metà stagione se non ci fosse non ne sentiremmo la mancanza!
Abbiamo già applaudito la varietà di ambientazioni, un po' meno la definizione dei personaggi e dei loro obiettivi, restano da analizzare le situazioni in cui si troveranno ribelli e romani. Come nelle due precedenti serie sono due le costanti imprescindibili di Spartacus: Vengeance: il sangue e il sesso.
La violenza è copiosa tanto quanto il liquido rosso che fuoriesce dai corpi privi di vita, laddove non squartati. Le coreografie dei combattimenti sono ben fatte, impreziosite da qualche soluzione originale negli scontri tra armi (lancia contro spada, rete contro ascia e così via). Difetta tale idillio una regia schiava dello slow motion, dell'esaltazione fine a sé stessa dello splatter: il rallentamento del tempo che ha fatto la fortuna di Matrix e 300 qui è riproposto in maniera ossessiva, ripetuta fino alla nausea per il plauso dello spettatore che vuole gustarsi ogni singolo fotogramma, non altrettanto per quello vuole gustarsi un po' di azione non-stop.
Il numero di scene di sesso è notevolmente diminuito sia in numero che qualità. Fino ad ora nessun rapporto sessuale, nessuna nudità più o meno integrale è stata inserita con il preciso intento di approfondire un aspetto della trama o del rapporto tra due personaggi. I protagonisti sono quasi restii a spogliarsi (fa eccezione una sensualissima Ilizia) e, se proprio sono costretti, per non più di dieci secondi. Ci sono un paio di scene orgiastiche come il bordello nel primo episodio o la danza sensuale al banchetto organizzato da Glabro del quarto episodio, ma sono due eventi che rimangono sullo sfondo, messi lì per un'unica ragione. Fanservice.

[Spoiler] Libertus

Il quinto episodio ha mostrato una significativa accelerazione al ritmo della serie fino ad allora abbastanza stantio. Ha visto il ritorno di un personaggio (una sorpresa già rivelata sin dal primo trailer del Comic Con) e la dipartita di un altro. Vogliamo, però, analizzarlo a tutto tondo per cui non ci tratterremo dal spoilerarlo completamente. Consigliamo la lettura solo chi ha già visto il quinto episodio intitolato Libertus!

Gannicus, eroe di Spartacus Dei dell'Arena, torna a Capua in maniera sommessa. Dopo aver conquistato il rispetto di Batiato, sempre ricambiato con donne e vino ad ogni sua vittoria nell'Arena, ottenne anche la libertà e fu affrancato dal dominio del padrone. Di lui si persero le tracce durante gli eventi di Sangue e Sabbia, tant'è che Spartacus non lo conosce e per questo si stupisce di trovare sul braccio il marchio di Batiato.
Il Gannicus di Vengeance, però, è un lottatore che ha smesso di lottare. Gli manca la gloria dell'Arena e pertanto accetta di buon grado un ritorno sulla sabbia da uomo libero per giustiziare i suoi "fratelli", Enomao e Crisso. Enomao tra l'altro ora conosce tutta la verità sulla morte della moglie Melitta, sa del tradimento caniugale di Gannicus e pertanto si scaglia contro di lui non appena questo varca i cancelli dell'arena di combattimento.
Tuttavia succede che Spartacus e i suoi organizzano una sortita all'interno dell'anfiteatro, indebolendone le sue fondamenta e facendolo crollare pezzo per pezzo. Arsi dalle fiamme o sepolti sotto le macerie delle tribune, i cittadini di Capua periscono in grande numero, mentre le cariche cittadine, Glabro, Ilizia e Varinius, sono costretti alla fuga, nella quale perisce Albinius, padre della bionda matrona, facilitato da una trave con la quale Glabro gli fracassa la sua testa. Ora nessuno può più sciogliere il suo matrimonio e ll'unione con Ilizia è destinata a continuare nonostante le avances di Varinius.
Per Spartacus è una vittoria, fortunosa perchè il piano era rischioso facendo leva esclusivamente sul fattore sorpresa, ma pur sempre una radiante vittoria: Crisso è liberato e può ricongiungersi con Naevia, con lui Enomao che non può certo fare ritorno alla casa di Batiato e Gannicus sembra intenzionato ad unirsi alla causa dei ribelli.
Oltre ad avere un ritmo costante per tutti e cinquanta i minuti, il quinto episodio incide fortemente sull'economia generale della serie con nuovi arrivi e alcune partenze. Glabro inoltre sembra aver riacquisito maggior sicurezza e nuovo slancio per affrontare i molti oppositori a Roma a cominciare dall'estromissione nei suoi affari di Varinius.
L'arena di Capua in legno e muratura che crolla è un evento troppo importante, il tramonto di un simbolo del serial Starz e non può che avere ripercussioni nelle puntate future! "Ne ho avuto abbastanza dei giochi - esclama uno Spartacus radioso - Lasciamo quest'arena per sempre".

Spartacus: Vengeance All'appuntamento con la mid season Spartacus: Vengeance non giunge nel migliore dei modi. La sceneggiatura è intrigante, ma i personaggi non riescono ad esprimerla al meglio. Solo pochi di essi conoscono un miglioramento rispetto alle stagioni precedenti, mentre molti perdono di attrattiva sino a diventare macchiette inverosimili. Molta la violenza, sottolineata da ridondanti riprese in slow motion, poco e poco significativo il tema sessuale. Tuttavia il quinto episodio ribalta in parte certi difetti delle quattro puntate precedenti e lascia ben sperare per quanto riguarda la conclusione di Spartacus: Vengeance, in attesa di una già annunciata terza stagione.